Dino e la sua nuova vita

Perché adottare un animale, un cane in questo caso, come farlo correttamente e tutto quello che non si deve fare per evitare disastri. Una bella storia a lieto fine, arricchita da tante spiegazioni e peripezie accadute a un piccolo cagnolino di campagna trovatosi a dover affrontare seri pericoli.


C’era una volta un cagnolino che si chiamava Dino. Era nato in una dolce ed accogliente casetta in campagna, in cui viveva in compagnia della sua mamma Cora, del suo papà Attilio e del suo fratellino Rino. I due fratellini erano gemelli, ma Dino era bianchissimo e aveva una macchia nera intorno a un occhio, mentre Rino era nerissimo con una macchia bianca sotto il collo, entrambi davvero belli e molto simpatici. Erano stati da poco svezzati, quindi non avevano più bisogno del latte della mamma e potevano mangiare ormai come i loro genitori, anche se di tanto in tanto provavano ancora a succhiare il latte e mamma Cora glielo impediva, perché ormai avevano i denti molto forti ed affilati.

La loro vita scorreva tranquillamente finché un giorno arrivò una macchina guidata da una signora, con a bordo due bambini. I tre manifestarono subito un grande interesse per il piccolo Dino. Così dopo aver parlato con il signor Giorgio il contadino, iniziarono a giocare con Dino, mentre Rino dormiva e non mostrava un grande interesse per loro. Dino era molto divertito dai due bimbi che lo accarezzavano e lo prendevano in braccio dandogli anche tanti bacetti e facendogli tante amorose coccole, così, conquistato e felice, si lasciò andare, dimenticandosi di tutto il resto. Dopo un bel po’ di tempo passato a giocare, il piccolo Dino si addormentò sulle gambe di uno dei due bambini, che lo prese in braccio e lo portò in macchina con loro. Al suo risveglio, il piccolo Dino si ritrovò dentro una comoda cesta in un caldo appartamentino di città.

Come avrete già capito il nostro amico Dino venne adottato dai due bimbi e dalla loro madre. Tutto bene fino a qui, infatti i cagnolini si lasciano adottare molto tranquillamente, sempre che le persone che hanno deciso di farlo abbiano pensato e valutato bene l’impegno che si deve dedicare a loro, soprattutto quando si tratta di cuccioletti come Dino. Anzitutto un cane non è un giocattolo, per cui non si può riporre in un angolo quando non si ha più voglia di lui. il cane va accudito in ogni momento, soprattutto in un piccolo appartamento: deve essere

portato fuori a fare i bisognini, gli si dovrà dare da mangiare, lo si dovrà coccolare molto e portarlo con sé quando si va in viaggio o in vacanza, ed altro ancora.

il piccolo Dino, dopo aver cambiato casa, a volte era triste di non poter vedere la sua famiglia, ma i due bambini, che giocavano sempre con lui, riuscivano a farlo divertire talmente tanto che non ci faceva caso; si era molto affezionato a loro ed anche alla sua nuova vita in città. il primo periodo fu davvero bellissimo con i bambini, poi però per loro cominciò la scuola, e Dino si ritrovò a stare un po’ di tempo da solo in casa. Purtroppo, essendo un cucciolo, cominciò ad abbaiare in continuazione, cercando di richiamare i bambini; alla fine però si arrendeva e si svagava in casa con quello che trovava in giro. Non avendo ricevuto ancora una buona educazione alla vita domestica, ma solo divertimenti con i suoi piccoli amici umani, rompeva ogni cosa che gli capitava a tiro: carta igienica fatta a brandelli, tappeti bucati dai suoi dentini, spazzatura lasciata incustodita sparsa per tutta la casa e tante altre cose rovesciate a terra.

Come abbiamo già detto, i cuccioli non sono dei giocattoli, per cui prenderli in casa significa anche insegnare loro come comportarsi, facendo loro capire cosa possono fare e cosa no.

Tutti i cani sono ottimi allievi e si accorgono quando si dice loro di non fare qualche cosa, basta semplicemente premiarli quando la fanno bene, ad esempio usando dei biscottini. Non possiamo pretendere che la per la prima volta un cucciolo faccia i suoi bisognini nella lettiera, ma basterà raccoglierli e metterli nella lettiera e vedrete che lui li annuserà e la prossima volta andrà di sicuro nel posto giusto. insomma un buon biscottino premio ed il gioco è fatto.

