Una nuova madre

Quando la madre di Cenerentola morì pioveva e un vento freddo agitava le chiome degli alberi. Era come se anche la natura piangesse quella scomparsa.

«Lei, che era una donna tanto buona e gentile, non meritava di morire» diceva la gente in paese. «E poi come farà quella bambina senza la sua mamma?»

Cenerentola non aprì bocca per settimane, mentre le lacrime scorrevano dai suoi occhi. E sembrava che il tempo non riuscisse a rimarginare le sue ferite.

Il padre, vedendola tanto triste, pensò che la figlia non sarebbe mai tornata a sorridere senza una madre, e così decise di risposarsi.

Ma nessuna donna riusciva a toccare il suo cuore, che era ancora dolorante per la morte della moglie.

Finché conobbe una gran dama, vedova, che amava andare a teatro, e che aveva due figlie poco più grandi della sua Cenerentola.

Bene!, pensava l’uomo. Così la mia bambina non sarà più sola: avrà due compagne di gioco con cui divertirsi e trascorrere giornate serene.

Un giorno la portò a casa affinché tutte si conoscessero, e fu un incontro piacevole. La dama e le sue due figlie si comportarono educatamente, facendo grandi sorrisi e mostrandosi gentili.

Ma appena dopo il matrimonio – che fu celebrato con festeggiamenti principeschi – la donna mostrò il suo vero volto.

Era una persona crudele, che diventò subito la padrona assoluta della casa. E quando il padre di Cenerentola partì per un viaggio, la matrigna ridusse Cenerentola a una serva: doveva obbedire a ogni suo ordine, così come doveva mostrare rispetto per le sorellastre.

Il padre, quando scoprì la situazione, non disse una parola. Se ne stava in silenzio, perché anche lui aveva paura della moglie.

Insomma, voleva dare alla figlia una nuova madre e invece non aveva fatto altro che peggiorare la situazione.

E per Cenerentola non restava altro che piangere in silenzio, tornando con la mente ai bei giorni in cui aveva una famiglia unita e piena d’affetto: sua madre non avrebbe mai potuto essere sostituita.

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