La penna dell’Uccell Grifone

C’era un volta un re che aveva tre figli. Un giorno si ammalò e nessuno pareva in grado di guarirlo, finché un dottore non sentenziò che ci voleva la penna dell’Uccell Grifone. I tre figli partirono allora alla sua ricerca.

I più grandi cercarono dappertutto ma non riuscirono a trovare niente; il più giovane invece capitò in un bosco, trovò l’Uccell Grifone, si fece dare la penna e ritornò. Lungo la strada incontrò i fratelli e gliela mostrò; loro, presi dall’invidia, lo uccisero, lo nascosero sotto un mucchio di foglie e gli rubarono la penna. Giunti a casa, con
la penna miracolosa poterono guarire il re, ma questi chiese loro: «Dove è finito vostro fratello?» E loro: «Non lo sappiamo!»

Un giorno, un pastorello capitò nel bosco e si intagliò uno zufolo da un ramoscello di legno. Fece per fischiare, ma dallo strumento uscì questa canzonetta: «Amico mio, sono stato ucciso nel bosco di Sivola. E se non sai per quale ragione, fu per la penna dell’Uccell Grifone».

Corse subito a casa e chiese di poter far ascoltare la strofa al re. Il re si mise a fischiare lui stesso e dallo zufolo uscì questa strofetta: «Padre mio, sono stato ucciso nel bosco di Sivola. E se non sai per quale ragione, fu per la penna dell’Uccel Grifone».

Il re allora fece chiamare gli altri due figli e fece suonare anche loro. E dallo zufolo uscì questa strofetta: «Fratello mio, sono stato ucciso…» Il padre, capito l’inganno, voleva spedirli tutti e due alla forca. Le malefatte non puoi celare, e presto o tardi le devi pagare.

(da Luigia Carloni Groppi)

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