Il ritorno di Lucilla

Drakonia, la fantastica terra dei draghi, vagava a mezz’aria, nel cielo illuminato dai primi raggi del sole. Tutti i draghi erano ancora impegnati a russare e sbuffare, accoccolati nelle loro tane, quando all’improvviso si sentì un gran botto.

L’intera isola tremò e tutti i draghi, i draghini, i draghetti e tutte e dragonesse, le draghine e le draghette si svegliarono di soprassalto.

«Che cosa succede?» gridò un enorme drago blu.

«Usciamo a vedere» rispose un drago giallo. «Presto, usciamo tutti all’aperto.Dobbiamo avere urtato qualcosa, qualcosa di grosso!».

Tutti uscirono di corsa dalle loro tane e preoccupati guardarono il cielo. Due gigantesche ali si stagliavano contro il sole rosso infuocato e un’enorme ombra nera oscurava l’isola. Tutti i draghi prima spalancarono gli occhi dalla  sorpresa, poi iniziarono a grattarsi la testa pensierosi.

«Chi è quello che sta arrivando?» chiese Draky, un draghetto di diecianni, a mamma Fiammetta.

«Quella!» lo corresse la mamma

«… ma chi è Quella?»

«E’ nonna Lucilla. La più vecchia e la più saggia di tutti i draghi. E ‘la nonna di tutti noi e l’unica che ha contatti con il mondo degli uomini. Se è qui, deve essere accaduto qualcosa».

«Di bello o di brutto?» chiese Draku pensieroso.

Ma proprio in quel momento Lucilla, dalle ali enormi e lucenti, atterrò pesantemente, sollevando una gran
nuvola di polvere. Si sentirono roboanti colpi di tosse e una lingua di fuoco si alzò enorme, quasi a voler raggiungere il sole.

La storia continua su…

Attenti al drago!
“Attenti al drago!” è un’antica leggenda nata dal territorio e raccontata in chiave moderna con l’intento di far scoprire ai ragazzi di oggi tradizioni ormai lontane, di cui forse faticano a cogliere il senso, ma che inevitabilmente caratterizzano la cultura di tutti noi e sanciscono il nostro prezioso legame con il territorio in cui viviamo. Il racconto rimanda alle zone acquitrinose e palustri che ancora nel cinquecento caratterizzavano il territorio intorno a Bubano. Si narra infatti che proprio in questa zona lacustre vivesse un terribile e invincibile drago che uccideva il bestiame, avvelenava l’acqua e terrorizzava la popolazione. La storia, ambientata ai tempi moderni e nel territorio romagnolo, parla di un giovane drago predestinato dal fato che deve portare a termine un’importante missione: recuperare il tesoro del suo grande antenato Re Breban, scoperto e custodito da un paleontologo. Il tesoro è una lancia che possiede poteri straordinari; gli uomini non sarebbero in grado di gestire tale potere senza grave danno per tutti i draghi del mondo. Recuperare il tesoro equivale quindi a salvare le mitiche creature e il mondo della fantasia.

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