Il Mistero della porta sconosciuta

Carissimi,

questo racconto è pensato per accompagnare i bambini (dai 5 ai 10 anni) al Vangelo della V Domenica di Pasqua – Anno A (Gv 10,22-30). Il brano parla di Gesù come del Buon Pastore che conosce le sue pecore e le tiene nella sua mano, e le pecore che “ascoltano la sua voce”.

Prima di leggere, create un clima sereno. Accendete una piccola candela davanti a un’immagine di Gesù Buon Pastore. Dopo la lettura, fermatevi qualche minuto in silenzio, poi chiedete ai bambini: “Secondo te, come fa il Pastore a chiamare Samuele per nome? E tu, quando hai sentito nel cuore la voce di Gesù che ti diceva di fare una cosa buona?”

Lasciate che i bambini esprimano le loro esperienze. Non servono risposte giuste, ma cuori aperti. Il commento finale vi aiuterà a fissare insieme il messaggio essenziale: siamo amati per sempre e possiamo riconoscere Gesù dalla voce dell’amore.

Buona lettura e buon cammino pasquale!

***

C’era una volta, in un piccolo villaggio circondato da colline verdeggianti, un bambino di nome Samuele. Samuele aveva una grande curiosità: voleva capire cosa significasse essere pecorelle del buon pastore. Ogni domenica a catechismo sentiva parlare di Gesù che protegge le sue pecore, ma dentro di sé aveva ancora delle domande.

Un pomeriggio di primavera, mentre giocava vicino al vecchio uliveto, notò qualcosa che non aveva mai visto prima: una porticina di legno nascosta tra le radici di un albero enorme. Sulla porta c’era scritto: “Per chi ascolta la mia voce”.

Samuele si avvicinò, esitante. Piano piano, la porta si aprì da sola. Dietro non c’era un muro, ma un prato luminoso. Al centro del prato c’era un uomo con un bastone da pastore e un mantello bianco. Aveva un sorriso caldo come il sole.

“Non aver paura, Samuele,” disse l’uomo. “Io sono il Buon Pastore. Tu mi hai cercato, e io ti ho chiamato per nome.”

“Ma io non ti vedo mai!” rispose Samuele. “Come faccio a sapere se sono davvero una tua pecora?”

Il Pastore si inginocchiò per essere alla sua altezza. “Le mie pecore ascoltano la mia voce. Non è una voce che si sente con le orecchie, ma una voce che si sente con il cuore. È la voce che ti dice: ‘Perdona’, anche quando è difficile. È la voce che ti dice: ‘Aiuta’, anche quando nessuno ti vede. È la voce che ti dice: ‘Vieni a me’, quando sei triste.”

Samuele rifletté. “Ricordo che una volta ho condiviso la merenda con un bambino che nessuno voleva vicino. In quel momento mi sentivo… felice dentro.”

Il Pastore sorrise. “Ecco, quella era la mia voce. Tu mi hai ascoltato. E io ti conosco, Samuele. So quando ti alzi, quando giochi, quando piangi. Ti tengo nella mia mano, e nessuno ti porterà via da me.”

“E gli altri?” chiese Samuele. “Quelli che non ti ascoltano?”

Il Pastore si alzò e indicò il prato. In lontananza c’erano tante altre porte. “Anche loro possono ascoltare. Io sono la porta. Chi entra attraverso di me, cioè chi cerca di vivere come insegno io, sarà al sicuro. Avrà la vita vera, una vita piena di gioia, anche quando ci sono problemi.”

Samuele si sentì improvvisamente leggero. “Allora io sono tuo! Per sempre?”

“Per sempre,” rispose il Pastore. “Io e il Padre mio siamo una cosa sola. E tutto il nostro amore è per te.”

In quel momento la luce divenne più intensa. Samuele chiuse gli occhi un istante, e quando li riaprì, si trovava di nuovo sotto l’ulivo. La porticina era scomparsa, ma dentro di lui c’era una certezza nuova: lui era una pecorella del buon pastore.

Da quel giorno, quando qualcuno gli chiedeva: “Tu di chi sei?”, Samuele rispondeva sorridendo: “Io sono di Gesù. E la sua voce la riconosco: è quella che mi fa amare.”

Breve commento per bambini

Caro bambino, questo racconto ti parla di una bellissima notizia: Gesù è come un pastore buono, e tu puoi essere una sua pecorella. Ma cosa vuol dire? Vuol dire che Lui ti conosce per nome, sa tutto di te e ti vuole bene per sempre. Tu lo riconosci perché dentro di te senti una voce piccola e buona che ti spinge a fare cose belle: condividere, aiutare, perdonare. Quella è la voce di Gesù. E quando l’ascolti, sei al sicuro, come una pecora accanto al suo pastore. Nessuno può portarti via dal suo amore. Non importa se a volte sbagli: Lui ti aspetta sempre. Basta che tu gli dica: “Gesù, voglio stare con te”.

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