Edo e gli altri valorosi pulcini
Ma che fine fece Edo, dopo che fu gettato dentro quel contenitore nero insieme a tutti gli altri sfortunati pulcini? il coraggioso Edo, dopo che venne lanciato in malo modo, capitombolò dentro un sacco nero, che altro non era se non una bustona grandissima di plastica, proprio come quella che a volte si usa per gettare la spazzatura. Ma perché metterci dei piccoli pulcini? Ben presto lo scoprirete in quest’altra avventura del nostro piccolo amico e di tutti gli altri pulcini.
“Ohi ohi ohi”, sentì Edo non appena atterrò dentro la grande busta nera: era la voce degli altri pulcini che erano già stati lanciati dentro prima di lui. Uno sopra l’altro, tutti spaventati e con il fiatone, che a malapena respiravano.
Perché si sa che dentro le buste di plastica non ci si possono mettere dei pulcini. Le buste di plastica sono pericolosissime anche quando vengono buttate via, potrebbero far soffocare qualsiasi animale che ne venga a contatto, soprattutto quelli marini, inoltre sono anche tanto dannose per l’ambiente. Nemmeno i bambini ci dovrebbero giocare mai, soprattutto in assenza dei genitori, infatti non sono mica giocattoli.
Ad ogni modo ora non c’era tempo da perdere, pensò subito Edo, che immediatamente elaborò un piano per scappare da quella tremenda situazione e gridò: “Amicipulcini, dobbiamo cercare di uscire da qui! Chi di voi come me è vicino alla plastica, cominci a beccare forte la busta.”
E così tutti insieme cominciarono a beccare insistentemente quella plastica nera e pian piano cominciò ad intravvedersi leggermente la luce. Qualche pulcino iniziò a tirare fuori la testa e così anche Edo, che incoraggiò tutti a fare lo stesso dicendo: “CORAGGIO, CI SIAMO QUASIIII.”
E, mentre si accingeva a beccare ancora più forte, la busta si strappò e tantissimi pulcini cascarono fuori, nuovamente uno sopra l’altro. Edo riuscì a districarsi dagli altri compagni e a controllare subito se ci fosse una via d’uscita. Era chiaro ormai che tutti i piccoli pulcini vedevano Edo come il loro condottiero, una guida che infondeva in loro tanto coraggio. Dopo un istante infatti: “ANDIAMOOOO, SEGUITEMIIII!”, gridò il coraggioso Edo, e tutti lo seguirono.
Intravvide un buco in una parete poco distante dal bustone nero, dove i pulcini passarono ad uno ad uno fino a ritrovarsi all’esterno dell’edificio; ma non era ancora finita. C’era anche una rete che li separava dalla libertà. Ma la cosa più bella era che nessun umano si era accorto di nulla. Un passo dopo l’altro, i nostri amici pulcini conquistarono la libertà. Per fortuna erano piccolini e passarono giusti giusti tra le maglie della recinzione metallica che circondava l’enorme stabile da dove scapparono. Al di là della rete, c’era una grande pianura erbosa che per fortuna li nascondeva per bene; camminarono tutti in fila indiana verso un bosco con tanti alberi. Il nostro valoroso condottiero Edo decise che quello era il luogo da raggiungere, dove avrebbero trovato sicuramente riparo dagli umani che magari volevano riprenderli. Dopo una lunga camminata, giunsero finalmente nel bosco, dove Edo cercò subito un rifugio. Trovò il tronco cavo di un vecchio albero, ma purtroppo i pulcini erano davvero tanti, per cui non vi entravano tutti; allora controllò meglio e trovò degli altri alberi cavi e divise i pulcini in 3 gruppi per farli riposare comodamente. Così, senza tante chiacchiere, i piccoli pulcini si assopirono esausti dal loro lunghissimo primo giorno di vita.
