Pierin Fagiolo

C’era una volta un papa’ e una mamma che avevano tanti figli.

Vivevano in uno stato di grande miseria e spesso i figli non avevano da mangiare e si lamentavano. Un giorno il papà disse alla moglie:

“Siamo veramente tanto poveri e spesso non riusciamo neanche a dar da mangiare ai nostri figli. Io sono proprio disperato, è una sofferenza che non sopporto più. Dimmi tu, cosa possiamo fare?”

“Cominciamo a mandarli tutti a lavorare, dal più grande al più piccolo. Solo così potremo continuare a vivere.”

Allora il padre, rasserenato, disse:

“Hai ragione, cominciamo a mandarli a lavorare da qualche parte!”

Il più grande lo mandarono a lavorare da un contadino, un altro lo misero a portar fuori i maiali, un altro ancora a dar da mangiare e pulire le vacche, uno ad accudire il pollaio, un altro a lavorare nell’orto. Alla fine tutti i figli avevano qualcosa da fare.

Pierino, che era il piu’ piccolo di tutti, lo misero sopra ad un gigantesco albero di pere affinché guardasse che nessuno venisse a rubarle.

Raggiunti i rami più alti del pero, rimase là per alcune ore, poi vide arrivare ai piedi del pero una vecchia strega che subito gli disse:

“Guarda, guarda… c’è Pierin Fagiolo! Pierino, mi dai un perino?”

Allora le rispose Pierino:

“No, che sei quella brutta vecchia che mi vuol mangiare” “Dai, Pierino, dammi un perino che ho fame.”

“No che non te lo do! Mio papà mi ha detto di no!” “Dai, Pierino, buttamelo giù nel grembiule!”

“No, che è tutto pisciolento!” “Buttamelo allora nella camicia!” “No, che è tutta cagolenta!”

“Dai che lo prendo col fazzoletto!” “No che è tutto caccolento!”

“Beh, allora…. allungamelo!”

Pierino, veramente stupido, si lasciò convincere e allungò giù il perino, ma la strega prese lui per mano, lo tirò giù e lo mise subito dentro al sacco.

Dopo aver chiuso ben bene il sacco, se lo mise sulla schiena e si incamminò  verso casa, dove voleva andare a mangiarselo.

Ma mentre andava a casa le venne mal di pancia: doveva subito andar di corpo, se no se la faceva addosso. La vecchia vide alcuni contadini che stavano zappando il terreno:  “Ehi! Contadini! Mi tenete voi questo sacco che io devo andare a fare i miei bisogni?”

“Va bene, mettetelo lì.. Ma andate ben lontana a cagare, perché non vogliamo sentire la puzza.”

Come la vecchia strega si è allontanata, da dentro il sacco Pierin Fagiolo cominciò a gridare:

“Aiuto,   aiuto, sono Pierino! Aprite il sacco!”

Gli zappatori aprirono il sacco e videro che dentro c’era un bambino. Lo fecero venir fuori e riempirono il sacco con tanta terra. La vecchia, dopo aver fatto i bisogni, tornò indietro e prese il sacco che era ancora lì dove l’aveva lasciato. Così ringraziò:

“Grazie, grazie, contadini!”

E riprese la sua strada. Quando si trovò vicino a casa, incominciò ad urlare a sua figlia:

“Minghèta, metti su il paiolo che ho Pierin Fagiolo! Dai, Minghèta, metti su il paiolo che ho Pierin Fagiolo!”

E questo lo gridava da lontano, così quando arrivava a casa, il paiolo era già pronto per metterci dentro Pierin Fagiolo.

La Minghèta mise il paiolo sul fuoco e dopo un po’ l’acqua stava già bollendo.

Giunta a casa la vecchia strega disse alla figlia: “Dai che bolle, dai che bolle!”

Presero in mano il sacco e lo rovesciarono dentro il paiolo, credendo di buttarci dentro Pierino, ma invece nel paiolo ci cadde dentro tanta terra e l’acqua bollente spruzzò e scottò le due donne.

Il giorno dopo la vecchiaccia, molto arrabbiata, era di nuovo sotto l’albero di pero, dove c’era ancora Pierin Fagiolo. Allora gli ha detto:

“Pierino, mi dai un perino!”

“No, perché sei una brutta vecchia e mi vuoi mettere nel sacco. Non te lo do neanche, ma neanche…”

“Dai dammi un perino, dammi un perino”, e il bimbo si lasciò convincere e disse:

“Dove te lo butto il perino?” “Buttamelo giù nel grembiule!”

“No, che è tutto pisciolento!”

“Allora lo prendo con la camicia!”

“No, che è tutta cagolenta!”

“Dai.. buttalo nel mio fazzoletto!”

“No che è tutto caccolento!”

