Cari catechisti e genitori,
il Vangelo della risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-45) è un testo potentissimo, ma non sempre facile da trasmettere ai più piccoli. L’ostacolo più grande è spesso la paura: paura della morte, paura della tristezza, paura del “buio”.
Questo racconto è stato pensato proprio per superare queste paure, mettendo al centro non l’aspetto miracolistico in sé, ma la relazione profonda tra Gesù e i suoi amici. Ho cercato di evidenziare due dettagli fondamentali per i bambini:
- L’umanità di Gesù: Gesù piange. Questo lo rende incredibilmente vicino a loro. Mostra che anche Lui ha provato dolore, che la tristezza non è sbagliata e che Lui è lì per condividere le nostre emozioni.
- La forza dell’amore: Il grido “Lazzaro, vieni fuori!” è un grido d’amore che vince ogni cosa. È la dimostrazione pratica che la vita e l’amore di Dio sono più forti di qualsiasi ostacolo.
Usate questo racconto come un ponte per parlare con i bambini di come Gesù sia sempre al nostro fianco, specialmente quando siamo tristi, e di come la sua amicizia sia una luce che nessuna oscurità può spegnere. Buona lettura!azio alle domande e ai disegni dei bambini. Buon cammino verso la Luce della Pasqua!
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C’era una volta, in un piccolo villaggio di nome Betania, una casa piena di luce e di risate. Era la casa di Marta, Maria e del loro fratello Lazzaro. I tre fratelli volevano un gran bene a Gesù, e ogni volta che Gesù passava da quelle parti, sapeva di trovare una porta sempre aperta, una ciotola di zuppa fumante e due orecchie pronte ad ascoltare le sue storie.
Un giorno, però, nella casetta di Betania non si sentivano più risate. Un’ombra triste era calata sulla casa: Lazzaro, il fratello, si era ammalato gravemente. Era così debole che non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto.
Marta e Maria, preoccupate, mandarono subito un messaggero da Gesù, che si trovava lontano.
«Signore,» sussurrò il messaggero correndo, «il tuo amico Lazzaro è malato. Quello che tu ami tanto è malato!»
Quando Gesù sentì quelle parole, i suoi occhi si illuminarono di tenerezza, ma non si mosse subito. «Questa malattia non è per sempre,» disse ai suoi discepoli, «è come un ponte che farà vedere a tutti quanto grande sia l’amore di Dio.»
Passarono due giorni. Poi, all’improvviso, Gesù disse: «Andiamo dai nostri amici in Giudea. Il nostro amico Lazzaro si è addormentato, e io vado a svegliarlo.»
I discepoli non capivano. «Se dorme, Signore, guarirà!», dicevano. Ma Gesù parlava di un sonno speciale, il sonno della morte. Lazzaro, purtroppo, non c’era più.
Quando arrivarono vicino a Betania, Lazzaro era già stato sepolto in una grotta da quattro lunghissimi giorni. Era un dolore troppo grande.
Marta, appena seppe che Gesù stava arrivando, gli corse incontro. Aveva gli occhi rossi di pianto.
«Signore,» disse con un filo di voce, «se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto. Ma io so che anche adesso Dio ti ascolterà.»
Gesù la guardò con immenso amore. «Tuo fratello risorgerà, Marta.»
«Lo so,» rispose lei, «risorgerà nell’ultimo giorno, quando tutti risorgeranno.»
Ma Gesù le disse una cosa meravigliosa: «Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà. E chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi tu questo?»
Marta lo guardò dritto negli occhi e il suo cuore si riempì di pace. «Sì, Signore, io credo che tu sei il Figlio di Dio.»
Poi Marta andò a chiamare sua sorella Maria. «Il Maestro è qui e ti chiama.» Maria si alzò in fretta e corse da lui. Quando lo vide, cadde in ginocchio, piangendo. «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!»
Vedere Maria e tutta la gente piangere così tanto fece male anche a Gesù. Si commosse, i suoi occhi si riempirono di lacrime. «Dove lo avete messo?», chiese con voce rotta. «Signore, vieni a vedere», risposero. E Gesù pianse.
«Guarda come lo amava!», sussurrava la gente.
Quando arrivarono alla tomba, che era una grotta chiusa da una grande pietra, Gesù disse: «Togliete la pietra!»
Marta, pratica come sempre, si preoccupò: «Signore, ma sono passati quattro giorni… ci sarà cattivo odore!»
«Non te l’ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?», le rispose Gesù.
Allora tolsero la pietra. Gesù alzò gli occhi al cielo e pregò ad alta voce, ringraziando il Padre. Poi, con una voce forte e chiara che attraversò il buio della grotta, gridò:
«Lazzaro, vieni fuori!»
Per un attimo, il silenzio fu totale. Trattennero tutti il respiro.
Poi, un fruscio. Dall’oscurità della tomba, comparve una figura. Lazzaro uscì, tutto avvolto in bende di lino, come un bambino nella coperta. Aveva il viso coperto da un panno.
Gesù sorrise, asciugandosi le ultime lacrime. «Scioglietelo e lasciatelo andare», disse.
Fu un’esplosione di gioia! Marta e Maria abbracciarono il fratello, ridendo e piangendo insieme. Tutti quelli che avevano visto, rimasero a bocca aperta, pieni di stupore. Molti, in quel giorno, credettero in Gesù. In quel gesto d’amore, avevano visto qualcosa di più grande della vita: avevano visto l’amore di Dio che vince ogni cosa.
Commento per bambini
Cari bambini, sapete qual è la parte più bella di questa storia? Non è solo il miracolo grandioso, ma vedere Gesù che piange. Gesù sapeva già che avrebbe riportato in vita il suo amico, eppure, vedendo il dolore di Marta e Maria, si è commosso e ha pianto con loro.
Questo ci dice una cosa importantissima: Gesù ci vuole così bene che non solo ci aiuta nei momenti difficili, ma sta anche lì, vicino a noi, e sente quello che sentiamo noi. Quando gridò “Lazzaro, vieni fuori!”, ci ha mostrato che Lui è più forte di tutto, anche della morte. Ci ha fatto capire che l’amore di Dio è una luce che nessuna ombra può spegnere. Per Gesù, non esiste un “per sempre” triste. Con Lui, anche le storie più buie possono trasformarsi in una festa di gioia.





