La spiaggia… micidiale!

Nicola si diverte un mondo alla spiaggia, non solo con i suoi amici e con i giochi, ma soprattutto vedendo le disavventure del suo povero papà, cui non ne va dritta una.

In spiaggia, ce la spassiamo. Mi sono fatto un sacco di amici, c’è Biagio e poi Fruttuoso ed Eustachio; che stupido quello lì! E poi Irino,

Fabrizio, Cosimo e poi Ivo, che non è in vacanza perché è del posto e giochiamo assieme, facciamo baruffa, non ci parliamo più… che forza!

  • Va’ a giocare da bravo con i tuoi amichetti – mi ha detto il papà stamattina – io vado a riposare e a prendere il

E poi ha cominciato a mettersi dell’olio dappertutto e gongolava1 mentre diceva: – Ah! quando penso ai colleghi che sono rimasti in ufficio!

Noi abbiamo incominciato a giocare con il pallone di Irino.

  • Andate a giocare più in là – ha detto il papà, che aveva finito di mettersi l’olio, e bam! il pallone gli è cascato proprio in Questo non gli è piaciuto, al papà. Si è arrabbiato forte e ha dato una gran pedata al pallone, che è andato a finire in acqua, molto lontano. Una bomba bestiale.
  • Così la capirete, insomma – ha detto il papà. Irino è corso via ed è tornato col suo papà. È proprio grande e grosso il papà di Irino e non aveva affatto l’aria
  • È lui! – ha detto Irino mostrando il mio papà col
  • È lei – ha chiesto il papà di Irino al mio papà – che ha buttato in acqua il pallone del piccolo?
  • Beh sì – ha risposto il mio papà al papà di Irino – ma quel pallone l’avevo preso in
  • I bambini vanno in spiaggia per sfogarsi – ha replicato il papà di Irino. – Se non le va, stia a casa Intanto, questo pallone, bisogna andarlo a prendere.
  • Non farci caso – ha detto la mamma al papà. Ma il papà ha preferito farci
  • Va bene, va bene, vado a prenderlo, questo famoso
  • Sì – ha detto il papà di Irino – anch’io, al suo posto, ci

Al papà, ce n’è voluto del tempo per andarlo a prendere, il pallone: il vento lo aveva spinto lontano. Sembrava stanco, il papà, quando ha ridato il pallone a Irino e ci ha detto: – Sentite, bambini, voglio riposare tranquillo. Allora, invece di giocare a pallone, perché non giocate a qualche altra cosa?

  • Beh, a che cosa per esempio, eh, senta? – ha chiesto Che stupido quello lì!
    • Non lo so, io – ha risposto il papà – fate dei buchi, è divertente fare buchi nella sabbia.

    Noi abbiamo trovato l’idea formidabile e abbiamo preso le palette, mentre il papà ha voluto ricominciare a mettersi l’olio, ma non ce l’ha fatta, perché non c’era più olio nella bottiglia.

    • Vado a comperarlo al negozio, in fondo al lungomare – ha detto il papà e la mamma gli ha chiesto perché non se ne stava un po’

    Abbiamo incominciato a fare un buco. Un buco da matti, grosso e profondo come non so che. Quando il papà è tornato con la bottiglia dell’olio, l’ho chiamato e gli ho detto: – Hai visto il nostro buco, papà?

    • È molto carino, tesoro – ha detto il papà e ha provato a stappare la bottiglia dell’olio coi E poi, è venuto un signore con un berretto bianco e ci ha chiesto chi ci aveva dato il permesso di fare quel buco sulla sua spiaggia.
    • È lui, signore! – hanno detto tutti i miei amici mostrando il papà. Io ero molto fiero, perché credevo che il signore del berretto si sarebbe congratulato con il papà. Ma il signore non sembrava con-
    • Non è per caso impazzito, no, a dare di quelle idee ai bambini? – ha chiesto il

    Il papà, che stava ancora stappando la bottiglia dell’olio, ha ribattuto: – E beh?

    Allora, il signore del berretto si è messo a gridare che era incredibile come la gente fosse incosciente, che ci si poteva rompere una gamba cadendo nel buco e che con l’alta marea la gente che non sapeva nuotare avrebbe perduto l’equilibrio e sarebbe affogata nel buco e che la sabbia poteva crollare e che uno di noi rischiava di restarci nel buco e che poteva succedere un sacco di cose terribili nel buco e che bisognava assolutamente richiudere il buco.

    • Va bene – ha detto il papà. – Bambini, chiudete il
    • Un buco – ha osservato Cosimo – è divertente da fare, ma è noioso da
    • Dai, andiamo a fare il bagno! – ha aggiunto E sono corsi via tutti. Io sono rimasto, perché ho visto che il papà sembrava avere dei guai.
    • Bambini! Bambini! – ha urlato il papà, ma il signore del berretto ha detto: – Lasci stare i bambini e mi chiuda quel buco; e subito! E se ne è andato

    Il papà ha fatto un grosso sospiro e mi ha aiutato a chiudere il buco. Siccome avevamo solo una paletta piccola, c’è voluto un sacco di tempo e avevamo appena finito quando la mamma ha detto che era ora di tornare in albergo per mangiare e che bisognava sbrigarsi, perché, quando arrivi in ritardo, non ti servono mica, in albergo.

    • Tira su la tua roba, la paletta, il secchiello e vieni – mi ha detto la Io ho preso la mia roba, ma non ho trovato il secchiello.
    • Fa niente, torniamo indietro – ha detto il papà. Ma io mi sono messo a

    Un secchiello pazzesco, giallo e rosso, che faceva delle formine fortissime.

    • Calma – ha soggiunto il papà – dove l’hai messo, quel secchiello? Ho risposto che forse era in fondo al buco, quello che avevamo appena Il papà mi ha guardato come se volesse darmi una sculacciata, allora ho pianto ancora più forte e il papà mi ha detto che, insomma, avrebbe tirato fuori quel secchiello, ma che non dovevo più rompergli le orecchie. Il mio papà è il più caro di tutti i papà! Siccome avevamo sempre solo una paletta per noi due, non ho potuto aiutare papà e lo lasciavo fare; a questo punto abbiamo sentito un vocione dietro di noi: – Mi prende in giro?

    Il papà ha fatto un grido, ci siamo voltati e abbiamo visto il signore del berretto bianco.

    – Se ricordo bene, le avevo proibito di fare buchi – ha detto il signore. Il papà gli ha spiegato che stava cercando il mio secchiello. Allora, il signore gli ha detto d’accordo, ma

    a condizione che lo richiudesse di nuovo. Ed è rimasto là sul posto per sorvegliare il papà.

    – Senti – ha detto la mamma al papà – vado in albergo con Nicola. Ci raggiungerai appena avrai ritrovato il secchiello.

    E ce ne siamo andati. Il papà è arrivato in albergo tardissimo, era stanco morto, non aveva fame, è andato subito a dormire. Il secchiello non l’aveva trovato, ma non fa niente, perché mi sono accorto che l’avevo lasciato in camera. Nel pomeriggio, hanno chiamato un dottore per via delle scottature del papà. Il dottore ha detto al papà che doveva rimanere a letto per due giorni.

    • Roba da matti stare al sole così – lo ha rimproverato il dottore – senza mettere dell’olio.

    – Ah! – sospirava il papà – quando penso ai colleghi rimasti in ufficio!

    Ma non se la spassava mica, dicendo così.

    Adatt. da J.J. Sempé-R. Goscinny, Le vacanze di Nicola, Einaudi Ragazzi

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