La “i”

La lettera “i” è giocherellona
e qualche volta anche birbona,
da una parola fugge per niente
in altre vi entra furtivamente.

Ad una signora s’infilò in una scarpa,
lei al piede trovò avvolta una sciarpa.
Ad un muratore entrò nel piccone
così in mano si ritrovò un bel piccione.

In una borsa s’insinuò nelle mele
in essa rimase soltanto del miele.
Ad un falegname fuggi dalla pialla
lui nella bottega si trovò una palla.

La lettera “i” è giocherellona
mai sta ferma su una poltrona,
un dì facendo una giravolta
si ritrovò dritta ma capovolta.

Si ottenne un segno assai importante,
sicuro, giovanile ed un po’ esuberante,
con esso si poteva manifestar meraviglia
nel vedere un gatto in una bottiglia.

La lettera “i” è giocherellona
vorrebbe fare la gran maratona,
un dì si allenò un’intera giornata
ed a sera si trovò tutta incurvata.

Si ottenne un segno molto importante
riflessivo, problematico e pure elegante,
con esso poteva domande il curioso
in quale posizione stanno i pesci a riposo.

Vola e viola, giallo e gallo, bianco e banco
di raccontare le storielle ora sono stanco.
Punto di domanda o d’esclamazione
cerca tu alla “i” una nuova posizione.

A cura di Fiorenzo Gori

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