Una viola al polo nord

Fiaba di Gianni Rodari riadattata per i bambini delle elementari ed ispirata al Natale. A fine testo c’è anche il video di Federico Gagliardi.

Personaggi:

  • Nonna
  • 3 bambini (2 maschi e 1 femmina)
  • Violetta
  • Orso bianco
  • Orsa bianca
  • Orsetto
  • Foca
  • Tricheco
  • Lupo
  • Volpe bianca
  • Gabbiano

Scena: è la notte di Natale e la nonna è seduta in poltrona davanti al camino.

Ai suoi piedi, su un tappeto, ci sono tre bambini (magari con cuscini e coperte) che la ascoltano raccontare delle storie. La nonna e i bambini sono sul lato sinistro del palco, in fondo.

Nonna: … e così Cenerentola diventò principessa, e tutti vissero per sempre felici e contenti.

Bambino1: Che bella!

Bambina: Anch’io voglio essere come Cenerentola!
Bambino2: Raccontacene un’altra, nonna!

Nonna: Ne conosco una molto bella… e questa è proprio la notte giusta per raccontarla.

Bambino1: Perché? E’ una storia di Natale?

Nonna: Sì, è una storia di Natale, ed è anche una storia vera.

Bambina: Zitti tutti! Ascoltiamo la nonna!

Nonna: (da qui in poi può leggere su un libro, così non c’è bisogno di imparare tutte le battute!) Allora, c’era una volta una famiglia di orsi bianchi che viveva al Polo Nord…

Entra la viola che va a mettersi al centro del palco. Entrano anche i 3 orsi bianchi.

Nonna: Una mattina, l’orso bianco fiutò nell’aria un odore insolito e lo fece notare a sua moglie.

Orso bianco: Per caso è arrivata qualche spedizione?

Orsa bianca: Non mi pare!

L’orsetto nota la viola e le si avvicina.

Orsetto: Mamma! Papà! Che cos’è questa?

Nonna: Era una piccola violetta mammola e tremava di freddo, ma continuava coraggiosamente a profumare l’aria, perché quello era il suo dovere.

Orso bianco: Secondo me non è un pesce.

Orsa bianca: Sicuramente no! E non è nemmeno un uccello.

Orsetto: Eh no! Che cosa sarà?

Nonna: La notizia si sparse per tutto il Polo Nord. Un piccolo, strano essere profumato, di colore violetto, era apparso nel deserto di ghiaccio.

A vedere la viola vennero foche e trichechi, vennero dalla Siberia le renne, dall’America i buoi muschiati, e più di lontano ancora volpi bianche, lupi e gazze marine. Tutti ammiravano il fiore sconosciuto, il suo stelo tremante, tutti aspiravano il suo profumo, ma ne restava sempre abbastanza per quelli che arrivavano ultimi ad annusare, ne restava sempre come prima.

Entrano la foca, il tricheco, il lupo e la volpe bianca. Girano intorno alla viola e la studiano, curiosi.

Foca: E’ profumatissima!

Tricheco: Forse ha una boccetta di profumo nascosta sotto il ghiaccio!

Lupo: Di sicuro nasconde qualcosa!

Arriva il Gabbiano.

Gabbiano: Sono andato al Sud a chiedere! Mi hanno detto che questa è una viola!

Volpe bianca: Ne sappiamo quanto prima. Come è arrivata qui? Che cosa vuole da noi?

Orsa bianca: Non capisco proprio. E’ una faccenda molto misteriosa!

Orso bianco: Mah! Andiamo a mangiare, su! Chi viene con me?

Tutti: Io!

Tutti i personaggi escono, lasciando sola la viola.

Nonna: Quella notte corse per tutto il Polo Nord un pauroso scricchiolio. I ghiacci eterni tremavano come vetri e in più punti si spaccarono. La violetta mandò un profumo più intenso, come se avesse deciso di sciogliere in una sola volta l’immenso deserto gelato, per trasformarlo in un mare azzurro e caldo, o in un prato di velluto verde.

Mentre la nonna parla, la violetta allarga le braccia e gira su sé stessa lentamente.

Nonna: Lo sforzo la esaurì. All’alba la videro appassire, piegarsi sul suo stelo, perdere il colore e la vita.

La violetta fa un gesto di stanchezza (tipo tergersi il sudore dalla fronte) e si rannicchia per terra tenendosi le ginocchia con le braccia.Nonna: Tradotto nelle nostre parole e nella nostra lingua il suo ultimo pensiero dev’essere stato pressappoco questo…

Violetta: Ecco, io muoio… Ma bisognava che qualcuno cominciasse… Un giorno le viole arriveranno qui a milioni. I ghiacci si scioglieranno, e qui ci saranno isole, case e bambini.

La violetta si stende per terra sul fianco con le mani sotto la testa e si addormenta.

Bambina: Nonna, chi era quella violetta?

Nonna: Quella violetta era un piccolo fiore che ha avuto il coraggio di nascere e poi di morire per rendere il mondo un posto più bello.

Bambino1: Proprio come il bambino Gesù, nonna?

Nonna: Bravissimo, proprio come il bambino Gesù.

Bambino: Il mondo è diventato più bello questa notte, non sembra anche a te, nonna?

Bambina: Deve essere perché il bambino Gesù è nato.

Nonna: Avete ragione! Ma è ancora molto piccolo e ha bisogno di riposare… lasciamolo dormire.

I bambini si stendono sul tappeto e si addormentano. La nonna si mette a lavorare ai ferri. Parte una musica in sottofondo (una musica natalizia, decidi tu!).

Di Gianni Rodari (qui il libro)

Riadattata e messa in scena da Claudia di Cresce

Fonte

Ascolta la fiaba letta da Federico

Check Also

Il bravo e il cattivo fratello

Un famoso proverbio ci ricorda che “l’apparenza inganna”. Questo è il significato profondo della favola: …