Il viaggio che accese il cuore

Il viaggio che accese il cuore

Cari catechisti e genitori,

questo racconto è pensato per aiutare i bambini (dai 6 ai 10 anni) ad entrare nel cuore del Vangelo di Luca 24,13-35, letto la terza domenica di Pasqua (anno A). I due discepoli di Emmaus rappresentano tutti noi: a volte tristi, delusi, senza speranza. Ma Gesù si avvicina, spiega le Scritture e si fa riconoscere nello spezzare il pane.

Lasciate che i bambini ascoltino la storia con calma. Potete farla leggere da un adulto o da un bambino che legge bene. Dopo il racconto, fermatevi sul dettaglio del “cuore che brucia”: è l’esperienza della gioia cristiana. Chiedete: “Quando ti sei sentito così?”. Infine, se possibile, portateli a guardare un’ostensione o un tabernacolo, spiegando che Gesù è lì, come a Emmaus.

Buon cammino pasquale!

***

C’era una volta, in un piccolo villaggio chiamato Emmaus, due amici che si chiamavano Cléo e Lùca. Quel giorno erano molto tristi. Erano appena scappati da una grande città, Gerusalemme, dove avevano visto cose brutte. Il loro maestro speciale, un uomo di nome Gesù che faceva miracoli e parlava d’amore, era stato messo in croce. Loro pensavano che fosse finita. Che tutto fosse perduto.

Camminavano lentamente sulla strada polverosa, con il sole che picchiava forte. Le loro spalle erano curve, gli occhi bassi. Non parlavano quasi mai. Solo ogni tanto qualcuno sospirava: «Era così buono… pensavamo che fosse lui a liberarci».

A un certo punto, un viandante si avvicinò. Non lo avevano notato subito. Era un uomo con un mantello semplice e un passo leggero. Fece un sorriso gentile e chiese: «Perché siete così tristi? Di cosa state parlando?»

Cléo e Lùca si fermarono, sorpresi. «Ma lei è l’unico straniero a Gerusalemme che non sa quello che è successo?» disse Cléo. E raccontarono tutto: dell’arresto, della croce, del sepolcro vuoto. «E poi stamattina alcune donne hanno detto di aver visto degli angeli… ma noi non abbiamo capito niente».

L’uomo allora cominciò a parlare. E che parlare! Spiegò tutte le storie antiche della Bibbia, quelle dei profeti, e disse che il Messia doveva proprio soffrire per entrare nella gloria. Mentre parlava, Cléo e Lùca sentivano qualcosa di strano dentro di loro: il cuore diventava caldo, come quando accendi un falò in una notte fredda. Non capivano perché, ma quelle parole davano pace.

Arrivarono a Emmaus. Il sole stava tramontando. L’uomo fece finta di andare avanti, ma Cléo e Lùca lo pregarono: «Resta con noi, si fa sera». L’uomo accettò.

Mangiarono insieme. L’uomo prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. In quel momento, i loro occhi si aprirono! Riconobbero che quell’uomo era proprio Gesù! Ma lui… sparì. Scomparve nel nulla, come un soffio.

Cléo e Lùca si guardarono, sbalorditi, e poi scoppiarono a ridere e piangere insieme. «Ma certo! Era lui! Sentivi come bruciava il cuore quando ci parlava per strada?»

Non pensarono un secondo. Si alzarono da tavola, uscirono di corsa nella notte, con le torce accese, e tornarono indietro a Gerusalemme. Corsero, corsero fino a perdere il fiato. Trovarono gli altri amici e gridarono: «È vero! Il Signore è risorto! Lo abbiamo visto nello spezzare il pane!»

E da quel giorno, Cléo e Lùca non furono più tristi. Ogni volta che ascoltavano le parole di Gesù e spezzavano il pane insieme, il loro cuore bruciava d’amore. Perché Gesù, anche se non si vede, cammina sempre accanto a noi.

Breve commento per bambini

Cari bambini, questo racconto ci insegna una cosa bellissima. A volte siamo tristi o abbiamo paura, come Cléo e Lùca. Ma Gesù è sempre con noi, anche se non lo vediamo. Quando ascoltiamo la sua Parola (le letture della Messa) e riceviamo l’Eucaristia (il pane spezzato), il nostro cuore diventa caldo e pieno di gioia. Gesù vuole camminare con te ogni giorno. Basta invitarlo: “Resta con noi”.

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