Non è bello ciò che è bello

Il principe Clodomiro era un gran pensiero per il re suo padre, perché era brutto, ma proprio brutto! Un nasone grosso così, rosso come un peperone, gli occhi storti e certe orecchie lunghe come quelle di un asino! Il re organizzava feste su feste al castello, ma nulla da fare! Tutte le principesse dei regni vicini si divertivano un mondo, ballavano, si riempivano di pasticcini, ma non degnavano Clodomiro neanche di uno sguardo. Clodomiro era molto triste, sapeva di essere brutto e si lamentava con il re:

  • Padre! Ti ringrazio per tutte le feste che organizzi, ma sono nato sfortunato e nessuna principessa mi vuole!
  • Non preoccuparti, figlio mio. Troveremo un incantesimo che ti farà diventare bello! Anzi, il principe più bello di tutto il regno!

Ma il re non diceva a Clodomiro che ne aveva provati già tanti di incantesimi, e che nessun mago era mai riuscito a far qualcosa. E ogni mago, dopo averci provato, diceva sempre così:

  • E’ troppo brutto, maestà! E i miei incantesimi non servono a nulla!

Un giorno si presentò a corte su di una carrozza tutta d’oro una fanciulla bellissima! Capelli biondi, occhi azzurri, labbra rosse e vellutate! E un sorriso smagliante!

  • Maestà! Sono la fata Serenella! Dove nessun mago è riuscito, riuscirò io! A un patto! Quando il principe sarà diventato più bello che mai, dovrà sposare me! Soltanto me! E vivremo in un castello dorato!

Il re non se lo fece dire due volte! Mai vista una donna così bella! E poi, doveva essere ricchissima!

Aveva una carrozza tutta d’oro!

Clodomiro fu convocato nella sala del trono e la fata cominciò a pronunciare strane parole e a carezzare il principe più volte dalla testa ai piedi. A poco a poco il principe fu avvolto da una nuvola azzurra! Tutti attendevano con ansia che l’incantesimo si compisse. Infatti, non appena la nuvola si diradò, tutti stupirono dalla meraviglia! Clodomiro era un’altra persona! Mai visto un giovane così bello!

Inutile dire la grande felicità del re e di tutta la corte. Venne organizzata una grande festa che si  concluse con un magnifico matrimonio! E i due novelli sposi salirono sulla carrozza di Serenella e partirono per il suo castello dorato.

Il giorno dopo, al primo canto degli uccellini, Clodomiro si svegliò, felice come non mai per essere diventato bello e avere sposato una meravigliosa principessa. Si stropicciò gli occhi, si alzò e, più emozionato che mai, si avvicinò allo specchio per vedersi in quella nuova conquistata bellezza, ma…

  • Cosa vedo mai! Gridò con tutto il fiato che aveva! Che mi è successo?

Clodomiro era ritornato il brutto di prima! Uscì dalle sue stanze urlando e chiamando a gran voce la fata Serenella. Sentì che qualcuno scendeva frettolosamente dal grande scalone del castello, ma… un secondo straziante urlo di Clodomiro:

  • Che cosa vedo? Chi sei tu? Un mostro?
  • No! Sono una strega, una delle streghe più brutte e cattive del mondo della favole! Sono divorata dall’invidia verso tutto ciò che è bello e godo nell’illudere e far soffrire le persone semplici e ingenue come
  • Perché mi hai fatto questo? Perché mi hai illuso?
  • E’ il mio divertimento trasformarmi in fata e illudere gli ingenui come te e tuo padre!

Clodomiro era disperato, uscì di corsa dal castello e cominciò a correre il più lontano possibile. Corse e corse, non seppe mai quanto, traversò boschi, fiumi e pianure, finché vide lontano delle case… sì, era un villaggio. Stremato dalla stanchezza, si avvicinò alle prime case per chiedere aiuto e… sorpresa delle sorprese… le persone che incontrò erano tutte brutte, anche più brutte di lui. Un gruppo di ragazzi e ragazzi gli si avvicinò.

  • Bel giovane, gli disse una fanciulla, che certamente non era un campione di bellezza: Chi sei? Da dove vieni?

La sua voce era molto dolce e il suo sorriso, anche se di un volto molto brutto, era molto sincero. Gli disse di chiamarsi Casimira e di essere molto felice di fargli da guida.

Clodomiro raccontò la sua storia e rimase stupito non solo della bruttezza degli abitanti, ma anche della simpatia che gli dimostravano. Era molto confuso. Si rendeva conto di trovarsi in uno strano paese. Tutti erano molto brutti, ma tutti erano contenti e convinti di essere più belli che mai! Clodomiro si sentiva accettato e ammirato. Era la prima volta che si sentiva felice!

Per farla breve, Clodomiro e Casimira si innamorarono e si sposarono! E i loro bambini brutti quanto mai, ma sempre sereni e sorridenti. Solo allora Clodomiro capì! Ogni mondo è paese! Non esiste una legge che imponga a tutti ciò che è bello e ciò che è brutto! Ogni paese ha la sua legge!

E’ bello quel che piace

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