La foresta sogna

Ssh… Ascolta! La foresta è triste; piange versando lacrime amare, singhiozza sommessa. Cerca di nascondersi raggomitolandosi nella nebbia e portando con sé le migliaia di ombre che racchiude nel cuore. Il vento di primavera la circonda, misterioso, avvolgendola in un velo da sposa. La foresta agita le braccia — sono milioni — e abbraccia tutta la Bulgaria. E le sue lacrime, più pure del sogno di un bambino, si sciolgono con la neve di febbraio.
Ssh… Ascolta il pianto silenzioso della foresta!

Si riscalda in fretta. Diventa una padrona di casa brava, accogliente, luminosa. In primavera si esaudiscono tutti i suoi sogni; di nuovo diventa madre. In marzo sotto i suoi rami spuntano i bucaneve, i crochi e i fiordalisi. La foresta li protegge senza soffocarli; ama tutti i suoi figli: il lupo e la volpe, il gatto selvatico e il cervo, le lepri e tutti gli altri abitanti del bosco.

Non è mai una matrigna, ma sempre una madre. E quali mai possono essere i sogni di una madre? Che cosa mai può desiderare? Aspira a una cosa sola: difendere i suoi figli. Questo è il sogno della foresta. Cerca di proteggere ogni scarabeo, ogni passerotto, ognuna delle sue creature. La foresta è frescura, vita, pace. Possiede poteri straordinari. Protegge l’acqua che beviamo, purifica l’aria che respiriamo, contrasta l’erosione e gli smottamenti.

Dobbiamo imparare a sentire il pianto silenzioso della foresta. Forse piange per colpa nostra.

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