La storia della ranetta

C’era una volta una mamma che chiamò a sé i tre figli ancora da maritare e disse loro:

«Figlioli miei, io sto invecchiando e desidero che voi vi troviate la fidanzata».

I giovani obbediscono e vanno a cercarsi una ragazza da marito. I primi due la trovano subito, ma il terzo, Toni, timido e remissivo, non ci riesce e resta solo. Seduto sulla muretta di un ponte piange calde lacrime.

«Cos’hai Toni che piangi?» dice una voce che sale dal fosso. Il giovane si gira, ma non vede nessuno. Poco dopo si sente rivolgere la stessa domanda.

Guarda meglio e s’accorge che a parlare è una ranetta e allora in lacrime le risponde:

«I miei fratelli si son trovati la fidanzata ed io no. Non so cosa raccontare a mia madre che ha deciso di maritarmi».

«Non preoccuparti» lo rincuora la ranetta «dille che sarò io la tua fidanzata.»

«Non è possibile, tu sei una rana» obietta Toni, ma quella di rimando:

«Fai come ti ho detto e vedrai che tutto andrà per il verso giusto». Toni l’ascolta, scende in strada ed imbocca la via di casa. Lungo il cammino incontra i fratelli che contenti ed un po’ altezzosi gli dicono:

«Noi la fidanzata l’abbiamo trovata, e tu?»

«Anch’io» dice Toni con un po’ d’imbarazzo, ma senza raccontare del suo strano incontro.

A casa la madre li chiama a sé:

«Figli miei, ora che avete trovato la fidanzata prendete queste lenzuola, ognuno le consegni alla sua futura sposa: quella che saprà ricamarle meglio sarà la nuora migliore».

I fratelli obbediscono, e con le lenzuola sotto il braccio vanno dalle rispettive fidanzate. Toni, giunto al ponticello si siede sul solito muretto e piange. Esce allora la rana e gli chiede: «Cos’hai adesso Toni che piangi?».

«La mamma ha dato ad ognuno di noi fratelli un lenzuolo perché le nostre fidanzate lo ricamino, la più brava sarà la nuora miglio

Io sono disperato, perché non so a chi darlo.»

«Non preoccuparti Toni» lo rincuora la ranetta «dallo a me che ci penso io.»

«E come fai se sei una rana» obbietta Toni. «Tu buttalo e non ci pensare.»

Toni l’ascolta e le lancia il lenzuolo; la rana lo prende e se ne va. Dopo qualche giorno, la mamma invia i tre figli a riprendere le lenzuola ricamate. Al solito ponticello, sul solito muretto Toni si siede e piange.

Ma ecco che dal fosso esce la ranetta con una bella scatola tra le zampine. Toni l’apre e vede il lenzuolo ben ricamato, stirato e piegato. Ringrazia e se ne va.

Per strada incontra i fratelli che, da rozzi contadini quali erano, tenevano il lenzuolo strapazzato sotto il braccio.

«Dov’è il tuo lenzuolo Toni che non lo vediamo?»

Toni che si vergognava risponde:

«Cosa volete è cosi piccolo che lo tengo sotto la giacca, è ben piegato ma non merita di esser visto».

Una volta a casa la madre controlla le lenzuola. Il primo, lo scarta perché aveva una macchia di sangue della ricamatrice che si era punta con l’ago. Il secondo, lo scarta perché non aveva belle orlature. Il terzo, quello di Toni, lo tiene perché era ben ricamato stirato e piegato, e gli dice:

«La tua sarà la nuora migliore».

Toni è contento, ma i fratelli muoiono dalla rabbia. Quando giunge l’ora di sposarsi ognuno va dalla sua fidanzata. Toni giunto al solito ponticello si siede sul solito muretto e piange.

Salta fuori la ranetta e Toni singhiozzando le dice: «E adesso con chi mi sposo?».

«Con me» gli risponde tranquilla la rana.

«Sì, l’hai detta giusta, con una rana!»

«Certo proprio con me. Non preoccuparti, tu vai avanti per la strada che io ti seguo.»

E così fanno. Lungo la via incontrano i due fratelli che cantano e suonano accompagnati felici dalle loro mogli.

«E la tua Toni dove l’hai nascosta?» fanno loro canzonando il fratello.

Toni stava per piangere, ma ecco che all’improvviso la ranetta con un colpo di magia si trasforma in una bellissima principessa. Poi sale con Toni su una carrozza tutta d’oro trainata da sette cavalli bianchi. Gli altri quattro guardano meravigliati e pieni d’invidia.

A casa la madre si congratula con Toni perché ha trovato non solo la moglie migliore, ma anche la più bella. Così dicendo fa schiattare di rabbia e invidia le altre due, che seguono di nascosto la principessa per capire e rubarle il segreto della sua bellezza. L’indomani, di buon mattino, la principessa scende sull’aia e si lava il viso con la calce viva. Le due cognate la guardano stupite di nascosto. La principessa si asciuga ed appare ancora più bella e splendente di prima. Le cognate la imitano, si lavano con la calce pure loro e così facendo si rovinano però tutto il viso e diventano più brutte di prima.

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