La bibliotecaria

L’estate era stata buona con lei. Era riuscita a divertirsi ma anche a riposare; aveva ben mangiato, ben bevuto e anche ben smaltito; si era liberata di un fidanzato simpatico come una mosca sul naso e, in un pomeriggio appiccicoso e torrido, aveva ricevuto dal suo cervello insperati segni di vita.

Lei, Marina, lavorava nella biblioteca di un grosso paese attaccato a una grande città. Le ultime case della città si confondevano con le prime del paese, ma la confusione tra paese e città non finiva lì, nonostante i cartelli di confine ben piantati a terra.

In biblioteca, dopo anni in cui aveva catalogato, schedato, dato in prestito, cercato e trovato, consultato e fatto consultare, Marina si era inventata un compito un po’ speciale.

Pensava un’idea, la trasformava in progetto e poi proponeva idea e progetto ai ragazzi e alle ragazze che frequentavano la biblioteca. Ne veniva un anno di lavoro, di gioco, di incontri, scoperte, conoscenze, sorprese.

Di solito arrivava alla vigilia delle vacanze con già in mente l’idea per l’anno successivo. L’estate le serviva per leggere, documentarsi e stendere per bene il progetto. In ottobre si partiva. Ma quell’anno non sapeva ancora dove sbattere la testa, ed era già finito luglio. Cercava un’idea forte, le venivano solo pensieri deboli.

Poi, per fortuna, c’era stata quella gran botta di caldo del 4 agosto: qualcuno aveva perso la testa, lei invece l’aveva ritrovata. Eccola, finalmente, l’idea che poteva reggere il lavoro di un anno intero.

Sollevata, prese la rincorsa e si buttò in mare. Si spinse più al largo del solito, l’acqua sulla pelle era seta pura e il sole spargeva perle sulle onde quiete. Ce n’era una anche per lei, pensò. Bastava non pretendere di chiuderla in un pugno.

Capitolo 1

BIBLIOTECA DI MELO VESPERTINO
LABORATORIO PER RAGAZZI DAI 7 AGLI 11 ANNI
“LA VITA È TANTE STORIE IN CERCA DI AUTORI.
CHI SI OFFRE?”
PRIMO INCONTRO: MERCOLEDÌ 13 OTTOBRE
DALLE 14,30 ALLE 16

«Bene, vedo che siete un bel gruppetto, mi fa piacere. Vi parlerò del progetto di quest’anno, ne discuteremo insieme. Poi chi è interessato rimane, chi non lo è può dedicarsi ad altro, chi non sa bene cosa fare può restare come osservatore per un paio di incontri e prendere poi una decisione definitiva».

Così Marina aveva incominciato a parlare al gruppo che aveva intorno, quel mercoledì di ottobre. Erano ormai anni che lavorava con i ragazzi, eppure la sua voce vibrava d’emozione, ogni volta. È che avvertiva il mistero di ognuno di quei volti, dei nuovi, e anche di quelli ormai noti… cambiano così tanto bambini e ragazzi nel giro di un’estate! Ma la sua emozione perdurava anche quando ormai li conosceva un po’ tutti, e quasi tutti si erano lasciati conoscere un po’. Sentiva di avere a che fare con il tesoro del mondo.

«In biblioteca» riprese «ci sono un sacco di “biografie”, così si chiamano i libri che raccontano la vita di una persona. Di solito si scrivono biografie di uomini illustri, di personaggi famosi» e mostrava loro dei libri come esempio «ma ogni vita può essere una storia, non credete? Ogni persona che vive potreb­be aver diritto alla biografia! E perché non anche i bambini? Invece, anche nelle biografie degli uomini illustri, il loro essere bambini è spesso saltato o raccontato brevemente e in fretta, come se contasse poco, e importante fosse solo quello che uno fa dopo, da grande! Eppure mai il nostro cervello e il nostro corpo sono attivi, imparano e si trasformano e crescono come quando siamo bambini. Ma chi si ricorda tutto della propria infanzia?Non vi capita, a volte, di chiedere ai vostri genitori come eravate da piccoli, di raccontarvi cosa e come facevate, le vostre prime parole, e di ascoltare davvero con interesse, ripensando con emozione al bambino piccolo che siete stati? È così, abbiamo bisogno di ricordare la nostra infanzia, e abbiamo bisogno della memoria degli altri per non perderla, e per ricostruire la nostra storia dall’inizio! È pensando a queste cose che mi è venuta l’idea di proporvi di diventare “biografi”, biografi della vita bambina, ma non della vostra infanzia personale, di quella di un altro. Proporrei di dividervi in coppie. Ognuno scriverà la biografia del compagno, così che ognuno sarà contemporaneamente autore, della biografia dell’altro, e protagonista, della propria biografia scritta dal compagno. Che ne dite?»

La discussione che seguì fu vivace e animata, e nessuno del gruppo si alzò per andarsene.

Ma, come si procede per scrivere una biografia? Ci sono delle regole o no? Sarebbe stato il tema del prossimo incontro. 

Giusi Quarenghi, Io sono tu sei, Giunti Junior

Hai mai provato a ricostruire la tua storia fin da quando eri piccolissimo, magari appena nato? Fotografie, ricordi, racconti dei tuoi… tutto fa brodo! Si chiama biografia.
L’idea geniale della bibliotecaria Marina per i suoi piccoli utenti è questa qui: divisi a coppie, ciascun bambino scriverà la biografia dell’altro… e i due diventeranno amici per la pelle!
Il progetto parte, e funziona alla grande! Specialmente per Beatrice, otto anni, terza elementare, ed Aziza, marocchina di dieci ma ancora in seconda elementare: per forza, lei deve ancora imparare bene l’italiano! E raccontare la propria vita a un’amica, la vita può cambiartela davvero.
Età di lettura: da 8 anni.

Che ne dici di leggere anche... :-)

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