La bimba e la bici

C’era una volta, in una terra lontana, una bimba che tutti chiamavano Pedivella, a causa della sua passione sfrenata per la bici. Pedivella era una bimba molto dolce e quando questa storia ebbe inizio aveva compiuto da poco 8 anni. Ah, quasi dimenticavo, era molto, molto vivace.

Pedivella viveva in un paese di campagna ricco di prati e discese chiamato Pendio, tra le valli di una verde regione montuosa chiamata Scoscesa, dove una miriade di stradine si arrampicavano su per i monti come serpenti con tanta voglia di coccole.

Pendio, era un paese molto particolare, il sindaco infatti passava le sue giornate insieme ai suoi 12 consiglieri a compiere attente misurazioni per capire se vi fosse un maggior numero di discese o di salite. Incredibilmente, ogni anno il risultato contraddiceva il precedente, e così, anche quell’anno, furono costretti a correggere pile altissime di documenti. Pensate che le pile erano tanto alte che dovevano mettersi tutti e 13 uno sulle spalle dell’altro per riuscire ad arrivare al documento più alto.

Quell’anno le misurazioni non davano possibilità di scampo. Pendio possedeva unicamente discese. Pedivella, esperta ciclista, non ebbe esitazioni, ed andò a trovare un suo caro amico, uno degli abitanti più conosciuti di Pendio, un angelo, che per via delle sue nobili origini era soprannominato Conte. Conte, molti anni prima, aveva perso tutti i soldi ereditati investendoli in un progetto per la costruzione di freni molto particolari. Dovete sapere infatti che, quando Conte era ancora ricco, i freni che noi attualmente conosciamo, non esistevano. Cosi’, per frenare, i ciclisti erano costretti a mettere i piedi a terra per fare attrito. Si scopri’ solo in seguito che il progetto dei freni attualmente conosciuto, era stato boicottato da una lobby di calzolai, che traeva enormi profitti dalle frenate, riparando le suole consunte delle scarpe dei ciclisti.

Conte invece era stato geniale, aveva inventato dei freni che funzionavano soffiando.

Dopo molti anni, era finalmente riuscito a ultimare la progettazione e il primo prototipo e cosi’ investi’ tutti i propri soldi nella loro produzione in vasta scala. Ma quando i freni a soffio vennero distribuiti in tutti i negozi della regione, incominciarono ad arrivargli denunce su denunce. La gente soffiava e la bicicletta si fermava, ma prima di aver arrestato la loro corsa, molti, per mancanza di fiato, svenivano e cadevano a terra come pere cotte.

Cosi’, Conte, per vivere, riparava e personalizzava biciclette.

Tornando alla nostra Pedivella, spinta dalle misurazioni annuali e dalle sue energie irrefrenabili, fece modificare il cambio della sua bicicletta per poter affrontare le discese più ripide senza perdere il controllo ed alla massima velocita’.

Cosi’, dopo qualche giorno, Pedivella ando’ a ritirare la sua bici, e scopri che gia’ che c’era, Conte, l’aveva trasformata in un tandem a forma di mucca, con tanto di campanaccio al posto del campanello. Il tandem venne battezzato immediatamente con il nome di “muccocicletta”

Pedivella fu contentissima, poiche’ finalmente sapeva come andare in bici insieme al suo migliore amico, Glamis.

Scopri’ in seguito, a sue spese, che gli amici, specialmente quelli immaginari tendono spesso ad essere davvero molto, molto pigri.

Pedivella, entusiasta, decise di provare immediatamente la sua bici e si lancio’ per una discesa

pedalando sempre piu’ veloce. Ma pedalava cosi’ velocemente che ad un certo punto perse il controllo della bici e spicco’ il volo. “Guardate, guardate lassù’! Una mucca volante!” esclamavano i cittadini increduli. E gridarono cosi’ forte che Pedivella li senti’, e non appena si accorse di non avere le ali, cadde al suolo rovinosamente.

Pedivella torno’ da Conte e gli chiese un cambio ancora piu’ duro e veloce “questo cambio non riesce a star dietro alle mie gambe!” esclamo’ tra il fiero e l’arrabbiato. Conte, che era un angelo molto paziente (altrimenti non sarebbe stato un angelo) si mise subito al lavoro e modifico’ ancora il cambio della muccocicletta rendendolo ancora piu’ duro.

Pedivella prese la bici e scatto’ verso la prima discesa. Niente da fare. Il cambio non era ancora abbastanza duro da contenere le sue energie, perse il controllo e fini’ in mare.

Venne ripescata giorni dopo, in mare aperto, dal peschereccio del capitan Findus e venne liberata solo dopo alcuni giorni grazie alle proteste del sindaco di Pendio, quando le scatole dei bastoncini di pesce al nuovo gusto “mucca” erano gia’ pronte.

Pedivella non si perse d’animo e torno’ nuovamente da Conte, che paziente, rimodifico’ la muccocicletta.

Non appena la bici fu pronta, Pedivella si lancio’ per una nuova discesa, veloce, sempre piu’ veloce, ma mentre non aveva ancora raggiunto il massimo della velocita’, perse nuovamente il controllo e fini’ dritta contro un muro. Dovettero ingessarle completamente tutte e due le braccia e tutte e due le gambe piu’ parte della testa. Pensate, un gigante donna che viveva in paese e per professione insegnava in una scuola, la scambio’ per un gessetto e prima di accorgersi dell’errore, la utilizzo’ per una settimana intera per scrivere su di una lavagna.

Questa volta Pedivella era davvero sconsolata, torno’ da Conte in lacrime, disperandosi “Conte, Conte, come faro’ a spostarmi in giro per Pendio? Io sono sempre cosi’ felice ed entusiasta, e tu sai benissimo che la felicita’, in bici, per una strana legge della fisica, si trasforma in energia!”

Conte ci penso’ un attimo, e poi esclamo’ “Ho trovato la soluzione al tuo problema! Quando la tua energia cresce e insieme ad essa cresce la velocita’ della tua bicicletta, prima di perdere il controllo…frena!”

Morale della favola: L’entusiasmo e la felicita’ sono incredibili e riescono a far compiere gesti enormi ed inaspettati con energie inaudite. Ma fai attenzione, cerca sempre di guidarli attraverso un pizzico di razionalita’, altrimenti potresti perdere il controllo e cacciarti in brutti guai!

A problemi grandi, spesso, esistono soluzioni molto piccole.

Che ne dici di leggere anche... :-)

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