“Beh, allora… allungamelo!”

Pierino, veramente stupido, allungò giù il perino, ma la strega lo prese per la mano, lo tirò giù e lo mise di nuovo dentro al sacco. Dopo aver chiuso ben bene il sacco, se lo mise sulla schiena e si incamminò verso casa. Ma lungo la strada le venne mal di pancia: se la stava ancora facendo addosso. Per fortuna lì vicino c’erano dei contadini. La vecchia li vide e disse loro:

“Ehi! Zappatori! Mi guardate voi questo sacco che io devo andare a fare i miei bisogni?”

“Va bene, mettetelo lì. Ma andate ben lontano a cagare, perché non vogliamo sentire la puzza”.

La vecchia strega andò lontano e si chinò dietro un albero.

Ma i contadini avevano capito che dentro al sacco c’era ancora Pierin Fagiolo. Lo aprirono subito, liberarono il bambino e questa volta dentro al sacco ci misero un fascio di spine. La vecchia, finito di fare i suoi bisogni, ringraziò gli zappatori, prese il sacco e se lo mise sulle spalle e riprese la strada per andare a casa.

Ma le spine nel sacco le pungevano la schiena e lei allora disse:

“Graffia pure, graffia pure! Non mi graffierai più quando ti avrò mangiato!”

Quando fu vicino a casa, cominciò ad gridare:

“Minghèta metti su il paiolo che ho Pierin Fagiolo! Minghèta metti su il paiolo che ho Pierin Fagiolo!”

La Minghèta, da parte sua, disse tra sè e sè:

“Speriamo proprio che questa volta ce l’abbia davvero Pierin Fagiolo nel sacco.”

Quando la vecchia arrivò in casa, l’acqua nella pentola bolliva già. La Minghèta le disse:

“Corri qui che il paiolo bolle!”

“Stavolta c’è: mi ha graffiato tutta la schiena lungo la strada!” Rovesciarono il sacco dentro al paiolo, ma dentro… c’erano solo le spine.

E così si graffiarono anche le mani per tirarle fuori. Molto arrabbiate, promisero che si sarebbero vendicate.

Infatti il giorno dopo la vecchia strega tornò sotto il pero e Pierin Fagiolo era di nuovo là sopra l’albero.

Gli disse:

“Pierino, mi dai un perino?”

“Proprio no, perché sei quella vecchiaccia cattiva che mi vuol mangiare”.

“Ma dai… dammi un perino che ho fame, dammi un perino!” Alla fine, quello stupido di Pierin Fagiolo si lasciò ancora convincere e chiese alla vecchia:

“Dove te lo getto?”

“Buttamelo nella camicia!” “No, che è tutta cagolenta!”. “Buttamelo nel grembiule!” “No che è tutto pisciolento!”

“Allora te lo prendo col fazzoletto!”

“No che è tutto caccolento!” “Allora allungamelo giù”

“No, perché poi mi prendi e mi metti dentro il sacco”. “No, no che non ti porto via, non ho neanche il sacco”.

Allora lui, credulone, scese dall’albero per allungare il perino alla vecchia, ma lei lo prese per la mano, lo tirò giù e lo mise nel sacco che aveva nascosto sotto la grande sottana. Poi si mise in strada, ma come al solito, le ritornò da cagare.

Lì poco distante c’erano ancora gli zappatori e lei disse: “Contadini, per favore, mi guardate questo sacco che vado a fare i miei bisogni? Faccio presto, faccio presto”.

“Sì, va bene, lasciatelo lì, ma andate lontano che non vogliamo sentire la puzza. Se la sentiremo, apriremo il sacco”. Ma gli zappatori, che avevano capito che dentro al sacco c’era Pierin Fagiolo, aprirono il sacco e lo tirarono fuori. Poi vi misero dentro una cagnolina. Poco dopo tornò la vecchia che prese il sacco ringraziando:

“Grazie del favore, grazie e buongiorno”

E scappò veloce verso casa per andarsi a mangiare Pierin Fagiolo che credeva fosse ancora nel sacco.

Con il sacco sulle spalle si mise a correre, ma la cagnolina, dentro al sacco, graffiava con le unghie per uscire.

“Senti lì come graffia. Graffia pure, ma non graffierai più quando saremo a casa”.

Essendo ormai vicino a casa, cominciò ad urlare:  “Minghèta metti su il paiolo che ho Pierin Fagiolo! Minghèta metti su il paiolo che ho Pierin Fagiolo!”

Questa volta quando aprirono il sacco, la vecchia e la figlia Minghèta fecero molta attenzione che non gli scappasse Pierin Fagiolo e dissero:

“E’ tanto che graffia, quello stupido lì, ma vedrai che adesso… ce lo mangiamo!”.

