Il cavallo fatato

C’era una volta un vecchio che, quando le scuole non esistevano ancora, aveva insegnato a leggere e a scrivere ai suoi tre figli.

– Così quando morirò verrete sulla mia tomba a leggere – diceva sempre. Ma, alla morte del padre, i due fratelli maggiori non mantennero l’impegno. Solo Giovannino si recava ogni giorno sulla tomba del padre. I due maggiori trattavano male il più piccolo: – Somigli a un papero spelacchiato – gli dicevano.

In quei giorni la principessa Elena la Bella decise che avrebbe sposato quel giovane coraggioso che, in groppa a un cavallo volante, fosse riuscito a darle un bacio raggiungendola sull’alto trono sul quale stava seduta. I fratelli maggiori partirono per la capitale del regno per tentare la prova e sposare la principessa.

Anche Giovannino voleva andare, ma lo presero in giro:

– Dove vuoi andare, gallina zoppa? Chi vuoi che ti sposi?

Giovannino andò sulla tomba del babbo per chiedergli aiuto. A un tratto, dai cespugli, balzò fuori un meraviglioso e magico cavallo: parlava, lanciava fuoco dalle orecchie e, magia delle magie, trasformò Giovannino in un giovane bellissimo.

A cavallo dello splendido animale, Giovannino giunse davanti al palazzo del re. Qui il cavallo volò fino al trono dove
Elena la Bella era seduta.

Giovannino la baciò e poi scomparve con il suo cavallo.

Il giorno dopo il re convocò a corte tutti i giovani del regno: la principessa voleva ritrovare il giovane che l’aveva baciata.

Andò anche Giovannino, vestito poveramente, e si sedette dietro una colonna per non farsi vedere.

Elena la Bella cercò tra la folla e finalmente vide Giovannino, lo riconobbe e lo fece sedere al suo fianco.

Dopo qualche giorno furono celebrate le nozze e Giovannino divenne re.

Afanasjev, Fiabe di principi, Editrice Piccoli
Che ne dici di leggere anche... :-)

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