Patrizia Andrich – Ogni cosa al suo posto

Era una giornata d’inizio primavera: la maestra Marilena, nel pomeriggio, decise di fare una bella passeggiata nel bosco perché sentiva il bisogno di immergersi nella natura. Ma lo spettacolo a cui andò incontro la lasciò senza parole. Passo dopo passo, avanzava sconcertata: lungo il sentiero c’era davvero di tutto e fra sé si domandava chi avesse avuto il coraggio di comportarsi in quel modo così incivile.

Al ritorno dalla sua camminata, decise di mettere al corrente il Sindaco della città, che si attivò subito e andò sul posto accompagnato dalla maestra per verificare la situazione. Decisero quindi di programmare, per il fine settimana, una giornata ecologia, con il coinvolgimento di tutta la scuola. A detta del Sindaco era un modo per insegnare alle future generazioni il rispetto per la natura e l’ambiente.

La scuola accolse questa proposta con grande interesse ed entusiasmo: durante le lezioni che precedettero l’evento fu illustrato a tutti il modo corretto per tener pulito il bosco. Fu anche spiegato cosa bisognava fare con l’immondizia che sarebbe stata raccolta. Con quelle lezioni i bambini impararono, così, che ogni oggetto raccolto deve essere riposto nei diversi contenitori.

Tutto il materiale doveva essere diviso: il ferro con il ferro, la plastica con la plastica, la carta con la carta, il vetro con il vetro e via via. Tutti ascoltarono con passione queste lezioni e, una volta a casa, i bambini insegnarono ai loro genitori come dividere l’immondizia. Era quello che il Sindaco sperava. Alla fine, tutta la città ne parlava in modo positivo ed egli fu molto soddisfatto. Finalmente arrivò il momento di mettere in pratica ciò che avevano imparato. Quella domenica tutti si alzarono di buon mattino: la giornata era davvero invitante! C’era un bellissimo sole e l’entusiasmo, da parte di tutti, non mancava.

Un po’ alla volta si ritrovarono davanti al bosco. Armati di sacchi e bastoni con la punta, si inoltrarono lungo il sentiero. Fra gioco e serietà, il bosco venne ripulito da cima a fondo. Furono raccolti tantissimi sacchi d’immondizia ed ogni cosa era stata divisa in modo corretto. La carta raccolta venne portata alla cartiera, che una volta lavorata, produsse ancora carta. Il vetro andò nella fabbrica del vetro. Lì venne fuso e da esso nacquero nuove bottiglie, vasi, bicchieri e vari oggetti. L’alluminio venne anch’esso lavorato e furono costruiti nuovi oggetti. La plastica seguì la stessa sorte e così i ragazzi impararono, che se ogni cosa viene messa al posto giusto, può essere riciclata e dare vita a nuovi oggetti.

L’importante era imparare … a mettere ogni cosa al suo posto, per aiutare la natura, rispettare l’ambiente in cui viviamo e inquinarlo il meno possibile.

La terra è di tutti: è nostro dovere lasciarla incontaminata per le generazioni che verranno perché possano, a loro volta, godere della bellezza e ricchezza del nostro pianeta.

Tratta da: Un mondo da salvare – Favole di Patrizia Andrich
Che ne dici di leggere anche... :-)

Lascia una commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.