Un re senza corona – Gianni Rodari

C’era una volta un re senza corona.

Era la seconda nota della scala musicale, abitava proprio sotto il rigo, e per combinazione vedeva al piano di sopra un “mi” che aveva una corona grossa così. Sapete, i musicisti mettono un segno detto “corona” su certe note, per far sapere al suonatore:

– Questa nota coronata puoi tenerla lunga quanto ti pare, fin che basta il fiato…

Così può capitare che ce l’abbia un “sol”, ma questo è spiegabile, perché è la quinta nota della scala musicale, e la quinta nota si chiama anche “dominante”. E può capitare che un “re” non ce l’abbia affatto.

La stragrande maggioranza dei “re” musicali non l’hanno mai avuta la corona e non se ne sono lamentati con nessuno. Ma questo re si lamentava e non ne voleva sapere.

“L’autore, -egli diceva- ,mi ha trascurato indegnamente. Darò le dimissioni.”

Difatti si dimise e se ne andò. Al suo posto, rimasto vuoto, l’autore dovette mettere il segno di pausa. Ora, quando i bambini della terza …

… suonano quel pezzo con il flauto, giunti in quel punto debbono fare un attimo di silenzio in ricordo del re scontento.

(G. Rodari)

Ascolta la fiaba letta da don Paolo Alliata

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