Il tesoro dell’arcobaleno

Alberto aveva da poco cominciato la prima elementare ed a scuola ci andava proprio volentieri.
Passava delle giornate molto intense; la mattina mamma lo portava a scuola, i nonni andavano a prenderlo nel pomeriggio, ed infine la sera papà passava a riprenderlo e tutti si ritrovavano per cena, a volte dopo cena se la mamma tardava, guardando la TV prima di andare a letto stanchi per la lunga giornata.

Da un po’ di tempo Alberto aveva un sogno che voleva realizzare; il nonno gli raccontava spesso delle belle storie, ed in una di quelle aveva scoperto un segreto: alla fine dell’ arcobaleno si trovava un tesoro, bastava scavare un po’ per ritrovarlo dove gli gnomi l’ avevano nascosto; Alberto tutto eccitato cominciò a chiedere a papà e mamma di accompagnarlo alla ricerca del tesoro, ma l’ arcobaleno non arrivava mai …. E poi lo sapeva già, anche quando sarebbe arrivato sicuramente non avrebbero avuto tempo di andarci !

Ed ecco che una domenica, appena dopo pranzo, finita una pioggerellina che per tutta la mattina era caduta sul paese, mentre i genitori facevano i mestieri ed Alberto un bel bagnetto, l’ arcobaleno comparve.

Tutto contento Alberto cominciò a chiamare: “Papà ! Mamma ! L’ arcobaleno ! eccolo, eccolo, passa proprio davanti a casa nostra !”
Papà e mamma non sembrava avessero molta voglia di andare alla ricerca del tesoro, ma davanti alle insistenze di Alberto una volta tanto si lasciarono convincere e tutti assieme inforcarono le loro biciclette e partirono verso la fine dell’ arcobaleno.

Successe che naturalmente papà bucò la gomma davanti, e dopo un po’ la mamma ruzzolò lunga distesa in un viottolo di campagna, proprio in mezzo alle pozzanghere; vedendo come si mettevano le cose ed i genitori che cominciavano ad essere arrabbiati Alberto si scusò: “Mamma, papà, mi dispiace, non volevo causare tanti guai ……” ma la mamma vedendolo così afflitto subito rispose: “Non ti preoccupare Albi, non mi sono fatta niente, e poi questa tuta proprio non mi piaceva, dopo la butto via” al che papà, sollevando davanti la sua bicicletta, cominciò a scherzare: “Ma si Albi, guarda, non mi servono due gomme per andare in giro, adesso me la faccio tutta in impennata fino alla fine dell’ arcobaleno !”.

Scoppiarono a ridere, anche papà poi lanciandosi in una gara immaginaria al grido di “Vai Bettini, vai in fuga !” finì per scivolare cadendo nel fango, Alberto lo soccorse mentre fingeva di essere infortunato e la mamma ululava come la sirena di un’ ambulanza; ripartiti non trovarono meglio da fare che cantare tutti assieme: “Siamo ragazzi fortunati, perché troveremo un tesoro, siamo fortunati perché troveremo tutto l’ oooooro” e altre cose così, come dei matti, a squarciagola.

Poi mamma camminando ricordò come da piccola queste passeggiate fossero cose da tutti i giorni, con gli amici e le amiche, mentre andavano a scuola dalla casa dove abitava allora, ed il papà rammentò che proprio durante una di queste camminate l’ aveva incontrata e subito (ma lei disse che non era vero, che c’ era di mezzo un’ altra amica, ma lui disse di no, ma lei disse di si, e lui ripetè che lei non aveva capito niente, ma lei rispose ancora che LUI non aveva capito proprio nulla …..), insomma, si era perdutamente innamorato di lei.

E continuarono così, ridendo e scherzando come Alberto non ricordava di avere mai visto, fino ad incontrare un boschetto dove si riposarono, e si resero conto che l’ arcobaleno era scomparso.
“Alberto” disse allora papà “mi dispiace …… adesso non sappiamo più dove andare, non sappiamo dove finiva l’ arcobaleno ….”

“Ma papà, non l’ hai capito ? siamo arrivati, è proprio qui che finiva l’ arcobaleno !”

E la mamma: “Si, forse hai ragione, proviamo a vedere dove può essere il tesoro, anche se, sai, è molto difficile trovarlo. Anzi, Alberto, di solito non lo si trova nemmeno, soprattutto quando l’ arcobaleno è scomparso.” “Ma mamma, papà, ve lo ripeto, è qui che l’ arcobaleno finiva ! ed infatti io il tesoro l’ ho trovato”
Papà e mamma lo guardarono un po’ stupiti, senza capire ciò che Alberto voleva dire.

“Ho trovato non uno, ma due tesori, e siete proprio voi due !”
Papà e mamma non dissero una parola, ma sembrava deglutissero continuamente, ed evitavano di guardare negli occhi Alberto; con un sorriso strano tornarono tutti a casa stanchi e contenti e passarono una serata felice, senza nemmeno accendere la televisione.
La mattina dopo Alberto si svegliò e subito si accorse che era tardi, ma come ? …. Era lunedì !!
Corse subito in camera dei suoi genitori e li trovò che dormivano beatamente, e quando li svegliò gli dissero che avevano deciso di prendersi un giorno di ferie e che anche lui sarebbe stato a casa da scuola, con loro.

Fecero colazione con tutta calma, uscirono per andare in uno strano negozio dove comprarono diverse latte e del materiale, con mamma e papà che sorridevano continuamente, tornarono a casa e, mentre mamma preparava delle buonissime ciambelle, papà e Alberto uscirono sul balcone e con dei pennelli disegnarono un bell’ arcobaleno sulla grande parete bianca, che mamma completò in questo modo:

IL TESORO SIAMO NOI

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