La mamma dei due bimbi si adirava un po’ quando rientrava in casa e trovava un nuovo disastro: sgridava il piccolo Dino ma, anche se in buona fede, non faceva niente affinché lui potesse capire dove sbagliava. Lui proveniva dalla campagna, per cui non poteva sapere come ci si comportava in un appartamento. in casa, Dino era visto come un giocattolo dai bimbi e come un impegno in più per la loro mamma, finché un giorno successe l’irreparabile.

Una mattina come tante altre, la mamma uscì insieme ai due bambini, lasciando come sempre il piccolo Dino da solo; però dopo pochi istanti tornò in casa, perché aveva dimenticato le chiavi della macchina in un’altra borsa. Per cui rientrò in tutta fretta e senza badarvi lasciò la porta leggermente aperta. Dino immediatamente la seguì, ma quando si accorse di non avere la sua attenzione tornò sui suoi passi verso la porta seguendo l’odore dei bambini che adorava tanto. Come un lampo scese due rampe di scale e poi via giù verso il parcheggio delle autovetture; stava quasi arrivando vicino ai bambini quando un’auto per poco non rischiò di investirlo! Si spaventò così tanto che si nascose in un’aiuola poco distante. Restò lì per diverso tempo, o almeno quello che bastò alla mamma dei bimbi per richiudere la porta, senza badare se Dino fosse in casa o meno, scendere le scale e partire in auto verso la scuola. Solo, triste e molto spaventato, il piccolo cucciolo, non sapendo che fare, tornò sui suoi passi, ma non riuscì più nemmeno a risalire le scale verso casa: infatti qualcuno aveva chiuso il portone d’ingresso del palazzo. Allora si mise a seguire le tracce dei bimbi, ma ben presto cominciò a sentire tantissimi odori e si perse nelle tante strade della città.

Questo non dovrebbe mai accadere, ma come avete letto non è impossibile. Per questo motivo bisogna sempre attenersi a regole molto importanti quando si adotta un cane, come ad esempio l’obbligo di dotarlo di microchip in modo che chi lo ritrova sappia da chi riportarlo, e chi lo ha smarrito possa denunciarne la scomparsa. infatti se un cane si smarrisce bisogna fare in modo di ritrovarlo il prima possibile, prima che capiti qualche serio guaio e soprattutto per fare in modo che non si senta solo.

Camminava, scappava molto spaventato, aveva percorso ormai tanti chilometri ed era uscito dalla città. Forse tutti quegli odori lo avevano confuso, oppure era il richiamo degli spazi aperti e il verde che lo avevano spinto così lontano. Arrivò fino a un’altra piccola città e lì successe un fattaccio: mentre attraversava una strada, non vide arrivare un’auto e purtroppo fu investito.

Prese una brutta botta, ma per fortuna non andò a finire sotto la ruota, ma che spavento!

Il piccolo Dino si era salvato, ma aveva perso i sensi e l’automobilista ebbe il buon cuore di fermarsi, proprio come si dovrebbe fare tutti in questi casi, e soccorse il piccolo Dino. Non sapendo che fare, lo affidò a un canile della città, che se ne prese subito cura.

I canili non sono certo i posti migliori per i cani, ma purtroppo esistono a causa di molte persone crudeli che abbandonano gli animali perché non li vogliono più. Quindi è meglio che stiano in un canile piuttosto che lasciarli da soli e abbandonati a loro stessi, come successe al nostro piccolo amico. Certo, sarebbe meglio che i canili (e i gattili per i gatti), fossero luoghi in cui gli animali stazionassero il minor tempo possibile, fino alla loro adozione, ma purtroppo troppe persone vanno a comprare i cani nei negozi di animali, oppure fanno fare della cucciolate ai propri animali, quando invece ce ne sono già così tanti da adottare!

I negozi di animali non dovrebbero nemmeno esistere, dovrebbero esistere soltanto quelli che vendono alimenti o accessori come cucce, ciotole oppure giochi. Invece vendono anche gli animali, quelli che chiamano “di razza”, non pensando che l’unica razza, se così possiamo chiamarla, è soltanto una, quella canina.

