La parabola della pecorella smarrita

Ogni sera il Pastore contava tutte le sue pecore, per essere sicuro che fossero tutte al sicuro. Ma una notte…

“Oh no! Ne manca una! Ma dove sarà andata a cacciarsi?” Si guarda intorno ed inizia ad essere preoccupato.

“La mia cara pecorella… Dove sarà?”. Si sente così triste e addolorato. Ha una gran voglia di piangere.

Poi, anche se è ormai buio, decide di andare a cercarla. Mette al sicuro le altre pecore e inizia a correre di qua e di là per tutta la notte, chiamandola e guardando ovunque.

“Ma dove ti sei cacciata piccola mia?”. Il Pastore è sempre più preoccupato, poi… “Bee” gli risponde la pecora. Guarda di qua, guarda di là… “Eccoti finalmente!”; la pecorella impaurita e infreddolita lo guarda e gli sorride: era rimasta impigliata in un cespuglio di spine, ma ora è arrivato il suo Buon Pastore e si sente più tranquilla.

“Povera la mia piccolina. Tranquilla, non avere più paura: adesso ci sono io. Andiamo, torniamo a casa”. Delicatamente il Pastore la libera e se la mette sulle spalle, incamminandosi verso casa, felice e con il cuore più tranquillo.

Rientrato nell’ovile, le altre pecore gli corrono incontro e, dopo aver visto che la loro compagna era con lui, si rasserenano e riabbracciano la loro amica.

“Che gioia! E’ di nuovo a casa sana e salva!”. Il Pastore è felice e chiama tutti i suoi amici “Venite qui con me, facciamo festa perché ho ritrovato la mia amata pecorella!”. Tutti riuniti in casa sua, iniziano a festeggiare, mangiando e brindando in allegria.

***

Ognuno di noi può commettere degli errori e quando lo fa si allontana dalla strada giusta e da Gesù, il nostro Pastore, proprio come ha fatto la pecorella del nostro racconto. Gesù, pur di riportare tutti i peccatori in salvo dal nostro Padre celeste, ha dato la sua stessa vita; proprio come fa il Pastore della storia: parte di notte, al buio, sapendo di poter incontrare delle bestie feroci che potrebbero sbranarlo, ma non ha paura, sarebbe disposto a tutto pur di ritrovare la sua adorata pecora.

Il Signore vuole bene ad ognuno di noi, anche quando non siamo buoni, e viene sempre a cercarci: sta a noi rispondergli come ha fatto la pecora chiamandolo perché la aiutasse.

Lui ci cerca e se vogliamo essere trovati, ci libera delicatamente da quel cespuglio dei nostri errori che ci tiene imprigionati, e con infinito amore ci prende in braccio e ci riporta a casa, perché Lui ci vuole accanto a sé.

Dio è un Padre buono che ci aspetta sempre con la porta aperta. Come il Pastore gioisce e fa festa per quell’unica pecora perduta e poi ritrovata, così anche Dio si rallegra anche per un solo uomo che si dispiace per gli errori commessi e decide di ritornare da Lui.

È un Padre che ha già perdonato e che aspetta solo di ricominciare tutto da capo, proprio come il Padre Misericordioso che ha perdonato il figlio ancora prima che lui gli chiedesse scusa per averlo abbandonato e fatto soffrire. Anche questo Padre ama suo figlio e anche Lui, come il nostro caro Pastore, gioisce e fa una grande festa per aver riabbracciato quel figlio che credeva ormai morto e che invece è tornato a casa.

 

 

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