LABORATORIO – Isetta la nuvoletta

Laboratori didattici con Balò e i suoi amici

Con i “laboratori in 5C” (Comprensione – Curiosità – Capacità – Creatività – Conoscenza) tu insegnante, operatore, libraio, animatore avrai un sussidio in più per lavorare con i bambini stimolando la lettura, la creatività e un’esperienza emotiva.
Buon lavoro!

Il laboratorio si svolge in cinque fasi: Comprensione, Curiosità, Capacità, Creatività, Conoscenza. Può essere svolto interamente in più giorni oppure, in forma ridotta, scegliendo solo alcune delle attività, anche in base alla fascia di età coinvolta.

COMINCIAMO

Il docente si presenta ai bambini con un palloncino arancione gonfiato ad elio sul quale avrà dipinto occhi e bocca.

Spiega ai bambini che è Balò, un palloncino che vola libero nel cielo e che è arrivato da loro per raccontare una storia: la storia di Isetta la nuvoletta.

COMPRENSIONE

Il docente legge la storia ai bambini, mostrando le immagini (dal libro oppure proiettate). Se i bambini sanno leggere ed hanno il libro possono seguire la lettura, devono però essere invitati anche ad osservare le immagini mettendone in evidenza alcune, in particolare le

forme delle nuvole (pp. 8-9), Isetta grigia e dispettosa (pag. 12) da confrontare con Isetta bianca e sorridente (pag. 30), le reazioni delle nuvole (pag. 10 e pag. 19), Isetta sola (pag. 18) e Balò a forma di cuore (pag. 30). Durante la lettura il docente si ferma alle “parole colorate” per spiegarne il significato, presentando il “vocabolario delle parole difficili”.

Dopo la lettura il docente, in accordo con un’altra persona, fa “disturbare” l’incontro. L’ospite chiede di ascoltare la storia e il docente, dopo aver proposto ai bambini di raccontarla, li guida nella narrazione dando i seguenti suggerimenti sotto forma di domande:

  • C’era una volta una…?
  • Che cosa ..?
  • Ad esempio un giorno .. e un altro giorno … e un altro giorno ancora…?
  • Le altre nuvole del cielo che pensavano di ..?
  • Ma quando Isetta si comportava così era felice?
  • Un giorno, però…?
  • E allora Isetta diventò…?
  • Chi ha conosciuto questa ..?
  • Come è diventato alla fine Balò…?
  • E perché …?

CURIOSITÀ

Il docente rivela una curiosità ai bambini: «Sapete perché Isetta si chiama così? Perché la scrittrice del libro, Laura Carusino, ad una mostra di automobili antiche vide un’auto tutta bianca che somigliava ad una nuvola. Quell’auto si chiamava Isotta. L’autrice, allora, cambiando una lettera a quel nome, ha chiamato la sua nuvoletta Isetta».

Il docente mostra ai bambini le nuvole delle pag. 8-9 e li invita ad inventare un nome per loro, in base alle forme: potranno dare un nome di fantasia, il nome della forma cambiando una lettera, oppure un nome di fantasia ma utilizzando alcune lettere fornite dal docente.

Esempio: la nuvola a forma di ghiacciolo può chiamarsi Gogò (fantasia), Ghiocciolo (cambiando una lettera a/o), Cra (utilizzando le lettere sorteggiate c, r, a).

CAPACITÀ

Il docente mostra le immagini di Isetta grigia e dispettosa (pag. 12) e di Isetta bianca e sorridente (pag. 30).

Dopo aver distribuito un cartoncino grigio, invita i bambini a disegnare una nuvola con una forma insolita per una nuvola, proprio come quelle delle illus trazioni, e a darle un nome. Il docente si occupa di tagliare le nuvolette, mentre ogni bambino pensa ad un nome per la propria nuvola e ad un dispetto che solitamente fa. Una volta terminata la fase di ritaglio, il docente consegna ai bambini un cartonino bianco. I bambini ricopiano sul cartoncino bianco la figura grigia, creando così un doppione. Mentre il docente ritaglia nuovamente le nuvole bianche, i bambini pensano ad un’azione, a qualcosa di bello che sia il contrario del dispetto descritto prima.

