La tartaruga ingrata

C’era una volta la tradizione che gli uccelli organizzassero un banchetto in cielo. La tartaruga fece amicizia con loro, nella speranza di partecipare a quel pranzo: «Fratelli miei, avrei tanto desiderio di partecipare con voi alla festa degli uccelli ma non sono della vostra specie e non posso volare lassù».

Gli uccelli trovarono un modo per includere la tartaruga: ciascuno le offrì una piuma in modo che potesse travestirsi come uno di loro. Poi presero la tartaruga e la trasportarono sulle nuvole del cielo per prendere parte al banchetto. All’ingresso, ogni uccello doveva registrare il proprio nome.

Arrivato il proprio turno, la tartaruga si fece registrare con un nome nuovo: Tutti-voi.

«Sono “Tutti-voi” – disse la tartaruga –, perché avete tutti contribuito perché fossi qui con voi».

Quando il cibo fu servito, la tartaruga chiese ai servi:

«Di chi è questo cibo?».

E loro risposero: «È per tutti-voi».

«Bene – rispose la tartaruga –, quindi è tutto per me!».

E mangiò il cibo impedendo agli altri di unirsi. Allora gli uccelli decisero di andarsene, lasciando la tartaruga da sola.

Quando volle scendere, la tartaruga guardò in basso cercando un luogo adatto che potesse attutirne la caduta.

Purtroppo non trovò nulla, anzi, gettandosi cadde su un bosco fitto di alberi i cui rami marcarono per sempre la sua schiena.

A cura di padre CHRISTIAN CARLASSARE. Tratto dalla rivista Piccolo Missionario.

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