Il primo novembre

Un altro anno è passato, tra pochi giorni si commemorano i morti o defunti, e vorrei parlare di questo giorno nel quale tutti ricordiamo i nostri cari che non ci sono più.

Giù al mio paese cioè Taranto, nelle Puglie, si iniziava ad andare al cimitero una settimana prima per mettere in ordine la lapide dei propri parenti. Ricordo mia nonna quando arrivava questo giorno: preparava le castagne bollite e un po’ di biscotti, la gazzosa e qualche frutto come fichi secchi con le mandorle e del cioccolato. Prima si andava in chiesa, poi tutti quanti ci incamminavamo verso il cimitero.

La strada era molto lunga e io mi stancavo e dicevo a mia nonna di fermarci un po’ … ma lei mi rispondeva che se ci fermavamo saremmo arrivati tardi. Una volta arrivati al cimitero si trovava tanta gente e ci si salutava tutti. Mi ricordo, un anno, che il giorno prima dei morti mia nonna aveva portato un quadro raffigurante mia madre, bellissima, con il suo tailleur grigio, ben pettinata, seduta su una poltrona col gomito appoggiato sul bracciolo, sorridente . . . questo episodio mi è rimasto impresso nella mente.

Le nostre tombe avevano il marmo tirato a lucido per l’occasione, sotto alla foto c’erano tanti bei fiori freschi nei vasetti di vetro, una piccola tovaglietta ricamata a mano e una luce sempre accesa che rispecchiava il bel volto della mia mamma.

Al cimitero si rimaneva fino all’imbrunire poi, salutati tutti, con tanta pazienza si tornava a casa ammutoliti. Di ritorno si trovavano gli zii che stavano preparando la cena. Si faceva questa cosa per tutta una settimana, poi ogni domenica, avendo prima ascoltato la S. Messa.

Tutto ciò è durato finché la nonna è vissuta.”

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