Molly, La Formica Coraggiosa

In una soleggiata campagna, in qualche lontana parte del mondo, si trova un piccolo villaggio. Ma è piccolo solo ai nostri occhi: in realtà è grande, popoloso, e un po’ speciale. È un formicaio.

Le formiche operose sono sempre in movimento: alcune raccolgono il cibo, altre costruiscono nuove gallerie, altre ancora fanno la guardia. E a dirigere tutto questo gran daffare c’è lei, la formica più grande e saggia di tutte, la Regina.

E poi c’è Molly. Molly è un po’ diversa dalle altre formiche: delle sue due antenne, una è storta e malconcia. E sebbene si impegni per contribuire al formicaio come tutte le altre, spesso viene derisa da alcune delle formiche, che sono davvero antipatiche con lei. Soprattutto Bera, che non si sa perché sembra davvero non sopportare Molly.

A dire il vero, Molly un’idea ce l’ha: lei si sforza di essere carina con tutte, e le altre formiche sono cordiali con lei. A Bera, invece, essere cordiale e carina viene proprio difficile, e forse se la prende con Molly perché la invidia.

Una mattina, che comincia come tutte le altre, Molly si reca al luogo di raduno, svelta sulle zampette nere.

«Eccola! Guardate chi arriva, la formica più brutta del formicaio!» attacca subito Bera, con un’aria soddisfatta.

Molly cammina ora con la testa bassa, mentre le amiche di Bera ridono. Ha imparato a ignorarle, e a non dar loro la soddisfazione di vederla piangere, ma non significa che le cattiverie di Bera non la feriscano più.

«Prestate attenzione!» chiama d’un tratto una voce autorevole. La Regina si affaccia dal suo balcone, e tutte le formiche tacciono per ascoltarla. Nessuna formica oserebbe mai disobbedirle, nemmeno Bera con la sua sfacciataggine. Molly non è il tipo da augurare cattiverie, ma non le dispiacerebbe se per una volta a Bera venisse data una bella sgridata.

La Regina comincia il suo discorso.

«Buongiorno, formicaio. L’inverno si avvicina e dobbiamo iniziare ad accumulare le scorte per l’intera stagione. Perciò oggi dovrete allontanarvi più del solito. Più cibo portate, meno duro sarà l’inverno.»

Un brusio inizia a levarsi, e anche qualche lamentela, ma la Regina non ha ancora finito.

«Ma attenzione!» esclama alzando la voce. «Non dovrete mai e poi mai oltrepassare la linea di confine che separa la campagna dalla prateria.»

Tutte loro, compresa Molly, sanno bene quanto possa essere pericolosa la prateria per delle formiche come loro. Molly è ben decisa a dare ascolto alla Regina.

Il formicaio riprende a muoversi, e le formiche raccoglitrici si avviano verso l’esterno.

«Hai sentito tutto, Molly?» la sbeffeggia subito Bera. «Forse con quell’antenna che ti ritrovi non hai sentito. Vuoi che te lo ripeta?»

Molly la ignora, e si allontana il più possibile.

Dopo qualche ora di marcia, finalmente le formiche raggiungono un buon posto per raccogliere scorte.

«Mi raccomando,» esclama una delle formiche guardiane. «Lavorate diligentemente, ma non allontanatevi troppo. Siamo vicine alla prateria.»

Molly si mette all’opera raccogliendo delle briciole che ha adocchiato in lontananza. Mentre cammina, sente Bera bisbigliare alle sue amiche:

«Se andassi nella prateria, troverei di sicuro più cibo di tutti…»

Molly di certo non ha intenzione di intromettersi nel discorso e attirare l’attenzione di Bera, perciò trotterella verso le briciole ancora più in fretta, ma sa bene che se Bera dovesse andare nella prateria è possibile che non torni mai più.

La giornata vola. Molly raccoglie le briciole, delle foglie, pezzetti di frutta, e come le sue compagne mette tutto al sicuro affinché venga portato al formicaio.

E quando le guardiane dicono di organizzarsi per il ritorno, Molly intravede una formica passare il confine della prateria.

«Oh no,» pensa tra sé e sé. «Non è possibile.»

È Bera.

Per quanto Molly abbia il desiderio di fingere di non aver visto niente, sente anche quello di accertarsi che non succeda niente di brutto. La prateria è molto pericolosa, ci sono predatori di ogni genere, e la notte si fa sempre più vicina.

Molly non incontra ostacoli nell’allontanarsi dal gruppo. Nessuno si accorge mai di lei se non si fa vedere di proposito, ed è sicura che non se ne accorgeranno neanche in quel momento.

Si avvicina sempre di più al confine della prateria, ma continua a non vedere Bera.

