Nonna Ragno e il sole

Molti anni fa il popolo indiano viveva in un buio così fitto che la gente continuava a urtarsi e doveva procedere toccando gli oggetti per non cadere.

– Non si può continuare così – brontolavano molti.
– Ci vorrebbe la luce!

Allora Volpe raccontò di un popolo che viveva dall’altra parte del mondo e che possedeva la luce del sole ma la
teneva tutta per sé.

Opossum si offrì di recarsi laggiù e di rubarne un pezzeto:

– Ho la coda lunga e folta e sarà facile nasconderci dentro un pezzetto di luce!

Raggiunta l’altra parte del mondo, Opossum strisciò fino al sole e nascose nella coda un po’ della sua luce. Questa, però, era tanto calda che in un attimo gli bruciò la pelliccia. Opossum lanciò uno strillo e così fu scoperto. Venne quindi la volta di Falco.

– Tenterò io! Metterò un raggio di luce sulla testa e ve lo porterò.

Falco partì e raggiunse l’altra parte del mondo. Afferrò un raggio del sole e se lo mise sulla testa… ma si bruciò le penne. Falco lanciò un grido di dolore: fu così scoperto e costretto a rimettere il raggio al suo posto. A questo punto, Nonna Ragno disse:

– Proverò io!

Ecco come fece: intrecciò un filo di ragnatela così lungo da raggiungere l’altra parte del mondo, poi partì portando con sé una pentola molto robusta.

Piccola com’era, Nonna Ragno arrivò indisturbata fino al sole, lo prese e lo infilò svelta nella pentola. Prima ancora che la gente si accorgesse del furto, Nonna Ragno si era già arrampicata sulla ragnatela e, in un baleno, era tornata
a casa portando la luce del sole al suo popolo.

Leggenda degli indiani Cherokee

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