Dormirono così tanto e bene, che si risvegliarono all’alba del mattino seguente molto affamati. Uscirono dal rifugio negli alberi e si misero a setacciare il terreno in cerca di qualche cosa da mangiare, disperdendosi intorno qua e là. Fu in quel momento che il canto di un gallo ruppe il silenzio del bosco facendo spaventare i piccoli pulcini. Naturalmente essi si impaurirono, perché non avevano mai udito quel canto e tanto meno avevano mai visto un gallo, però il loro istinto gli suggeriva che era un qualcosa di cui non aver paura. Infatti Edo prese subito la parola e disse: “Amici, questo canto mi sembra proprio familiare, voi che ne pensate? Sembra essere un nostro amico, avete la mia stessa sensazione?”
E tutti in coro risposero: “SIIIIII, lo vogliamo vedereee.”
Così Edo fece strada agli altri e si diressero tutti insieme in direzione di quel canto. Giunsero nei pressi di una piccola radura e si fermarono. Restarono nascosti dalla folta vegetazione, sbirciando in rigoroso silenzio ciò che accadeva. Con loro grande sorpresa, videro un gallo adulto con la coda tinta di meravigliosi colori che cambiavano e luccicavano al sole. Era bellissimo e maestoso, e con grande stupore dopo poco canticchiò una filastrocca:
“Oh ma come son feliceee, sono forte e sono audaceee,
Mando via chi non mi piaceeeee…”
E mentre canticchiava quella frase girò lo sguardo e puntò l’ala verso i nostri piccoli amici, che tutti insieme caddero all’indietro dallo spavento. E continuò a cantare…
“Oh ma come son contentooo, sono proprio un portentooo.
Caro umano mi dispiaceeeee,
Mando via chi non mi piaceeeee…”
E mentre i pulcini si rialzarono per guardare ancora, si ritrovarono davanti il faccione grande del gallo che disse: “Chi è qui dietro che ascolta il mio canto mattutino? Vieni fuori, il grande Kasit non ha paura di niente. Fatti avanti se hai coraggio!”
Il gallo, mentre parlava ed aspettava una risposta, saltava e faceva finta di tirare dei pugni a vuoto, come a voler mostrare di essere forzuto e non avere paura di niente. Ma dovevate vedere la scena che ne seguì, proverò a descriverla nei particolari. I piccoli pulcini si accorsero subito che Kasit era un bravo gallo, per cui senza che nessuno dicesse nulla, uscirono fuori dalla vegetazione tutti insieme. E appena Kasit smise di volteggiare e sferrare pugni a vuoto, si ritrovò davanti un fiume giallo di pulcini. Prese proprio un grosso spavento, tanto che cadde e rotolò all’indietro per almeno due metri, e i pulcini risero tutti insieme per la prima volta. Per la prima volta si sentirono davvero sereni e contenti come non erano mai stati. Anche il piccolo Edo, che si distingueva per la sua serietà, rideva a crepapelle proprio come un piccolo cucciolo dovrebbe sempre fare.
Infatti dei piccoli pulcini non dovrebbero vivere scappando, bensì liberi e felici di giocare nei prati e nei boschi come il gallo Kasit.
Durante quelle grasse risate, Kasit velocemente si raccapezzò e guardò attonito quella miriade di pulcini giallissimi che molto allegramente ridevano di lui. I pulcini fecero altrettanto e lo guardarono, e mentre lo facevano, notarono che la sua cresta era piegata da una parte e piena d’erba, la indicarono e risero ancora di vero gusto. A quel punto il grande Kasit prese la parola e chiese: “Ma voi da dove spuntate piccoli?”
I pulcini non fecero nemmeno in tempo a rispondergli, che subito si udì una voce femminile che chiamava il gallo: “Kasit, dove sei? È mai possibile che quando ti dico di fare qualcosa tu sparisca sempre? Dove ti sei cacciato?”
Kasit si voltò per rispondere, ma prima di poterlo fare, una dolce signora gallina comparve alle sue spalle e disse balbettando: “Che… che… che… chi… chi… chi… so… so… sono, que… questipu… pu… pulcini? Da… da… do… do… dove saltano fuori?”
E dopo essersi ripresa gridò: “Che hai combinato Kasit? Che cosa hai fatto?Sei davvero imperdonabile.”