Ogni cane è bellissimo e si affezionerà tantissimo se lo si tratterà con amore, per cui ricordatelo sempre quando decidete di adottarne uno: andate a visitare un canile e guardate tutti gli animali molto bene e state molto attenti, perché sarà il cane a scegliere voi e non il contrario.

Sempre in quegli stessi negozi si vendono anche coniglietti o furetti e altri animali esotici, come tartarughe e iguane: non andate mai a comprarli, se non volete far loro del male!

Questo per tanti motivi: gli animali domestici sono stati fatti nascere apposta per essere venduti, sono trattati male e le madri sono tenuti in cattive condizioni per tutta la vita. Peggio ancora per quelli esotici, che vengono strappati via dal loro ambiente naturale e imprigionati. Gli animali non si devono vendere, chiunque voglia dei soldi in cambio non lo fa per il bene degli animali, ma solo per i soldi. Tante volte questi stessi animali esotici si trovano nei canili, perché non esiste altro posto dove sistemarli quando la persona che li aveva comprati non li vuole più. Per cui se si vuole fare del bene si possono adottare, ma mai e poi mai comprarli in un negozio, mai, per nessuna ragione.

Dino fu curato e rifocillato, infatti era da un po’ che non beveva un goccio d’acqua e non mangiava: forse per questo motivo non aveva visto la macchina arrivare. Quando si è affamati e assetati l’attenzione viene meno, figuriamoci per un cucciolone come lui. Ad ogni modo ora stava nell’infermeria del canile al sicuro e seguito da un bravo veterinario che lo controllava, e verificava ancora che non avesse nessuna ferita e nessun osso rotto… non si può mai sapere dopo la botta di un’auto. Il giorno dopo venne messo in un box insieme ad un altro cucciolo grande come lui e anche molto simile ma di diverso colore. Ricordate che Dino era bianchissimo con una piccola macchia nera intorno a un occhio? Bene, invece il suo compagnetto di box era nerissimo con una macchia bianca sotto il collo. Quando Dino entrò nel box i due iniziarono a salterellare e giocare tra di loro come se si conoscessero da sempre. MA CERTO! I volontari del canile non potevano saperlo, ma Dino aveva capito immediatamente chi fosse l’altro cagnolino: era suo fratellino Rino, anche lui finito nel canile dopo essersi allontanato troppo dalla campagna. Accidenti che coincidenza! Dino sprizzava felicità da tutti i pori e giocò insieme a Rino fino allo stremo delle forze, finché entrambi non si misero a dormire uno stretto stretto all’altro, nella calda cuccetta del box. E così, pur essendo chiusi in un box dove uscivano a giocare con gli altri solo un paio di volte al giorno, i due erano davvero felici, ma spesso Dino ricordava i suoi due amichetti umani e si rattristava un po’

Dopo diversi mesi nel canile, un bel giorno un signore passò davanti al loro box e Dino cominciò a saltellare facendogli le feste. Tanto che il signore si chinò e protese una mano verso Dino il quale vi appoggiò immediatamente la zampa sopra. Bastò quel semplice gesto per convincere il signore che quello era il cane che doveva adottare, nonostante fosse già grandicello.

Va detto infatti che nei canili ci sono tanti cuccioli, ma anche tanti altri cani che sono già grandi, e naturalmente bisogna dare una famiglia anche a loro. Quando si decide di adottare un cane non bisogna per forza decidere di prendere un cucciolo, infatti hanno bisogno tutti di amore e compagnia, per questo è sempre meglio lasciarsi scegliere da loro e non sceglierli noi. Dino infatti aveva già quasi due anni, ma quel buon signore capì di essere stato scelto, per cui decise subito di adottarlo.

Il bravo volontario del canile fece uscire subito Dino dal box e in compagnia del signore si diressero verso gli uffici per sbrigare le pratiche di adozione, ma mentre i tre si allontanavano dal box Dino cominciò ad abbaiare. Si sedette a terra e non volle più camminare; iniziò anche ad abbaiare e tornò indietro verso il box. Quello che voleva far capire fu subito chiarissimo:

non voleva uscire senza il suo fratellino Rino. Infatti anche il volontario del canile fu obbligato a ripensare a quell’adozione, facendo presente al signore che gli spiaceva ma i due cagnolini forse volevano restare insieme. Dopo qualche istante di riflessione, il bravo signore decise di fare uno sforzo e di adottarli entrambi, e fu così che Rino e Dino partirono per iniziare una nuova vita felice.

