Unghie di strega

«Le streghe sono tutte belle come te?» chiese un giorno Raperonzolo alla donna che ormai da tantissimi anni la teneva prigioniera in cima a una torre.

La strega spalancò gli occhi, e arrossì leggermente.

Non si aspettava una domanda del genere, e soprattutto non si aspettava che Raperonzolo potesse rivolgerle un complimento.

Era davvero… bella?

«Le streghe che conosco io sono tutte delle vecchie ingobbite, con i peli sul mento e grossi bitorzoli che spuntano dai loro nasi.»

La giovane fece un salto all’indietro. «Davvero?!»

«Possano cadermi tutti i capelli in questo istante se sto dicendo una bugia!» giurò la strega.

E lei ai capelli ci teneva molto. Li lavava spesso con una lozione profumata alle erbe, e li pettinava tutte le sere.

Ma la cosa a cui teneva di più erano le mani. Proprio la parte che le sue colleghe trascuravano spesso.

Quando le streghe organizzavano una delle loro riunioni nel cuore del bosco durante le notti di luna piena, infatti, lei rabbrividiva ogni volta che stringeva la mano di un’amica.

Erano tutte mani nodose, piene di calli, macchie, con unghie lunghe e sporche.

Che orrore!

Lei invece se le limava regolarmente, curava che non crescessero troppo, e soprattutto le pitturava di un rosso acceso.

Poi, quando andava per campi a raccogliere erbe, oppure si metteva al calderone per preparare i suoi intrugli, indossava sempre un paio di guanti sottili.

Erano mani talmente curate che le altre streghe le dicevano spesso: «Sembra che tu sia una regina, non una strega come noi!»

Una volta, una di loro aveva persino messo in dubbio che riuscisse a fare magie.

Al che lei, inarcando le sopracciglia in un’espressione di rabbia, aveva fatto volteggiare le mani nell’aria e poi aveva scagliato un potente incantesimo.

Le labbra della strega che aveva osato fare quella battuta si erano chiuse, e così erano rimaste per giorni.

Da allora, nessuna aveva osato più dire qualcosa sulle sue belle unghie.

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