La stazione di servizio

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Racconto la mia storia di quando ero un ragazzo.

Ho quattro mesi quando mia madre muore improvvisamente e ri­mango solo con mio padre perché non ho né fratelli né sorelle. Abitiamo in un carrozzone (grosso carro) da zingari dietro la stazione di servizio (distributore di benzina e officina meccanica) di mio padre.

La stazione è mol­to piccola e si trova vicino a una strada di campagna. Mio padre si occu­pa di me e della casa. Lavora anche nella stazione di servizio dove ripara i motori delle automobili e distribuisce la benzina. Mio padre ha molto da fare, ma è contento della sua vita perché mi vuole molto bene. Anch’io sono felice e sono sempre in salute. Aiuto mio padre nel suo lavoro e so­no quasi sempre sporco di grasso e di olio da motore.

Nella stazione ci sono due distributori di benzina e un piccolo ufficio di legno dove c’è la cassa per i soldi. L’officina si trova dentro a un edifi­cio di mattoni, abbastanza grande per ospitare un’au­tomobile e con sufficiente spazio per lavorare. Su una parete c’è un telefono. I clienti possono telefonare pri­ma di portare la loro macchina a riparare.

Il carrozzone è l’unica casa che mio padre e io ab­biamo. Ha quattro ruote, ha le pareti di legno ed è tutto colorato in giallo, rosso e azzurro. È un car­rozzone molto vecchio, forse ha centocinquanta an­ni. Ci hanno vissuto gli zingari ed era trainato da un cavallo. Ha girato per molti chilometri per le strade dell’Inghilterra. Adesso non si muove più perché le sue ruote sono rotte. Dentro al carrozzone ci sono due letti, un fornello per cucinare, una stufa per riscaldarci in inverno e una lampada a petrolio per illuminare la sera. Non abbiamo elettricità perché è pericoloso mettere un impianto elettrico in un po­sto così vecchio.

Ci sono poi un tavolo, due sedie e un cassettone (grosso mobile con cassetti). Non manca nulla! Il bagno si trova in una capanna di legno, fuori del carrozzone. Entrare nel bagno in inverno è come stare dentro a un frigorifero! Quando devo lavarmi, però, sto nel carrozzone: mio padre scalda l’ac­qua, io metto i piedi in un catino (recipiente basso e largo) e mio padre mi versa l’acqua addosso e mi lava bene. Dietro al carrozzone c’è un albe­ro di mele e quando i frutti a metà settembre sono maturi cadono sul tetto del carrozzone e fanno tum tum tum.

Mi piace tanto vivere nel carrozzone con mio padre. È bello stare nel letto al caldo, con mio padre che mi racconta le storie prima di dormire. Sono felice di sapere che, mentre io dormo, mio padre è lì accanto a me!

Tratto da: Danny il campione del mondo, trad. di B. Draghi, Salani, Firenze 1990 – di Roald Dahl

Il rapporto fra Danny e suo padre è bellissimo, la loro vita nel carrozzone da zingari è quasi idilliaca.
Ma ogni tanto negli occhi di quel padre tenero e premuroso, che fa a Danny anche da mamma, si accende un luccichio sospetto: in quel momento Danny sa che egli ha in mente un piano straordinario, un’impresa eccitante, una pazza pazzia.

Età di lettura: da 7 anni.

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