Aspettate però, la nostra bella storia non è mica finita qui! Il signore infatti altri non era che il papà dei due bambini che adottarono Dino dalla campagna. Dino lo capì immediatamente perché ne sentì l’odore in canile, ma il papà non lo aveva mai visto, per cui non poteva riconoscerlo, sapeva soltanto che era bianchissimo. La loro mamma lo aveva cercato nel canile della sua città e persino nella campagna dove lo aveva adottato, ma non lo aveva trovato da nessuna parte, infatti Dino si era allontanato davvero tanto, fino ad arrivare in un’altra città. Ma per via di tante belle coincidenze il papà andò a cercare un cane proprio nel canile dove era stato accompagnato Dino dal bravo automobilista. Eh già, forse il destino voleva che Dino e Rino si rincontrassero e stessero sempre insieme. I due bambini avevano pianto molto dopo la sua scomparsa, aveva pianto anche la loro mamma, che era molto dispiaciuta di essere stata così sbadata. Insomma, nessuno riusciva a darsi pace. Il papà invece non lo aveva mai visto, perché quando lo adottarono era fuori per un lungo viaggio di lavoro, per cui immaginate che bel lieto fine: Dino era scappato, aveva ritrovato il suo fratellino gemello e infine entrambi furono adottati dalla stessa famiglia. Quanta felicità e che allegria!

I due bimbi, e anche la mamma, quando rividero Dino scoppiarono in lacrime di infinita gioia e dopo un istante riconobbero anche Rino, che avevano visto in campagna e furono davvero felici della decisione di papà di prenderli entrambi. C’è da aggiungere che Dino non si sarebbe mai fatto portare via senza Rino, ma questo non diciamolo a nessuno.

Quella stessa sera il papà dei bambini, insieme alla mamma, indisse una riunione di famiglia, tutta la famiglia naturalmente, quindi anche con Rino e Dino. Durante la riunione, si decisero i compiti da assegnare a ognuno dei componenti della famiglia, gli orari e i giorni in cui ciascuno doveva portarli a spasso, chi e quando doveva dare da mangiare, chi doveva spazzolarli e tanto altro ancora. Il papà spiegò anche come comportarsi quando si era a spasso con loro, nel caso avessero voglia di fare i bisognini: si raccomandò che venissero sempre raccolti con la palettina. Infine la regola più importante per tutti: da fare sempre ogni giorno ed ogni ora, coccole, coccole e ancora coccole senza mai stancarsi, proprio come non si stancano i cani, che non le rifiutano mai.

Insomma, dopo la scomparsa di Dino si erano davvero preparati molto su tutti gli aspetti prima di prendere ancora questa importantissima decisione di adottare un cane, che ora come ben sapete erano diventati due. Il papà aveva ricevuto tante informazioni dal canile, che oltretutto gli aveva anche consegnato i libretti sanitari dei due cucciolini e il numero di iscrizione all’anagrafe canina.

Da quel giorno vissero tutti felici e contenti e inoltre Dino non si sentiva più solo quando tutti dovevano uscire di casa, aveva sempre il suo caro fratellino Rino che aveva imparato anche lui ad amare tutta la nuova famiglia. E anche lui, come Dino, prediligeva soprattutto i bambini, due cagnoioni per due bambini, che dite, i genitori adesso saranno gelosi? SIII, ma anche questo non diciamolo a nessuno.

Questo libro è a cura di AgireOra Edizioni, casa editrice non-profit. www.AgireOraEdizioni.org
Pubblicato nel maggio 2016.
Autore delle favole: Pier Mauro Marras
Autrici dei disegni, le bimbe: Darina Marras, Oksana Marras, Alina Marras Revisione editoriale a cura di AgireOra Edizioni Impaginazione a cura di Roberta Fraccaro
Impaginazione in pdf a cura di Lorenza Cevoli.
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Che ne dici di leggere anche... :-)

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