Aprirono il sacco sul paiolo bollente, ma la cagnolina, molto spaventata ed arrabbiata, fece un balzo fuori e saltò in faccia alla vecchia, portandole via il naso con un morso.

La vecchia allora urlò:

“Cagna cagna tabachèra, porta il naso lì dov’era!

Cagna cagna tabachera, porta il naso lì dov’era!”

Ma la cagnolina riuscì a scappare via.

Il giorno dopo, la vecchia, anche senza naso, non si arrese e tornò sotto il pero e vedendo che c’era Pierin Fagiolo, pensò: “Quel Pierin Fagiolo lì, oggi lo prendo e vado a casa subito, senza mai fermarmi lungo la strada.”

Poi, ad alta voce, disse, rivolto al bambino: “Pierino, mi dai un perino?”

“No, perché siete quella vecchiaccia che mi vuol mangiare”. Ma insistendo un po’: “Dammi un perino, dammi un perino”, quel credulone di Pierin Fagiolo si lasciò convincere ancora un’altra volta.

“Allora, dove ve lo butto?” “Buttamelo nella camicia!” “No, che è tutta pisciolenta!”. “Buttamelo nel grembiule!” “No, che è tutto cagolento!”

“Allora lo prendo con il fazzoletto!” “No, che è tutto caccolento!” “Allungamelo giù”

“No, che mi prendi e mi metti nel sacco” “Ma quale sacco, non vedi che non ce l’ho!

Allora lui si allungò un tantino per dargli il perino, ma la vecchia, rapidissima come sempre, lo prese per le mani e se lo mise dentro un sacco che nascondeva sotto la sottana. Poi corse subito verso casa,senza fermarsi. Quando fu vicino a casa sua, urlò alla Minghèta:

“Minghèta, metti su il paiolo che ho Pierin Fagiolo! Minghèta,

metti su il paiolo che ho Pierin Fagiolo!”

Ma stavolta la Minghèta esclamò:

“Sono tre giorni che mi dice di preparare il paiolo, ma Pierin Fagiolo non c’è mai. Mi sono stancata e non preparo niente.” Ma, quando la vecchia arrivò, videro che nel sacco c’era davvero Pierin Fagiolo. Pensarono allora di chiuderlo in una camera, intanto che l’acqua del paiolo arrivasse a bollire. Poi la vecchia andò al mercato a comprare il pane da mangiare con Pierin Fagiolo. Intanto la Minghèta, la figlia della vecchia strega, andò nella camera dove era rinchiuso Pierin Fagiolo.

Vi entrò per far svestire il bimbo. Infatti nel paiolo ce lo dovevano mettere dentro nudo e non vestito.

Così disse a Pierin Fagiolo: “Togliti i pantaloni”.

Le rispose Pierin Fagiolo: “Se ti togli la tua vestina”. “Togliti il tuo giaccone”

“Se tu ti togli il tuo maglione”. “Togliti la camicia”.

“Se tu ti togli la tua camicia!”

E mentre la figlia si volta per togliersi la camicia, Pierino prese un coltello e uccise la figlia della vecchia strega e la buttò dentro il paiolo con l’acqua bollente.

Poi uscì di corsa dalla casa, prese una scala lunga lunga e con quella salì sul tetto.

Intanto la vecchia, che era tornata a casa dal mercato, vide che nel paiolo bolliva della carne. Pensò che fosse quella di Pierin Fagiolo. La sentì e si accorse che la carne era già ben cotta e anche molto buona. La tirò su, la mise in tavola e poi si mise a mangiare. Era una carne tenera:

“Com’è buono il mio Pierin Fagiolo, mi ha fatto un po’ arrabbiare, ma aveva proprio della carne tenera e buona”. Quando arrivò alla fine del pranzo, Pierin Fagiolo, che era sopra il tetto, cominciò a urlare:

“Cucu’ cucu’, adesso sono quassu’! ”.

“Ma guarda dov’è andato quel birbante….Ahhh! Ha ucciso la Minghèta e io l’ho mangiata!

Adesso ti vengo a prendere. Come hai fatto ad andare sul tetto?”

Allora Pierin Fagiolo rispose:

“Sono salito sulla scala e con un salto ed una capriola sono venuto fin quassù”.

La vecchia, desiderosa di vendicare la figlia morta, prese la scala lunga lunga e salì sul tetto. Ma Pierin Fagiolo spinse la scala e le fece fare un salto e una capriola in aria.

Lei cadde per terra e morì.

Pierin Fagiolo rimase l’unico padrone della grande casa della vecchia strega, dove c’erano galline, anitre, conigli, mucche, maiali e tanta terra con tanti alberi da frutto.

Così, coltivando quella terra e allevando quegli animali, Pierin Fagiolo divenne un ricco contadino.

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