Al termine il docente incolla le due nuvolette facendole diventare, così, un’unica nuvola: da un lato dispettosa, dall’altro lato non dispettosa. Le nuvolette possono essere legate con fili ad un grande cartoncino azzurro che rappresenta il cielo.

Dopo questa prima fase di lavoro individuale, tutti i bambini insieme realizzano in gruppo un’unica nuvola (la nuvola di tutti), con un nome, un atteggiamento sbagliato e uno corretto. Nella scelta di questi elementi il docente fa da moderatore accogliendo le singole proposte e poi facendo votare i bambini democraticamente per scegliere gli elementi definitivi.

La “doppia nuvoletta” che nasce dal lavoro di gruppo viene, al termine del laboratorio, legata al palloncino arancione gonfiato ad elio.

CREATIVITÀ

Una volta realizzata la nuvola di tutti il docente chiede ai bambini:

«Bambini, ma questa nostra nuova nuvola ce l’ha una storia? Perché non la inventiamo noi?». Dopodiché guida i bambini nell’ideazione di una storia della nuova nuvoletta, in base al seguente schema narrativo:

  • esordio (C’era una volta… chi… e cosa ..)
  • complicazione (ma un bel giorno accadde ..)
  • peripezie (e allora… lei che fece?)
  • punto culminante (poi successe una cosa .. che fece cambiare la protagonista)
  • scioglimento (quindi ..)
  • Conclusione (e alla fine…)

La nuova storia è conclusa.

CONOSCENZA

Questa fase consta di tre parti: conoscenza di sentimenti e comportamenti, conoscenze linguistiche, conoscenze scientifiche o della realtà.

Dopo aver mostrato ai bambini le seguenti immagini:

  • le reazioni delle nuvole (pag. 10 e 19)
  • Isetta sola (pag. 18)
  • Balò a forma di cuore (pag. 30)

il docente spiega che tutti commettiamo gesti belli o meno belli nei confronti degli altri, quindi siamo tutti un po’ Isetta. Tuttavia, a volte, alcuni bambini sono un po’ più dispettosi degli altri. Ma lasciarli soli, così come le nuvole hanno fatto con Isetta, non è giusto. Dobbiamo avvicinarci a loro e coinvolgerli, pian piano, facendoli sentire nostri amici e aiutandoli a scoprire il loro lato gentile o a canalizzare l’eccessivo entusiasmo di alcuni.

Approfittando del “vocabolario delle parole difficili” il docente può spiegare ai bambini cos’è un vocabolario e fare con loro un gioco: i bambini dicono una parola di cui non conoscono il significato e il docente la cerca, mostra la parola e ne spiega il significato in modo semplice.

Infine, il docente può spiegare ai bambini come realmente sono le nuvole, di cosa sono fatte e come nascono.

CONCLUDIAMO

Per concludere il laboratorio, il docente, insieme ai bambini, lascia volare nel cielo il palloncino gonfiato ad elio (a cui è legata la nuvoletta dei bambini) dicendo che Balò andrà a conoscere altre storie e ad incontrare altri bambini. Ma non è un addio, bensì un arrivederci, perché Balò potrebbe tornare a scuola per raccontare una nuova avventura.

Scarica la scheda del laboratorio in PDF

Isetta la nuvoletta. Ediz. illustrata
(acquista a 7,65€)

Laura Carusino – Paoline
Temi: bullismo, amicizia, pregiudizi

Come ci sente a essere esclusi sempre da tutti? Cosa succede quando la solitudine ti rende invisibile? Come reagisce un cuore ferito? Isetta, la nuvoletta protagonista della storia, sceglie di farsi notare attraverso i dispetti. Ogni qual volta vede qualcosa di bello o qualcuno felice riesce sempre a trovare il modo di guastare le feste e distruggere l’allegria. Crede di non piacere a nessuno e pensa che divertirsi rovinando le cose e indispettendo gli altri sia l’unico modo per essere presa in seria considerazione. Eppure un giorno qualcosa cambia. Grazie a Davide e ai suoi amici, Isetta scoprirà che stare insieme è più bello. Giocare invece di distruggere rende tutti felici. E questa sarà una bella lezione anche per le sorelle nuvole che, fino a quel momento avevano solo saputo giudicarla.
Età di lettura: da 5 anni.

Che ne dici di leggere anche... :-)

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