La figlia del Sole e della Luna

C’era una volta tanto tempo fa una donna che aveva un solo figlio al quale voleva un bene dell’anima.

Un giorno il giovane decise di andare a caccia e la madre preoccupata gli raccomandò di non andare sul monte, dove imperversava un drago potente e ferocissimo che aveva già ucciso dei giovani del villaggio.

Molti uomini coraggiosi erano già penetrati nei suoi territori con l’intenzione di combatterlo, ma nessun era mai riuscito a tornare indietro.

Il giovane però non dette retta alla madre, ma ascoltò l’invito della sua amata che lo spingeva a dimostrare il suo coraggio, dicendogli:

  • Devi andare tu a combattere il drago perché sei il più forte e il più coraggioso. Se non vai, non ci sarà mai pace nel nostro villaggio, per noi e per i nostri figli.

Il giovane, che voleva molto bene alla ragazza, si mise in viaggio. Scalò la montagna e si trovò di fronte ad una gigantesca grotta piena di ombre e di anfratti paurosi. Il terreno cominciò a tremare e dall’oscurità emerse una creatura spaventosa. Aveva sette teste, gli occhi brillavano come il fuoco e dalle gigantesche fauci uscivano lingue di fuoco. Le fiamme bruciavano l’erba, i fiori e gli alberi.

La terribile creatura sbatté tre volte la coda e il terreno tremò.

Il giovane eroe non ebbe paura. Impugnò la lancia e la scagliò contro il drago, ma questa non riuscì a colpirlo. Allora, con molta cautela e velocità, afferrò la spada, ma anche questa volta il drago con un colpo di coda la gettò a terra.

Il mostro cominciò a ridere e a urlare con voce terrificante:

  • Adesso ti divorerò perché hai messo piede sul mio monte. Tanti altri come te venuti qui per uccidermi, ma nessuno è mai tornato indietro. Preparati!

Il ragazzo non si perse d’animo e propose un patto al drago:

  • Sei veramente il più forte e ti chiedo un favore: lasciami andare a salutare mia madre e la mia amata, poi ritornerò qui e farai di me quello che vuoi.
  • Che cosa mi dai se ti lascio andare?
  • Ti do la mia parola.

Sconfitto, il giovane scese dalla montagna e si avviò verso casa.

Lì trovò la madre e le disse:

 

-Sono andato a caccia sul monte del drago e il mostro mi ha fatto prigioniero-. Sono venuto qui solo per riabbracciarti perché ho dato la mia parola e devo tornare.

La madre si mise a piangere:

  • Perché non mi hai ascoltato? Perché sei andato là? Ti supplico: non tornare più lì!
  • No, disse il giovane, ci tornerò perché ho dato la mia parola.

Baciò la mano della madre e andò dalla sua amata.

  • Sono venuto solo per dirti addio, sono stato sconfitto e devo tornare sulla montagna. La spada non gli ha fatto nulla e neppure la lancia e così mi ha fatto prigioniero. Gli ho dato la mia parola che ritornerò, quindi addio!

La ragazza gli propose allora:

  • Aspettami, verrò con te. Forse insieme riusciremo a distruggere il mostro!

La ragazza salì sul cavallo bianco e lui cavalcò quello nero. Sembrava come vestita di luce, il viso e i capelli risplendevano come l’oro.

Il ragazzo la guardava e pensava: “Come posso mettere in pericolo la vita di questa fanciulla? Darei al drago tre vite, non una sola, se servissero a salvarla!”

Mentre si avvicinavano, la montagna iniziò a tremare. All’improvviso il drago uscì dalla grotta e si mise a cantare:

  • Beato me; beato me: ne avevo uno e adesso ne ho due.

La fanciulla di rimando gli disse:

  • Poveretto te, poveretto te, ne avevi uno e adesso non ne avrai nessuno!

La fanciulla e il giovane si avvicinarono e il mostro prese a lanciare fiamme dalla bocca. La ragazza, solo con un’occhiata, lo immobilizzò e il mostro impaurito cominciò ad arretrare.

  • Chi sei tu, la sola creatura che riesce a farmi paura? Cos’è questa luce che ti splende in viso? Che cosa mi brucia così?

-Sono la figlia del sole e della luna, la goccia d’acqua che cade dal cielo sulle montagne e i prati per il bene e la vita degli uomini.

  • E lui chi è? – disse il drago tremando.
  • È il compagno della mia vita – disse la fanciulla trionfante.
  • Tu mi hai sconfitto. Io non ho più spazio in questo mondo. Andrò sotto terra e non ritornerò mai più.

Il drago scomparve e non si fece più vedere.

Da quel momento gli abitanti del villaggio andarono liberi dappertutto.

La montagna si popolò nuovamente di tanti animali e la bella fanciulla e il giovane eroe vissero felici e contenti per sempre.

(Macedonia)

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