Il gatto e la Formica

C’era una volta un gattino, piccolo, piccolo, ma così tanto piccolo da risultare invisibile alla maggior parte dei bambini. Nonostante si sgolasse giorno e notte a miagolare disperatamente alla ricerca di attenzione, purtroppo nessuno riusciva ad udirlo. Pertanto il gattino restava tutto il tempo raggomitolato in un angolo del cortile, sotto il muretto rivestito di morbido muschio e pensava alla sua tristissima esistenza.

“Come posso” si chiedeva “ continuare a vivere così, solo…senza potere godere delle carezze di qualcuno…” e miagolava desolato nel suo minuscolo cantuccio .
Una lacrima gli scivolò sul musetto, percorse i teneri baffetti e cadde giù, lì accanto “eih! Fai attenzione, mi sono già lavata stamattina!”
“Chi ha parlato?” sbottò il micino spaventato facendo un balzo indietro
“Io, e chi sennò?”

Posando lo sguardo su di un ciuffetto d’erba lì vicino, il gattino scorse finalmente una formichina…piccola, ma così tanto piccola da risultare invisibile alla maggior parte degli esseri viventi.
“Scusa – si cautelò il gattino – non ti avevo proprio vista”
“Già – rispose la formica – lo so. Io in compenso ti avevo visto bene ed ancora meglio ti avevo sentito!”
“Cosa vuoi dire?” domandò il micino incuriosito,
“Intendo dire che devo dormire con i tappi nelle orecchie perché non sopporto più il tuo incessante miagolare ! Possibile tu debba piagnucolare sempre?”
“Non pensavo che qualcuno potesse udirmi…..” si giustificò il felino

“Il tuo guaio è che pensi solo ai tuoi problemi….invece di lamentarti delle tue dimensioni, dovresti preoccuparti delle dimensioni degli altri. Guarda me, che sono molto più piccola di te…non trascorro mica la giornata ad ululare e protestare inutilmente….lavoro io e rispetto tutti gli altri!” soggiunse la formica altezzosa.
“Mi dispiace, ti prometto che prenderò esempio da te…d’ora in poi sarò più rispettoso verso i più piccoli e mi renderò più utile…”e, con la coda bassa si allontanò, persuaso della sua nuova missione.

“via libera ragazze!” urlò la formica a centinaia di sue simili “anche questo l’abbiamo raggirato” e si avventò con avidità sulla colazione del gattino.

Molti anni dopo il gattino divenuto ormai un micio adulto si trovava intento ad accudire alla numerosa famiglia insieme alla sua compagna e, per caso si imbattè nella stessa formica.
“grazie amica, tu mi hai reso un gran servizio….da quando ho cessato di piangermi addosso sono cresciuto ed oggi posso vantare una bella vita ed una meravigliosa famiglia”
“Ti invidio” disse amaramente la formica “io invece sono rimasta sola…tutte le mie compagne mi hanno abbandonata “

“Non lo posso credere!Tu che sei così saggia! Voglio renderti il favore” e così dicendo il gatto accolse la formica fra i suoi cuccioli e condivise con lei il proprio cibo.
Attraverso quante strade il Signore riconduce i Suoi figli sulla retta via…..

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