La favola del colibrì (2 versioni)

Un’antica leggenda africana narra che un giorno nella  foresta  scoppiò un incendio.

Molti animali spaventati cominciarono a fuggire verso la montagna  per mettersi in salvo sulla cima innevata.

Altri Animali più coraggiosi, tra cui il Leone, il Rinoceronte e l’Elefante cominciarono a discutere sul da farsi e su come limitare i danni.

Mentre questi discutevano, un colibrì minuscolo e delicato col suo veloce battito d’ali si diresse verso il lago e prese una piccola goccia d’acqua nel becco. Veloce tornò indietro e lasciò cadere la goccia sopra la foresta invasa dalle fiamme e dal gran fumo nero.

Gli altri animali guardavano stupiti e quasi divertiti da tale ostinata azione.

Il leone, re della foresta, gli domandò:

“Cosa pensi di fare con una goccia? Non riuscirai mai a placare la forza del fuoco”

Il colibrì senza fermarsi replicò deciso: “Forse, ma intanto faccio tutto ciò che mi è possibile”.

Dopo tali parole, un elefantino, che era rimasto in disparte con la mamma, corse verso il lago e aspirò con la piccola proboscide  quanta più acqua possibile e la spruzzò su un arbusto in fiamme.

Anche il piccolo rinoceronte seguì l’esempio dei suoi amici cuccioli e riempi la sua bocca d’acqua per portarla verso il bosco.

Dopo quegli esempi, tutti i cuccioli presenti iniziarono a prendere l’acqua del lago per spegnere l’incendio.

A quel punto il Leone e gli altri adulti smisero di ridere del colibrì e degli altri animali e incominciarono ad aiutare i figli. Con l’aiuto di tutti gli animali della savana l’incendio fu domato e a fine giornata venne totalmente spento.

Dopo aver festeggiato il leone chiamò il colibrì e disse davanti a tutti gli animali: “Oggi ci hai insegnato che la cosa più importante è dare sempre il massimo e fare sempre tutto quello che ci è possibile,  grazie al tuo esempio abbiamo capito che mettendo tutte le nostre forze insieme potevamo spegnere il grande incendio.”

SECONDA VERSIONE

Un giorno nella foresta scoppiò un grande incendio. Di fronte all’avanzare delle fiamme, tutti gli animali scapparono terrorizzati mentre il fuoco distruggeva ogni cosa senza pietà.

Leoni, zebre, elefanti, rinoceronti, gazzelle e tanti altri animali cercarono rifugio nelle acque del grande fiume, ma ormai l’incendio stava per arrivare anche lì.

Mentre tutti discutevano animatamente sul da farsi, un piccolissimo colibrì si tuffò nelle acque del fiume e, dopo aver preso nel becco una goccia d’acqua, incurante del gran caldo, la lasciò cadere sopra la foresta invasa dal fumo. Il fuoco non se ne accorse neppure e proseguì la sua corsa sospinto dal vento.

Il colibrì, però, non si perse d’animo e continuò a tuffarsi per raccogliere ogni volta una piccola goccia d’acqua che lasciava cadere sulle fiamme.

La cosa non passò inosservata e ad un certo punto il leone lo chiamò e gli chiese: “Cosa stai facendo?”. L’uccellino gli rispose: “Cerco di spegnere l’incendio!”.

Il leone si mise a ridere: “Tu così piccolo pretendi di fermare le fiamme?” e assieme a tutti gli altri animali incominciò a prenderlo in giro. Ma l’uccellino, incurante delle risate e delle critiche, si gettò nuovamente nel fiume per raccogliere un’altra goccia d’acqua.

A quella vista un elefantino, che fino a quel momento era rimasto al riparo tra le zampe della madre, immerse la sua proboscide nel fiume e, dopo aver aspirato quanta più acqua possibile, la spruzzò su un cespuglio che stava ormai per essere divorato dal fuoco. Anche un giovane pellicano, lasciati i suoi genitori al centro del fiume, si riempì il grande becco d’acqua e, preso il volo, la lasciò cadere come una cascata su di un albero minacciato dalle fiamme.

Contagiati da quegli esempi, tutti i cuccioli d’animale si prodigarono insieme per spegnere l’incendio che ormai aveva raggiunto le rive del fiume. Dimenticando vecchi rancori e divisioni millenarie, il cucciolo del leone e dell’antilope, quello della scimmia e del leopardo, quello dell’aquila dal collo bianco e della lepre lottarono fianco a fianco per fermare la corsa del fuoco.

A quella vista gli adulti smisero di deriderli e, pieni di vergogna, incominciarono a dar manforte ai loro figli.

Con l’arrivo di forze fresche, bene organizzate dal re leone, quando le ombre della sera calarono sulla savana, l’incendio poteva dirsi ormai domato.

Sporchi e stanchi, ma salvi, tutti gli animali si radunarono per festeggiare insieme la vittoria sul fuoco.

Il leone chiamò il piccolo colibrì e gli disse: “Oggi abbiamo imparato che la cosa più importante non è essere grandi e forti ma pieni di coraggio e di generosità. Oggi tu ci hai insegnato che anche una goccia d’acqua può essere importante e che «insieme si può» spegnere un grande incendio. D’ora in poi tu diventerai il simbolo del nostro impegno a costruire un mondo migliore, dove ci sia posto per tutti, la violenza sia bandita, la parola guerra cancellata, la morte er fame solo un brutto ricordo”.

Ascolta la storia letta da don Paolo Alliata

 

Check Also

Il filobus numero 75 – Gianni Rodari

Una mattina il filobus numero 75, in partenza da Monteverde Vecchio per Piazza Fiume, invece …