Lola pisolona

La storia spiega che cosa sono le pellicce che indossano le persone e la crudeltà che vi si nasconde dietro. È incentrata sulle foche e affronta anche il tema della caccia, facendo capire quanto sia sbagliata. Il racconto parla di una foca dormigliona che involontariamente diventa l’eroina del suo villaggio.


C’era una volta, nei lontani mari ghiacciati del Polo Nord, una piccola foca che si chiamava Lola. Aveva il manto bianchissimo, perché era ancora piccolina, ed era bellissima e dolcissima. La nostra piccola amica veniva presa sempre in giro da tutti gli amichetti, perché dormiva spesso anche mentre gli altri giocavano e per questo motivo la chiamavano “pisolona”.

Una sera d’inverno, mentre usciva con gli amichetti per giocare sulla neve, la sua mamma le disse: “Mi raccomando, non appena sei stanca torna subito a casa, non sdraiarti al sole, sennò ti addormenterai, e i tuoi amici ti prenderanno in giro.”

“Certo mammina”, rispose Lola.

Ma purtroppo, come aveva previsto la sua mamma, la nostra amica Lola si stese al sole dopo aver corso e scivolato sulla neve tutta la sera e si addormentò in un angolino appartato vicino al mare. Tutti i suoi amici tornarono a casa, e non vedendola si dimenticarono di lei. Dopo una mezz’oretta, fu svegliata da una piccola onda che la bagnò, causata da una grande imbarcazione di cacciatori di foche che passava di fianco al suo improvvisato giaciglio, dove si era appisolata vicino al mare. Per fortuna non gridò per lo spavento, ed avendo un manto bianchissimo che si confondeva con il ghiaccio, gli uomini non si accorsero della sua presenza. L’imbarcazione nel frattempo si fermò e gettò l’ancora. Lola rimase in silenzio pensando al da farsi, e intanto ascoltava i discorsi dei cacciatori.

“Allora ragazzi”, esclamò il capitano della ciurma, “preparate i bastoni e gli uncini. Appena sarà notte, avanzeremo con i remi fino al villaggio delle foche, così non si accorgeranno del nostro arrivo. Potremmo catturare i loro cuccioli e diventeremo ricchi vendendo le loro pellicce. Inoltre, potremmo anche catturare qualche adulto paffuto per il suo grasso. Ora tutti a dormire, ci sarà da lavorare parecchio questa notte.”

La nostra piccola Lola, nel sentire queste terrificanti parole, iniziò a tremare dalla paura, tanto da non riuscire a trattenere le lacrime, ma per fortuna non si mise a strillare come una cucciola viziata. Passato il primo attimo di grande spavento, decise di agire immediatamente per salvare la situazione. Si incamminò velocemente verso casa per dirlo immediatamente ai suoi genitori, come le aveva insegnato la sua saggia mamma. Dopo breve tempo, giunse sfinita davanti alla sua accogliente casetta, strillando: “Mamma, mamma, mamma, aiuto, aiuto!”.

E subito la mamma rispose: “Che c’è tanto da strillare Lola? Dove eri finita? I tuoi amici sono tornati da un pezzo, non ti sarai addormentata come al solito?”

“Sì, è proprio così mamma, devo dirti una cosa importantissimaaa.”

“Va bene amore mio! Dimmi tutto”, rispose la mamma.

“Mentre mi ero appisolata vicino al mare, sono stata svegliata dall’arrivo di una barca di cacciatori di foche. Li ho sentiti parlare. Vogliono venire a prenderci questa sera non appena farà buio. Aiuto mamma, cosa facciamo, scappiamo, scappiamo mamma!”, gridò spaventatissima la piccola Lola. “Accidenti, è un bel guaio. Andiamo subito a dirlo a tuo padre, lui saprà cosa fare.”, disse la mamma.

E così, si avviarono di corsa a cercarlo. Appena trovato, gli spiegarono cos’era successo, e velocemente radunarono tutto il grande branco del villaggio, per prendere una decisione di comune accordo sul da farsi. In men che non si dica, tutto il branco era riunito, e velocemente il papà di Lola spiegò cosa aveva visto e sentito la sua piccolina. A quel punto, il vecchio saggio Pinna Bianca prese subito la parola e disse: “Non possiamo sempre scappare, ovunque andremmo loro ci troverebbero, dobbiamo trovare il modo di risolvere la situazione una volta per tutte.

Dobbiamo dare una lezione a questi mascalzoni.”

E fu così che il vecchio saggio Pinna Bianca decise di mandare le più coraggiose foche a bucare il fondo della barca dei cacciatori di pellicce. Quando questi si risvegliarono si ritrovarono con la barca piena d’acqua, e furono costretti a salire sul freddissimo ghiaccio per salvarsi. E mentre si trovavano sul ghiaccio, il vecchio saggio decise di farli spaventare a dovere. Tutte le foche avanzarono verso di loro mostrando i denti, tanto che i cacciatori cominciarono a correre gridando: “Vi preghiamo, lasciateci andare, non torneremo mai più a darvi la caccia.”

A quel punto Pinna Bianca tuonò: “Come vi siete permessi di venire qui da noi per rapire i nostri piccoli cuccioli indifesi? Pensavate di farne delle pellicce? Vi piacerebbe se facessero altrettanto ai vostri piccoli?”

“No”, risposero tutti in coro con voce tremante.

E Pinna Bianca continuò: “Se doveste ritornare a darci fastidio, vi aspetterà un bel bagno nell’acqua ghiacciata. Ora incamminatevi verso sud, tra non molto passerà una grossa nave dei nostri amici che difendono gli animali. Ho chiesto loro di darvi un passaggio fino al vostro paese. Non ho potuto fare a meno di raccontargli cosa volevate fare, quindi vi aspettano tanti piatti e pavimenti da lavare, ponti da lucidare e altri duri compiti. Magari vi faranno bene allo spirito, e vi insegneranno il rispetto verso tutte le creature viventi di questo bellissimo pianeta.”

E così, cacciati i cacciatori una volta per tutte, il saggio Pinna Bianca prese Lola in braccio e disse: “Amici miei, la nostra piccola Lola pisolona ci ha salvati da un grosso guaio, forse il peggiore che potesse capitarci. Da ora in poi, voglio che nessuno la prenda più in giro perché si addormenta dove capita. Tutti siamo stati cuccioli e sappiamo che i cuccioli si stancano molto facilmente, ma forse non tutti noi da cuccioli siamo stati così coraggiosi come lo è stata la piccola Lola. Così brava da tornare subito da mamma e papà e raccontare quello che succedeva. Quindi d’ora in poi, voglio che chiunque trovi Lola addormentata, rimanga accanto a lei a farle compagnia fino al suo risveglio, o se troppo tardi, che la svegli per tornare a casa dalla sua mamma e il suo papà. Ed ora facciamo festa tutti insieme per la nostra piccola e coraggiosa Lola.”

Fecero festa fino a notte fonda in onore della piccola Lola, che nel frattempo naturalmente si era addormentata e fu portata in braccio fino al suo lettuccio ghiacciato.

E da quel giorno in poi, vissero tutti felici e contenti.

Questo libro è a cura di AgireOra Edizioni, casa editrice non-profit. www.AgireOraEdizioni.org
Pubblicato nel maggio 2016.
Autore delle favole: Pier Mauro Marras
Autrici dei disegni, le bimbe: Darina Marras, Oksana Marras, Alina Marras Revisione editoriale a cura di AgireOra Edizioni Impaginazione a cura di Roberta Fraccaro
Impaginazione in pdf a cura di Lorenza Cevoli.
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