San Pietro, le zucche e le ciliegie

Un giorno Gesù e i dodici apostoli attraversarono un campo di zucche. Ce n’erano tantissime, tutte belle grosse. San Pietro, che avvertiva sempre un languorino nello stomaco, chiese al Maestro di poterne prendere una per farne minestra.

Gesù acconsentì: «Ce ne sono così tante – disse a Pietro – che, se ne cogli una, il padrone non ne avrà danno».

San Pietro, allora, scelse la più grande. Era talmente grossa che ne mangiarono tutti in abbondanza e ne rimase ancora un po’.

Alcuni mesi dopo, la sacra compagnia transitò in un frutteto coltivato a ciliegi. Gli alberi erano colmi di ciliege polpose e agli apostoli venne desiderio d’assaggiarle.

«Maestro – dissero – ne possiamo prendere qualcuna?».

Gesù annuì. San Pietro fu lesto a salire sull’albero più rigoglioso, e colse ciliege a volontà. Le sistemò in un cesto. Quindi, scese e iniziò a mangiare. Mentre lo faceva, pensò: “Chissà perché mai una pianticella bassa come la zucca produce frutti grandi grandi, mentre una pianta alta come il ciliegio ne fa di piccoli piccoli? Non sempre l’Onnipotente ha creato le cose nel modo giusto. Ne chiederò ragione al Maestro”.

Infatti, dopo aver divorato tutte le ciliege del cesto, si avvicinò a Gesù e gli rivolse quella domanda.

Cristo accennò un sorriso e, con tono vagamente misterioso, rispose a Pietro che la spiegazione gliel’avrebbe data di lì a poco.

San Pietro, intanto, dopo la gran mangiata, si sentiva la pancia piena e gli venne un po’ di sonno. Così s’appisolò sotto un ciliegio.

Trascorso qualche minuto, una ciliegia, a causa d’una folata di vento fatta alzare apposta da Gesù, si staccò dal proprio ramo e cadde sul capo dell’apostolo, che si svegliò di soprassalto e si grattò in testa.

Allora, Gesù, con voce bonaria, gli disse: «Pietro, eccoti la spiegazione».

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