«Dove sarà finita?» si chiede. Decide di attraversare il confine, solo un po’, solo per vedere dove si sia cacciata Bera, e una volta tanto potergliene dire quattro, per essere stata così avventata.

«Bera, sei qui?» sussurra Molly, incamminandosi a piccoli passi tra l’erba infinita della prateria. Spera che Bera sia nelle vicinanze, e possa sentirla.

È sempre più buio. La Luna e le stelle spuntano in cielo, e Molly ha solo la loro luce argentea per vedere dove mette le zampette.

D’un tratto, ode un grido in lontananza.

«Aiutoo! Aiutatemi! Sono quiii!»

È Bera! Molly ha un grande cuore, e nonostante tutte le cattiverie di Bera non esita a correre verso di lei, quanto più velocemente glielo consentono le sue sei zampette.

Vede una scena spaventosa. Bera è lì, con un grosso carico di briciole che dev’essere pesante anche per le forti formiche, che sollevano pesi cinquanta volte superiori al loro. Ma non sono le briciole il vero problema: è il grosso formichere che ha visto Bera e si avvicina minaccioso.

«Bera, posa quelle briciole e corri via!» sibila Molly, abbastanza per farsi sentire da Bera ma non dal formichiere.

«Non se ne parla! Con tutto quello che mi ci è voluto per trovarle e raccoglierle! Sono arrivata fin qui e non le mollo!» replica Bera.

Il formichiere è sempre più vicino, e Molly capisce che deve trovare in fretta una soluzione.

E poi ha un’idea.

«Sono qui, brutto nasone!» strilla a gran voce, un po’ stridula per la paura ma coraggiosa. Il formichiere si accorge di lei, ma pare considerare Bera, ferma sotto il peso del suo carico, ancora la preda più facile. Perciò continua a dirigersi, con calma, verso di lei.

«Oh no, oh no,» si dispera Molly. Poi capisce che c’è un unico modo per distogliere il formichiere da Bera: rendersi una preda ancora più facile.

E allora Molly comincia a correre. Oltrepassa Bera e si dirige direttamente verso il formichiere, che all’inizio rimane stupito, ma poi decide di cogliere l’occasione, e fa guizzare la sua lunga lingua.

Ma Molly è più veloce. Schivare la lingua è quasi un gioco da ragazzi: Molly per poco non inciampa, ma al formichiere va peggio. Invece che prendere Molly, la lingua si scontra con un rametto pieno di spine.

Arrabbiato, il formichiere si gira per darle una lezione, ma lei, di nuovo, è più veloce.

«Posa quelle briciole e scappa!» urla a Bera, che questa volta, nel vedere la temibile lingua, decide di darle ascolto.

Molly, con il formichiere alle calcagna, lavora di nuovo d’astuzia. Raggira in fretta un arbusto e si nasconde sotto una radice, mentre il formichiere, accecato dalla rabbia e dal buio, vi sbatte contro con il muso.

Il temibile predatore si lamenta, scuotendo la testa, e poi decide di lasciar perdere. Avvilito, sparisce tra l’erba.

Molly, col fiatone, fa capolino da sotto la radice. È salva, e lo è anche Bera–se non si è cacciata in qualche altro guaio mentre lei era girata dall’altra parte!

Per fortuna no: quando Molly aggira di nuovo l’arbusto, trova non solo Bera, ma anche tutte le altre formiche, che si erano accorte della mancanza sia di Bera che di Molly, ed erano andate a cercarle.

Applausi e ovazioni accolgono Molly: è un’eroina. Una sola formica che ha avuto la meglio contro un formichiere, grazie al suo buon cuore e all’astuzia!

Le guardiane rimproverano sia Molly che Bera, perché in primo luogo non avrebbero dovuto allontanarsi né tantomeno entrare nella prateria, ma si congratulano anche sia per le briciole che per l’atto di coraggio.

Di ritorno al formicaio, la Regina in persona accoglie Molly e Bera.

«Bera, sei stata molto incosciente,» inizia, ma Bera ha davvero la sfacciataggine di interromperla!

«L’ho capito, e mi dispiace,» dice a testa bassa. «Ho messo in pericolo me stessa e Molly, e tutte le formiche che poi sono dovute venire a cercarci, solo perché volevo essere la migliore.»

Molly è senza parole. Bera che riconosce di non essere perfetta!

«Non c’è niente di male nel voler eccellere,» sorride la Regina. «Ma dobbiamo assicurarci di non fare del male ad altre mentre tentiamo di farlo. E non dobbiamo lasciare che il nostro risentimento per i doni delle altre ci renda cattive,» e con tono perentorio la Regina ammonisce Bera, facendo un cenno verso Molly. «C’è chi è molto buono, chi è molto cordiale, e chi è molto determinato. Essere gentili e avere rispetto è però la chiave del vivere bene nella comunità, Bera.»

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