La regina solitaria

La Regina delle nevi viveva in un castello di ghiaccio con la sola compagnia del suo terribile e leggendario cavallo nero.

Il suo cuore era infatti talmente freddo che, negli anni, aveva allontanato tutte le persone che la circondavano.

Un giorno, però, svegliandosi nel suo letto fatto di cristalli di neve, sentì uno strano vuoto nel cuore: un vuoto chiamato solitudine.

Decise allora di ritornare fra gli esseri umani per cercare qualcuno che le potesse fare compagnia, qualcuno che vivesse insieme a lei nel suo mondo di ghiaccio.

Nella piazza di una grande città incontrò un bambino dai riccioli biondi e un buffo cappello rosso che giocava allegramente col suo slittino. Non appena i loro sguardi si incontrarono, il bambino, che si chiamava Kay, rimase incantato da quella regina così bella e dall’aspetto gentile, e lasciò tutto per seguirla.

«Hai fatto la scelta giusta» disse la donna. «Nel mio regno tu sarai come un principe e avrai tutto ciò che vorrai.»

Ma dopo qualche giorno nel castello di ghiaccio, il bambino cominciò a sentire la mancanza dei suoi affetti, tra i quali la cara amica Gerda, con cui condivideva sempre tutto.

La regina, però, voleva che il bambino rimanesse sempre con sé, e lo condannò alla prigionia: solo se avesse composto con dei frammenti di ghiaccio la parola “eternità” sarebbe tornato libero.

Kay giocava di continuo con quei frammenti di ghiaccio, ma mai una volta gli venne in mente di comporre quella parola.

Fu la sua amica Gerda a salvarlo. L’aveva cercato viaggiando per giorni e giorni e finalmente era giunta al castello di ghiaccio. Quando Kay l’aveva vista, il cuore gli si era riempito di gioia e in quel momento, come per miracolo, i frammenti di ghiaccio si erano mossi da soli andando a comporre proprio la parola “eternità”.

Kay era finalmente libero. E tutto grazie alla profonda e bellissima amicizia che univa i due bambini – e che nessun incantesimo avrebbe potuto spezzare.

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