Il giovane monaco e la piccola civetta

C’era una volta in una comunità di monaci un giovane allievo desideroso di progredire rapidamente sulla via della santità. Durante la giornata andava con gli altri monaci al lavoro e, nei momenti di pausa, ne approfittava per far visita alla vecchia chiesina del villaggio.

Un giorno, mentre si stava avvicinando al luogo sacro per pregare, il giovane monaco notò in una spaccatura della roccia, vicino alla chiesa, una piccola civetta che sembrava incurante della sua presenza. Il giovane, incuriosito, si avvicinò e si accorse che la civetta era cieca.

«Come farà a procurarsi da mangiare questa povera bestiola?», pensò, e si allontanò di qualche passo rimanendo in osservazione. Non trascorse molto tempo che un batter d’ali lo mise all’ erta; ed ecco avvicinarsi veloce un falco che, con un pezzo di carne in bocca, si posò vicino alla civetta, lacerò il cibo in tanti pezzetti, li diede alla civetta e volò via. Il giovane monaco, superato il primo momento di stupore, cominciò a riflettere: «Dunque, il Signore si preoccupa anche di una piccola civetta cieca, e non le fa mancare il necessario per vivere…

Ma allora vale la pena lavorare duramente l’intera giornata quando sappiamo che il Signore pensa a tutto e dispensa a tutti con infinita generosità?… Perché́ stare tanto in affanno per noi stessi?… Se il Signore provvede così ad un piccolo uccello insignificante, quanto più dovrà preoccuparsi di un uomo come me?… Quanto ho potuto osservare è sicuramente un segno dal Cielo». E così, tra una riflessione e l’altra, il giovane decise di abbandonarsi alla generosità di Dio chiedendo l’elemosina alla porta della chiesa.

Ma le cose non andarono come egli aveva immaginato: infatti le offerte nessuno le portava, lo stomaco reclamava, il Cielo sembrava indifferente ed egli non riusciva a capirne il perché. Quando i morsi della fame si fecero insostenibili il giovane tornò al monastero, dove fu accolto dal suo maestro, al quale raccontò ogni cosa.

Allora il maestro scosse la testa e, sorridendo, gli disse: «Figliolo, quello che hai visto è sicuramente un segno dal Cielo. Ma il Signore, con quanto accaduto, non voleva spronarti a seguire l’esempio della civetta, che tra l’altro, non aveva scelta, ma piuttosto quello del falco, che ha aiutato un suo simile colpito da tanta sventura. È il falco che dovevi imitare e non la civetta!». Dio è buon lavoratore, ma vuol essere aiutato.

Da una leggenda nordafricana – Racconto presente nel calendario di Frate Indovino 2014

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