Un orto meraviglioso

Ma come farà la strega ad avere un orto tanto ricco? si chiedeva la madre di Raperonzolo, mentre ancora la bambina aspettava il giorno di venire alla luce.

Lei e il marito abitavano infatti accanto alla villa di una strega, e dalla finestra della loro casa se ne poteva vedere il giardino, dove la perfida maga – invece di piantare fiori o alberi – aveva deciso di coltivare un piccolo orto.

C’erano carote e patate, ma anche pomodori, zucchine, melanzane, basilico, prezzemolo, rosmarino… Sembrava proprio non mancare niente!

Ah, se avessi un orto come quello! pensava la donna.

Così una sera ne parlò con il marito.

«Tesoro mio, ho avuto un’idea» disse dopo cena, quando l’uomo, come al suo solito, si era andato ad accomodare su una delle due poltrone del salotto.

Lui cominciò a preoccuparsi. Quando la moglie diceva di aver avuto un’idea non c’era quasi mai di che stare tranquilli: per la maggior parte si trattava di idee strampalate, e spesso persino pericolose!

«Vorrei che anche noi avessimo un orto tutto nostro, proprio come quello della strega! Pensa, potremmo avere ogni giorno di che mangiare…»

L’uomo, che era contadino, scosse la testa. Coltivare un orto era faticoso, e già lui lavorava tutto il giorno nei campi di un ricco marchese. Ma, sotto sotto, l’idea di avere un orto tutto per sé come quello della strega non gli dispiaceva affatto.

«Va bene, proviamoci!» disse alla fine entusiasta.

Il giorno dopo prese tutti gli attrezzi necessari e si mise al lavoro. Arò la terrà, pianto i semi e alla fine innaffiò in abbondanza.

Ma il giorno dopo ebbe un’amara sorpresa: gli uccelli avevano beccato tutti i semi. Si era scordato di costruire uno spaventapasseri!

«E che vuol dire?» esclamò la moglie con gli occhi sgranati.

«Che si deve rifare il lavoro daccapo!» disse il marito sconsolato.

Sarebbero mai riusciti ad avere l’orto dei loro sogni?

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