Un’eredità inaspettata

Il gatto del mugnaio non era un gatto come tutti gli altri. Oltre a saper parlare, era anche parecchio furbo.

Prima di agire osservava, rifletteva e alla fine trovava sempre un modo incredibilmente furbo per fare ciò che voleva.

Così anche con la caccia.

Mentre i suoi simili semplicemente si appostavano e poi, al momento giusto, scattavano contro la preda sperando di acciuffarla, lui aveva messo a punto un metodo molto più elaborato.

Con i topi, per esempio, era davvero fenomenale!

I suoi metodi di caccia erano veri e propri giochi di abilità. A volte si lasciava penzolare da una trave tenendosi per le zampe posteriori, in modo che il topino gli passasse sotto, ignaro del pericolo; altre volte si nascondeva nella farina fingendosi morto e poi, appena il roditore gli passava vicino, zac!, sferrava un colpo con i suoi artigli… e il pranzo era servito!

Quel giorno, però, aveva voglia di mangiare qualcosa di davvero prelibato. Un topo non gli sarebbe bastato, voleva poprio uno dei conigli selvatici che vivevano nella riserva di caccia a pochi passi dal mulino.

Un tempo ci si sarebbe avventato contro, ma ora aveva messo a punto un piano infallibile.

Riempì un sacco con un po’ di crusca e dell’insalata, quindi si stese a terra come se fosse morto.

La sua speranza era che qualche coniglietto giovane e ancora inesperto andasse a cacciarsi in quella trappola, mosso dal desiderio di mangiare un cibo così appetitoso.

Non fece quasi in tempo a sdraiarsi, che sentì muoversi il fogliame accanto a lui.

Aprì leggermente l’occhio, e vide che si trattava proprio di un coniglietto selvatico.

Esattamente come aveva previsto, l’animale si avvicinò al sacco e, sempre più curioso e affamato, vi entrò.

Al gatto non restò che tirare i cordoncini, ed ecco che l’animale fu in trappola!

Per un attimo pensò di portarlo al suo padrone, ma poi, leccandosi i lunghi baffi, preferì tenerlo tutto per sé.

In fondo era solo merito suo se era riuscito a catturarlo!

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