Da un grano di fava a…

C’era una volta una povera donna che viveva con suo figlio e la sola ricchezza che aveva: la miseria. Un giorno il figlio decide di partire a cercar fortuna e chiede alla madre qualcosa per il viaggio. «Cosa vuoi che ti dia» gli rispose la povera donna, «ho solo un grano di fava -to’- prendilo.»

Il ragazzo parte col grano di fava in mano. Cammina, cammina e cammina a sera arriva in una locanda, qui chiede ospitalità per la notte, per sé e la sua compagnia.

«Quale compagnia se non vedo nessuno» risponde l’oste.
«Padrone ho un grano di fava, dove posso metterlo?»
«Mettilo dove vuoi, chi vuoi che te lo tocchi?» ribatte l’oste ridendo.

Il mattino seguente il ragazzo chiede all’oste di dargli il grano di fava che aveva messo sul tavolo. «Vuoi vedere che il gallo lo ha mangiato» risponde l’oste tra il sorpreso e il divertito.

«Se è così» ribatte il ragazzo «allora mi devi dare il gallo per ripagarmi! »

L’oste, da principio non ne vuol sapere, ma poi, riconosciuto che effettivamente il suo gallo aveva fatto un torto al giovane, gli da il gallo come risarcimento. Il ragazzo parte col gallo che aveva mangiato il grano di fava. Cammina, cammina e cammina a sera giunge ad una casa di contadini e chiede da dormire per sé e il gallo. Il contadino acconsente, fa dormire il giovane in casa e il gallo nella stalla col maiale.

Durante la notte il maiale ammazza il gallo. Al mattino il ragazzo chiede del suo gallo, ma, accortosi che era morto, esige il maiale come risarcimento. Il contadino glielo dà e lui riparte col maiale che aveva mangiato il gallo, che aveva mangiato il grano di fava. Cammina, cammina e cammina viene sera e chiede ospitalità in una casa, per sé e il suo maiale. Il contadino dà un letto al ragazzo e sistema il maiale nella stalla col cavallo.

Durante la notte il cavallo uccide il maiale ed al mattino il giovane esige il cavallo, che aveva ucciso il maiale, che aveva mangiato il gallo, che aveva mangiato il grano di fava. Lo ottiene e parte in groppa al destriero. Per strada s’imbatte in uno strano corteo funebre: c’era solo il feretro ed il becchino. «Padrone, cosa avete là dentro?» chiede il giovane al becchino. «Una morta, cos’altro vuoi che abbia?» gli risponde lui.

«Se vi dò il cavallo mi dareste la morta?» L’uomo accetta e fanno scambio, così il ragazzo si mette sulle spalle la morta e parte. Arriva in una casa che al centro del cortile aveva un pozzo, deposita la salma sulla vera del pozzo e chiede da bere alla padrona di casa. Questa chiama una ragazza che va ad attingere l’acqua, ma per sbaglio urta la morta che va a finire dentro al pozzo. Il giovane, che si era ben guardato dal dire che la donna che aveva portato con sé era già morta, esige la ragazza in cambio.

La padrona dapprima non vuole, ma poi deve cedere. I due partono e il ragazzo dice: «Prima era la donna che mi portava sulle spalle, ora tocca a te!». La ragazza se lo carica sulle spalle e riprende a camminare mentre lui canta: «Da un grano di fava un gallo, da un gallo un maiale, da un maiale un cavallo, da un cavallo una morta, e da una morta una bella giovinetta che mi porta».

La ragazza comprende l’inganno e pensa di vendicarsi. Arrivata su un ponte fa sedere il giovane sulla sponda e poi, -punfete!- lo butta dentro al fiume. Così la storia insegna che chi troppo vuole nulla stringe. Fiaba raccontata

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