Gino, il porcospino furibondo

Una favola per imparare  a controllare gli scatti d’ira

«Basta! Io con te non ci gioco più! Guarda quello che mi hai fatto!»

«È tutta colpa tua! Sei stata tu a farmi arrabbiare!»

Le urla di Lina e Gino arrivarono alle orecchie della loro mamma che non poté fare a meno di intervenire per cercare di placare la lite scoppiata tra due dei suoi nove figli.

«Si può sapere che succede?» esclamò la signora Porcospino, piuttosto spazientita.

Gestire la sua numerosa famiglia, certe volte, diventava una vera e propria impresa, e in quelle circostanze, non potendo contare sull’appoggio del marito, doveva sempre sbrigarsela da sola. Eh sì…perché lui di mestiere faceva l’inventore e se ne stava quasi tutto il giorno chiuso nel suo laboratorio, dicendo che per il suo lavoro aveva bisogno di molta, molta concentrazione.

«Mamma! Mamma! Gino l’ha fatto un’altra volta!» piagnucolò Lina mostrandole un piccolo ponfo sulla zampina sinistra.

«Gino! Ma quante volte ti devo ripetere che lanciare le spine non è una bella cosa? Se continui a farlo nessuno vorrà più giocare con te!»

«Ma io non lo faccio apposta!» provò a giustificarsi Gino «è che quando qualcuno mi fa arrabbiare mi succede, e non posso farci nulla se sono fatto così!»

«E invece potresti fare tanto!» sospirò la mam- ma. «E adesso chiedi scusa a tua sorella e prometti di non farlo più!» ordinò la signora Porcospino, con un tono che non ammetteva repliche.

Gino obbedì scusandosi con la sorellina, però, in fondo al suo cuore, era convinto di non aver mentito…ogni volta che si arrabbiava, infatti, scagliava una spina, senza mai riuscire a controllarsi.

La prima volta che gli era successa quella strana cosa era ancora un cucciolo di pochi mesi e stava giocando nel bosco con Pippo, uno dei suoi fratellini. I due piccoli porcospini avevano avvistato una bella pigna che dondolava da un ramo ed entrambi erano corsi sotto l’albero aspettando che cadesse. Quando arrivò un soffio di vento e finalmente la pigna cadde, i due fratelli la afferrarono contemporaneamente e cominciarono a conten- dersela, tirandola ognuno dalla propria parte: «È mia! È mia! L’ho vista prima io!» strillava Gino, «Non è vero! È mia» ribatteva Pippo, per nulla disposto a cederla. Ma durante la disputa, a un tratto, Gino aveva sentito tutto il suo corpicino scaldarsi e irrigidirsi e poi improvvisamente…zac! Dalla sua pelliccetta era partita la prima spina e aveva colpito il musetto del fratellino. Pippo, sentendosi pungere, si era molto spaventato e aveva subito mollato la presa. Così quella volta Gino l’aveva avuta vinta.

Da quel giorno, per qualche strana ragione, alla minima arrabbiatura, dalla pelliccia di Gino partivano spine volanti. Certe volte, le spine cadevano nel vuoto, altre volte, invece, capitava che colpissero qualcuno dei presenti. Non che le sue spine fossero particolarmente pericolose…per fortuna non potevano ammazzare nessuno, né ferirlo seriamente. Erano più o meno  come una puntura d’insetto: un lieve bruciorino e un piccolo ponfo che dopo qualche giorno andava via…

Erano, comunque assai fastidiose e a nessuno faceva piacere riceverle.

Tratta da:

11 favole di felicità. Imparare a pensare positivamente
Attraverso 11 favole buffe e numerosi personaggi divertenti in cui ci si potrà facilmente identificare, questo libro insegna ai bambini, ma non solo a loro, come riconoscere e modificare quei comportamenti e quei pensieri negativi che ostacolano il benessere personale.
Un porcospino irascibile che non riesce a trattenersi dal lanciare le proprie spine, una giraffa sognatrice ma piuttosto inconcludente, un camaleonte insicuro che cambia colore in continuazione pur di farsi accettare dagli altri, un ranocchio che non si piace affatto e che desidera a tutti i costi diventare principe, un coccodrillo piagnucolone che rimugina sul suo passato e immagina catastrofi future… sono soltanto alcune delle tante bizzarre bestioline protagoniste di questi racconti, tutti ideati per strappare un sorriso, per promuovere il piacere di leggere e per far arrivare il messaggio che la felicità è possibile, a condizione di impegnarsi per modificare le cattive abitudini. Alla fine di ogni favola sono proposte inoltre alcune attività che permetteranno una riflessione utile a identificare comportamenti e pensieri che sono di ostacolo alla propria felicità e che suggeriranno strategie idonee.
Età di lettura: da 7 anni.
Che ne dici di leggere anche... :-)

Lascia una commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.