Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano

C’era una volta un bruco verde al quale piaceva molto andare a spasso tra gli alberi e le foglie. Un giorno, mentre girava senza aver nulla da fare, incontrò una lumaca.

«Buon giorno» le disse il bruco
«che stai facendo?».
«Non vedi?» disse la lumaca
«vado a fare la spesa».
«Posso accompagnarti?» chiese il bruco. E fu così che fecero amicizia.

La lumaca amava fare la spesa e preparare dei buoni pranzetti e invitava volentieri il bruco, a cui piaceva andare a passeggio e farle visita.

In realtà erano molto diversi.

La lumaca amava tanto la sua casa che se la portava sempre sulle spalle. La puliva, la decorava, cambiava le tende alle fi nestre. Al bruco piacevano l’avventura, lo sport, le gite all’aria aperta: amava andare a correre, saltellare tra le foglie e nuotare nelle pozzanghere dopo i temporali.

Comunque — che ci crediate o no — i due divennero grandi amici, tanto che una sera il bruco arrivò dalla sua amica lumaca e le chiese di sposarlo. La lumaca era molto felice, ma davvero si sentiva confusa… non sapeva se sarebbe stata una buona idea.

Fu per questo che andò dalla sua amica coccinella a chiederle un parere.

«Come posso aiutarti?» disse la coccinella. «Non so mica leggere il futuro.
Quello che devi fare è guardare dentro il tuo cuore e decidere se vuoi stare per sempre con lui.»

La lumaca si prese un’intera settimana di tempo per rifl ettere e più ci pensava, più sentiva che era molto innamorata del bruco e che voleva stare sempre con lui. Così si sposarono.

Fecero una cerimonia romantica nel bosco. C’erano tutti gli insetti: i calabroni, gli scarabei, le formiche e le cimici dei prati. Vennero perfi no le cicale e suonarono un bellissimo concerto.

Il bruco e la lumaca erano molto felici.

Stavano sempre insieme: giocavano, andavano a correre, a ballare e a cantare in giro per il bosco. Ebbero anche dei
cuccioli: due bruchetti e tre lumachine che facevano disperare la loro mamma, ma erano allegri e vivaci.

Un giorno però papà bruco divenne silenzioso. Stava da solo, seduto sotto un grande albero, e non aveva voglia né di giocare né di parlare. Passò una settimana. Poi un mattino lo videro alzarsi e salire lungo il tronco dell’albero.
Raggiunse un grosso ramo e là si fermò. Nei giorni seguenti la sua famiglia lo osservò lavorare: si stava costruendo una strana piccola casa tutto intorno al suo corpo.
«Cos’ha il papà?» chiedevano i piccoli alla loro mamma.
«Non è nulla, non vi preoccupate. Ciascuno di noi ha bisogno di stare solo di tanto in tanto.»

Così passarono i giorni, mentre i piccoli bruchi e le lumachine guardavano il loro papà che stava da solo, rannicchiato in quel bozzolo bianco che si era costruito.

«Ma papà non vuole più venire a giocare con noi?» chiedevano le lumachine alla mamma.
«Certo che verrà a giocare con voi. Pazientate ancora un po’.»

E fu così che una mattina, mentre erano ancora a letto, i cinque cuccioli sentirono bussare alla fi nestra. Toc, toc…

«Ehi, guardate chi c’è!»

Il loro papà era diventato una bellissima farfalla. Il viso era sempre lo stesso ma gli erano cresciute delle magnifi che ali colorate.
«Anch’io, anch’io…» dicevano i piccolini e volevano essere presi in braccio e correre e volare insieme al loro papà.

Fu una giornata meravigliosa. Alla fine la mamma preparò una bella cena e mangiarono tutti insieme.

«Adesso» disse «avete visto perché papà è andato sul ramo. Doveva cambiare e trasformarsi. Ma come vedete è tornato a prendervi e a giocare con voi. E così sarà sempre da ora in avanti. Papà abiterà in una casa diversa perché è cambiato e ha bisogno di spazio per muoversi e volare, ma voi potrete chiamarlo e vederlo e lui volerà a prendervi e a giocare con voi.»

Fiaba tratta da “Una fiaba per ogni perché. Spiegare ai bambini perché succedono le cose” di Elisabetta Maùti (Autore),‎ F. Bordoni (Illustratore)  

Una fiaba per ogni perché contiene dieci brevi storie illustrate, pensate per spiegare ai babini di 2-4 anni eventi e situazioni per loro difficili, riguardo alle quali argometazioni razionali sarebbero premature e rischierebbero di chiudere la comunicazione senza aver permesso una comprensione reale di quanto sta avvenendo.
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