E mentre il povero Kasit provava a dare una spiegazione per discolparsi, la signora tirò fuori da sotto l’ala una borsetta e prese a rincorrerlo per dargliela sulla testa. Era una scena da non perdere: i pulcini dopo essersi guardati l’un l’altro, ripresero a ridere come e più di prima; alcuni di loro caddero in terra tenendosi la pancia. Per loro era proprio un simpatico teatrino, che li faceva davvero tanto divertire e non volevano smettere proprio di ridere. E la signora gallina non si diede pace, finché non colpì in pieno la testa del povero Kasit, che mentre scappava cercava di dare una spiegazione sull’accaduto. Spiegazione che nemmeno lui aveva avuto, poveraccio.
In quel momento prese la parola Edo, gridando: “SIGNORAAA, SIGNORAAA, POSSO SPIEGARLE TUTTO IO.”
A quel punto la signora gallina, di cui tra poco sapremo il nome, smise di inseguire Kasit e si diresse verso il piccolo Edo dicendo: “Sentiamo questa spiegazione. Voglio proprio sentire cos’ha combinato ancora questo testone di mio marito.”
Si girò verso Kasit e disse: “Se c’è di mezzo qualche gallinella ti farò vedere io. Alla tua età vuoi fare ancora il galletto squinternato?”
A quel punto riprese la parola Edo, che spiegò la situazione. Descrisse da che posto erano fuggiti e come, e poi raccontò di come avevano passato la notte, fino a spiegare come avevano incontrato suo marito, il gallo Kasit. Non appena Edo ebbe terminato di raccontare tutto quello che era successo a lui e a tutti quei piccoli pulcini, la bella signora che si chiamava Kora scoppiò in lacrime ed abbracciò Edo dicendo: “Piccolo mio, mi dispiace tanto di essermi arrabbiata davanti a voi, venite tutti qui piccoli amori, venite dalla zia Kora.”
E così la bella signora Kora aprì le sue grandi ali e cercò di abbracciare tutti i piccoli pulcini.
“Venite piccolini, fatevi abbracciare, siete davvero bellissimi.”
Fu un momento indimenticabile, anche il gallo Kasit si commosse tantissimo, tanto da non riuscire a contenere le lacrime. Anche lui non avrebbe mai immaginato che quei piccoli pulcini fossero arrivati da un allevamento di galline. Lui sapeva benissimo di cosa si trattava, perché era fuggito da lì anni prima, sapeva bene cosa succedeva ai pulcini e alle pulcine in quel posto. Lo aveva raccontato anche a sua moglie Kora.
I pulcini vengono praticamente buttati nella spazzatura ancora vivi, ricordate la grande busta nera? Purtroppo serviva proprio per la stesso motivo che noi tutti conosciamo; e la cosa gravissima è che ci vengono buttati dei piccoli pulcini appena nati, come se fossero spazzatura. Pulcini indifesi che non hanno nessuna colpa: solo perché sono nati maschietti e non fanno le uova, l’orrenda industria delle uova li getta via. Mentre alle piccole pulcine spetta una sorte anche peggiore: vengono fatte crescere e vengono rinchiuse in gabbie piccolissime a fare tantissime uova, di giorno e di notte, fino a sfinirle, finché non riescono più nemmeno a muoversi. E mentre sono rinchiuse in queste gabbie, litigano tra di loro perché hanno pochissimo spazio a disposizione. Ecco perché quegli umani cattivi tagliano loro il becco, perché non si facciano del male mentre bisticciano tra loro. Tutto questo è tremendo, e per questo qualcuno dovrebbe porvi rimedio, e quel qualcuno scopriremo chi sarà nelle prossime avventure.
Per fortuna i piccoli pulcini erano scappati e scampati a quell’atroce sorte, e per un altro favoloso segno del destino avevano incontrato proprio la famiglia giusta. Infatti tutti i pulcini, compreso Edo, furono adottati dal gallo Kasit e da sua moglie Kora, che se ne presero cura insegnando loro a vivere all’aperto, a procacciarsi il cibo e a razzolare liberamente nelle zone sicure del bosco. Insomma, la brutta vicenda ebbe un lieto fine, ma solo in parte, perché il coraggioso Edo, che divenne davvero un bel galletto, non aveva dimenticato la sua cara Sofia. Ma questo lo scopriremo nella prossima avventura.


