Fiordistella

In un grande castello su una collina, lontano da un piccolo paese fiori­to, viveva una principessa di nome Fiordistella. Era una Bella bambina, obbediente ed educata, ma sempre triste.

Fiordistella aveva infatti come unico amico un topolino di nome Siro.

Nel castello c’erano guardie e camerieri, cuoche e servitori, ma nessun bambino, e Fiordistella si affacciava dalla finestra più alta e guardava lontano lontano, attraverso i campi e oltre il bosco, da dove, sospinte dal vento, arrivavano grida e risate. <Ah, se potessi…> sospirava la princi­pessa. E poi triste triste tornava ai suoi compiti.

Un giorno il topolino Siro, stanco di vederla così triste, decise di fare qualcosa e, senza dirle niente, andò a cercare dei vecchi abiti, una camicia ed un paio di pantaloni.

Li portò nella camera di Fiordistella e le fece togliere il vestito da prin­cipessa per indossarli. Poi, prendendola per mano, le fece scendere una lunga scala, attraversare un corridoio buio e sgattaiolare nelle cucine.

Infine, trovò una porta piccola piccola e la face uscire. Poi di corsa attra­versarono i prati ed il bosco ed ecco che arrivarono in paese.

Fiordistella, a bocca aperta, vide un parco con tante cose strane che non aveva mai visto. Se ne stava lì, stupita ed imbambolata, a guardare un’al­talena senza sapere cosa farsene, quando sentì una voce. <Ehi bambina, che hai, non sai nemmeno come si sale?>.

Fiordistella si girò, e timida timida diventò tutta rossa senza sapere cosa dire. <Ciao – disse il bambino che intanto si era avvicinato – io mi chiamo Giorgio, e tu?>. Poi senza darle il tempo di rispondere la prese per mano e la fece salire sull’altalena.

E Fiordistella si scoprì a ridere come non mai, senza fiato, mentre Giorgio la spingeva sempre più in alto.

Poi Giorgio la accompagnò a tutte le altre giostre, e gliele fece provare spiegandole come funzionavano e a cosa servivano.

Fiordistella era ancora rossa in viso, ma adesso perché era contenta. Giorgio poi le prese ancora la mano e la portò vicino ad altri bambini. <Questo è Luca, questa Anna, poi ci sono Lucia, Sara e Massimiliano, Gianni e Vito.> disse tutto d’un fiato. <Troppi nomi – rise Fiordistella – non me li ricorderò mai>. <Non ti preoccupare – risposero quelli – tanto un po’ per volta li impari tutti. Vieni dai, che giochiamo>.

E così per tutto il pomeriggio, Fiordistella si divertì come non mai giocan­do a nascondino, a guardia e ladri, all’elastico e a palla prigioniera… Ma ad un certo punto sentì qualcosa muoversi nella tasca dei pantaloni.

Era il topolino Siro che, in un sussurro, le disse: <guarda il sole, sta tra­montando, è ora di tornare>.

Fiordistella corse a perdifiato, riattraversò il bosco ed il prato, entrò nella porta piccola piccola e sgattaiolò nelle cucine, percorse il corridoio buio e salì la scala grande fino a tornare nella sua camera.

Qui si lavò e si cambiò, indossando ancora il suo vestito da principessa, poi raggiunse sua mamma la regina e suo papà il re nella grande sala da pranzo del castello. <Oh piccola mia – disse la mamma regina – dove sei stata tutto il giorno. Non ti abbiamo visto per niente, hai fatto i compiti in camera tua?>.

<Ecco, io…> iniziò imbarazzata Fiordistella.

Poi all’improvviso si ricordò che le bugie sono proprio brutte e tutto d’un fiato raccontò ogni cosa: <oggi sono stata in paese, mi sono divertita tanto ho conosciuto tanti bambini e imparato tanti giochi. Oh per favore per favore, non sgridarmi ma io ci voglio tornare>.

La mamma ed il papà si guardarono, un po’ arrabbiati perché Fiordistella era uscita senza dire niente, e un po’ divertiti.

Il papà si schiarì la voce: <uhu, ehe, si. Non è una bella cosa… Però però, ti mancano gli amici… si sì…>.

Poi’ sorridendo disse: <e va bene, ma ad un patto: dovrai dirci ogni volta dove e con chi vuoi andare, e prima dovrai sempre finire i compiti>.

<Va bene va bene, prometto> strillò felice Fiordistella.

E da quel giorno continuò a vedere i suoi nuovi amici, senza però scappare mai più e raccontando sempre la verità a mamma e papà.

Che ne dici di leggere anche... :-)

Lascia una commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.