Così è nata la “crostata alla marmellata”!

Nel paese di “Nonsodove”, viveva una piccola comunità di uova di gallina, di oche, di quaglie e tutti vivevano allegramente, in un grande cesto posto nel deposito delle scorte mangerecce.

In questo ampio spazio si riposavano, si riparavano dalle intemperie, parlavano, vivevano… ad una sola cosa dovevano fare attenzione: non dovevano ridere a crepapelle altrimenti si rompeva il guscio per lo sforzo, facendo delle frittate pazzesche!

Il loro capo si chiamava Tuorlo perché era tondo come un uovo, aveva capelli gialli e vestiva sempre di bianco, come un cuoco. Un giorno arrivò nel loro cortile un gigante d’uomo, che doveva essere molto forte, perché trascinava un grosso carretto carico di sacchi di farina bianca. Incuriosito per il nuovo arrivato Tuorlo, spuntando da dietro un po’ di paglia, chiese all’omone: Ma tu chi sei? Come ti chiami? Cosa vuoi?”

Rispose l’uomo: Io sono un mugnaio, vengo dal paese di “Chissàchilosà” e sto cercando un riparo per questa notte. vedi. domani devo portare la mia farina al mercato di “Sempresivende” e ho ancora tanta strada da fare, se tu avessi un po’ di posto per stanotte.

Tuorlo, che era una pasta d’uovo, lo invitò nella casina delle scorte, con la sua farina ben al riparo e d’accordo che l’indomani all’alba

Il mugnaio sarebbe partito. Ma… intorno alle due di notte, quando tutti dormivano, ecco che una ombra sinistra entra di soppiatto.

Era una volpe che entrava nel magazzino per papparsi tutte le uova. Con estrema cautela la volpe s’avvicinò al cesto ma…Tuorlo, sentendo un piccolo rumore si svegliò e, velocissimo, diede l’allarme. Tutti si svegliarono di soprassalto, anche il mugnaio che spaventato, alzandosi velocemente, inciampò nei sacchi di farina che si ruppero facendo un polverone che non vi dico. C’era una confusione tremenda, tutti che correvano: la volpe che tentava di fuggire, ma era mezza accecata dalla farina, qualche uovo per fuggire si ruppe, tutti gridavano, il rubinetto dell’acqua gettava spruzzi dappertutto per lo spavento. Ci fu un miscuglio pazzesco: chi correva, chi voleva aiuto, uova che cadevano mescolandosi alla farina.

La volpe poi, nel tentativo di fuggire, balzò sopra un grosso vaso di marmellata di ciliegie che era sulla mensola. insomma, tutto, presto, si trasformò in un impasto che ricoprì il cortile. Diventò giorno e su quel cortile bianco­giallo battè un caldo sole di luglio, il suo calore cucinò tutto a puntino, facendo nascere così la famosa crostata alla marmellata.

Una torta gigantesca, profumata e così buona che, ancora oggi, si ricorda nel famoso paese di “Nonsodove”.

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