Laura Mancinelli – Bianca e Federico

Bianca non sa chi sono tutti quei cavalieri vestiti d’oro e di seta (tipo di tessuto) che si avvicinano al castello (grande abitazione fortificata). Davan­ti a loro gli araldi (messaggeri) suonano le trombe d’argento. Il ponte levatoio (tipo di ponte che collega il castello al territorio intorno e che si alza e si abbassa per proteggere il castello da nemici) si abbassa e il corteo (insieme dei cavalieri che camminano uno dietro l’altro) entra nel castello.

La fami­glia di Bianca e tutte le persone che vivono nel castello aspettano l’ar­rivo dell’imperatore, ma Bianca non lo sa.

Bianca è ancora troppo giovane per ricevere gli ospiti con i suoi fa­miliari, ma vede che tutti si preparano, si vestono con abiti preziosi e mettono i gioielli (oggetti preziosi, d’oro e di pietre pregiate, come anelli, brac­ciali, spille ecc.) più belli. Si provano musiche e danze e si pulisce la casa dal pavimento fino al soffitto.

Bianca è la più giovane della famiglia Lancia e sa che per lei non ci saranno mai feste, né corteggiatori perché da grande lei dovrà entrarein convento (luogo dove vivono religiosi, come suore o frati). Non le importa molto anche perché non sa bene che cosa sia un convento. A lei piace andare a cavallo come un ragazzo per i boschi e allevare i falchi cacciatori (uccelli da preda, rapaci, usati in passato per la caccia). I fal­chi la amano perché lei dà loro il cibo. Lei non li alleva per la caccia, perché li ama. Soprattutto ama un falco dalle penne brune e rosse. Gli ha legato un nastro a una zampa dove c’è scritto in argento il suo no­me: Bianca. Il suo falco vola libero e torna sempre da lei.

Quel falco si chiama Folgore Gentile.

Arrivano gli ospiti al castello e parlano una lingua che lei non capi­sce. Bianca se ne va e si reca a cavallo verso la voliera (grande gabbia) dei falchi, nel bosco di querce. Prende Folgore Gentile e si avvia da sola con il suo falcone verso un gruppo di cipressi (alberi sempreverdi, come gli abeti, i pini…) dove libera il falco. È il mese di maggio e tra l’erba Bianca raccoglie fiori bianchi e azzurri per fare una ghirlanda (corona) da met­tere tra i suoi capelli.

D’un tratto, lì vicino, vede un cavaliere su un cavallo bianco. Sulla mano sinistra coperta da un guanto di cuoio (pelle d’animale che serve perfare scarpe, guanti, borse.) rosso porta due falchi bruni, uno è Folgore Gentile. Bianca guarda il cavaliere: è colpita dai suoi occhi azzurri, dai suoi capelli biondo-rossi che gli scendono sul collo. Il cavaliere dà a Bianca il suo falco e le regala anche l’altro. «Come si chiama questo fal­co?» domanda Bianca. «Chiamalo Federico e amalo per me!». Bianca dona al cavaliere la sua ghirlanda di fiori. Il cavaliere fa un inchino, la saluta con la mano e se ne va. Bianca guarda il cavaliere vestito di ros­so, mentre si allontana. Bacia le testoline dei due falchi e si accorge che sulla zampa del suo falco non c’è più il nastro con il suo nome scritto in argento!

Tratto da: Gli occhi dell’imperatore, Einaudi, Torino 1995

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One comment

  1. e nolto bello

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