Fiocco e le uova di Pasqua

– Da grande non voglio essere un coniglio… – dice Fiocco – perché i conigli sono tutti uguali e io, invece, voglio essere diverso.
– Ogni coniglio è diverso dagli altri – gli spiega la mamma – il leprotto dei campi è bruno, il coniglio di Pasqua, poi, è davvero unico!
– Il coniglio di Pasqua? – Fiocco rizza le orecchie.
– È un tipo tutto speciale: è forte, coraggioso e, a Pasqua, porta le uova ai bravi coniglietti.
– Fantastico! Anch’io voglio diventare come lui! – esclama Fiocco, filando via.
– Per prima cosa devo diventare coraggioso – pensa Fiocco mentre corre nel bosco, dritto in cerca di guai.

Nel cavo di un albero sonnecchia una volpe. Sembra così pacifica… ma, all’improvviso, balza in avanti per
acchiapparlo. Fiocco sfreccia tra l’erba alta e si nasconde.
A un tratto, vede davanti a sé un coniglio bruno.

– Sei tu il coniglio di Pasqua? – gli chiede timidamente.
– No, no, io sono un leprotto. E tu chi sei?

L’amicizia è presto fatta e, quando sente il progetto di Fiocco, il leprotto è entusiasta:

– Voglio fare anch’io il coniglio di Pasqua! – esclama.

Nel pollaio della fattoria, si fermano a chiacchierare con una gallina che regala loro due uova.

– Andiamo a casa mia – propone Fiocco. – La mia mamma ci aiuterà a dipingerle.

Ma poco prima di arrivare alla tana, i due inciampano e, oplà, fanno una bella frittata.
Che peccato!
Arrivano a casa tristi e mogi, ma si consolano in fretta perché il coniglio di Pasqua è passato di lì e ha lasciato per loro un bellissimo uovo di cioccolato.

– Evviva, evviva! – gridano i due amici sorpresi e felici.

E infine, stanchi di tante corse, si addormentano sognando il loro eroe, il fantastico coniglio di Pasqua.

Rid. e adatt. da Pfister Marcus e Siegenthaler Katrin, “Fiocco e le uova di Pasqua”, Ed. Nord-Sud
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