Il Principe che non invecchiava mai

C’erano una volta un principe ed una principessa che desideravano moltissimo un figlio. Finalmente nacque un bambino, il quale però non smetteva mai di piangere. Chiamarono tutti i dottori e i saggi, ma nessuno riuscì a fermare il pianto del piccolo.

Un giorno la mamma gli disse:

  • Non piangere, ti darò tutto il mio regno e la principessa più bella come moglie!

Inutilmente: il bambino piangeva ancora a dirotto. Un altro giorno, dopo tante promesse tutte inutili, la mamma gli promise:

  • Non piangere, ti darò la giovinezza senza vecchiaia e la vita senza la morte!

Come per magia, il bambino smise di piangere. Crebbe grande e bello, rallegrando i suoi genitori.

Ma quando arrivò il suo ventesimo compleanno, andò a chiedere a sua madre quello che gli aveva promesso alla nascita. Con dolore la principessa gli rispose che non poteva mantenere la promessa. Niente lo poté convincere ed il giovane decise di andare a cercare la giovinezza senza vecchiaia e la vita senza morte. Andò nelle stalle regali e cercò un cavallo per la lunga strada che l’aspettava. Tra tutti i cavalli che provò, nessuno gli piacque, finché vide un ronzino vecchio e magro, che subito si mise a parlare dicendo di dargli da mangiare brace.

Il giovane capì che non era un cavallo come tutti gli altri e obbedì. Appena mangiò la brace, il ronzino si trasformò in uno cavallo volante che disse:

  • Padrone, io ho servito anche tuo padre, ascoltami perché solo con il mio aiuto riuscirai a trovare quello che stai cercando!

Così il giovane salutò i suoi e partì.

Dopo tanta strada si fermò in un bel campo fiorito con tanti fiori che chiedevano di essere raccolti. Era il territorio della Cotoroanza, una strega maligna che mangiava gli uomini.

Il giovane non riuscì a trattenersi, raccolse un fiore e la strega arrivò subito. Ma il cavallo consigliò il suo padrone, che riuscì a ferire la mano destra della strega. Lamentandosi, la strega pregò il giovane:

  • Se mi lasci vivere e mi aiuti a guarire la mano, io ti faccio vedere la strada verso il posto che cerchi!

Il giovane acconsentì e, su indicazione della strega, arrivò nel territorio della Ghionaia, un orco spaventoso con tre teste, che viveva in un deserto pieno di scheletri. Il ragazzo non si spaventò, combatté con l’orco e gli tagliò una delle teste. Spaventato, l’orco

  • pregò:
  • Se mi restituisci la testa, ti dico dove si trova “la giovinezza senza vecchiaia e la vita senza morte”!

Così il giovane lasciò in vita l’orco e arrivò ad un bosco fitto e spaventoso. Il cavallo alato gli disse:

  • Non avere paura, padrone, e tieniti forte che io volerò sopra il bosco!

E così fecero! Da sopra videro un bel castello in mezzo al bosco e scesero alla sua porta.

All’improvviso, intorno a loro comparvero tutti i tipi di animali pericolosi, pronti a sbranarli. Il giovane pensò che questa volta era finita, quando dal nulla arrivò una fata che gli domandò stupita:

  • Nessun uomo è mai riuscito ad arrivare fino qua. Che cosa stai cercando?
  • Cerco “la giovinezza senza vecchiaia e la vita senza morte” rispose
  • giovane stregato dalla bellezza di quella fata.
  • Allora, benvenuto! Hai trovato quello che cercavi!

La fata calmò tutti quegli animali ed accompagnò il giovane dentro al castello, dove c’erano altre due fate altrettanto belle.

Qui il giovane passò molto tempo in feste e banchetti, e niente disturbava la sua felicità. Non sentiva il tempo che passava, gli anni erano come i giorni ed il giovane principe non invecchiava più. Una sola cosa non gli era permesso: di andare in una valle che si chiamava la Valle del rimpianto.

Un giorno, mentre cacciava seguendo una lepre, passò senza volere nella Valle del rimpianto. Nello momento in cui mise il piede sopra quella terra, sentì il desiderio incontenibile di tornare a casa, dai genitori. Niente lo faceva più felice in quei posti e neanche le preghiere e le lacrime delle fate lo convinsero a cambiare l’idea di tornare a casa.

Montò a cavallo e ripartì verso casa. Però grande fu il suo stupore quando, passando sopra i territori di Ghionoaia e Cotoroanza, vide castelli e città con la gente che aveva tradizioni e vestiti diversi da quelli che ricordava lui, ed il castello di suo padre non c’era più! Era solo una rovina. Nessuno aveva sentito parlare del principe e il suo regno era tutto sotto la polvere.

Il giovane si ammalò per la malinconia ed invecchiava in un giorno quanto gli altri in un anno.

Così, con la barba lunga fino alla terra, si mise cercare fra le rovine e trovò un vecchio cassettone che ricordava dalla sua infanzia.

Lo aprì e trovò degli oggetti ricordi di quando era piccolo. Si mise a ricordare la sua vita nel castello .

E capì che, inseguendo la giovinezza eterna, aveva perso le cose più preziose: l’affetto dei suoi cari e la vita di ogni giorno.

(Romania)

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