Il Giardiniere e il seme più grande

Cari catechisti e genitori,

il Vangelo della quinta domenica di Quaresima (anno A) ci presenta il racconto della Passione secondo Matteo (Mt 26,14–27,66). Si tratta di un testo lungo e intenso, pieno di personaggi, emozioni e significati profondi. Per i bambini, affrontare direttamente il racconto della Passione può risultare complesso e talvolta doloroso.

Proponiamo questa riscrittura narrativa intitolata “Il Giardiniere e il Seme Più Grande”, che utilizza il linguaggio della fiaba e la metafora del seme che muore per dare vita, per introdurre i più piccoli al mistero della sofferenza, del tradimento e della speranza che attraversa la vicenda di Gesù. Attraverso il simbolo del Giardiniere e del seme, i bambini possono cogliere il nucleo del messaggio pasquale: nella morte apparente, Dio sta già preparando una nuova vita.

Utilizzate questo racconto come momento di ascolto e condivisione, magari accendendo una candela per introdurre il silenzio, e lasciate che i bambini facciano domande. Alla fine, il breve commento aiuterà a riannodare il filo con il brano evangelico e con il senso del cammino quaresimale verso la Pasqua.

***

C’era una volta un grande Giardiniere che aveva creato un giardino meraviglioso. Amava ogni pianta, ogni fiore, ogni foglia. Al centro del giardino, però, c’era un albero speciale, un albero così antico che nessuno ricordava quando fosse nato. Sotto quell’albero, il Giardiniere aveva piantato un seme. Era un seme diverso da tutti gli altri: pesava come una pietra, ma dentro brillava come una stella.

Il Giardiniere disse ai suoi aiutanti: “Questo seme è il più importante. Da esso nascerà un frutto che darà vita a un giardino nuovo, dove nessuno avrà mai più paura del buio”.

Ma nel giardino vivevano anche alcuni custodi che avevano dimenticato le parole del Giardiniere. Uno di loro, di nome Giuda, pensava solo ai soldi e alle apparenze. Un giorno, mentre il Giardiniere lavorava in pace, Giuda andò dai nemici del giardino e disse: “Quanto mi date se vi porto da lui?”. Gliene diedero trenta monete d’argento. Da quel momento, Giuda aspettò il momento per tradire l’amico.

Arrivò la sera in cui il Giardiniere volle cenare con i suoi aiutanti più fidati. Mentre erano a tavola, prese del pane, lo spezzò e disse: “Questo sono io, donato per voi”. Poi prese una coppa di vino e disse: “Questo è il mio amore, versato per tutti”. Era un momento dolce, ma anche triste, perché Lui sapeva cosa stava per accadere.

Dopo cena, il Giardiniere andò in un luogo segreto chiamato Getsemani, un piccolo giardino dentro il grande giardino. Lì si inginocchiò e parlò a lungo con il suo Papà del cielo. Era così triste che il suo cuore sembrava un fiore chiuso nel gelo. I suoi aiutanti più cari, invece di stargli vicino, si addormentarono. Avevano gli occhi pesanti e non capivano la tempesta che stava arrivando.

All’improvviso, tra gli alberi, apparvero torce e spade. Davanti a tutti c’era Giuda, che diede al Giardiniere un bacio. Ma non era un bacio d’amore: era il segno per farlo catturare. Il Giardiniere guardò Giuda con occhi pieni di tristezza e disse: “Amico, perché sei qui?”.

Lo portarono via. I nemici lo insultarono e lo presero in giro. Cercarono qualcuno che dicesse bugie su di Lui, e lo fecero comparire davanti a un giudice che si lavò le mani per non prendersi la responsabilità. Nel frattempo, Giuda, vedendo le conseguenze del suo gesto, si pentì amaramente. Restituì le monete d’argento, ma ormai si sentiva come un ramo spezzato. Il suo cuore non reggeva il peso del rimpianto.

Il Giardiniere fu condannato a una morte crudele, su di un colle chiamato Golgota. Lo inchiodarono a un pezzo di legno a forma di croce, come se fosse un albero senza radici. Ma mentre soffriva, Lui non gridava vendetta. Anzi, diceva: “Papà, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”.

Il sole si nascose e la terra tremò. Quando il Giardiniere morì, un velo di buio avvolse il giardino intero. Sembrava che il buio avesse vinto. Sembrava che il seme più grande fosse stato schiacciato per sempre.

Un uomo buono, di nome Giuseppe di Arimatea, andò dal governatore e chiese il permesso di prendere il corpo del Giardiniere. Lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose in una tomba nuova, scavata nella roccia, proprio in mezzo a un giardino. Poi rotolò una pietra enorme davanti all’ingresso, come un punto finale su una storia finita.

I nemici, per paura che qualcuno rubasse il corpo, sigillarono la pietra e misero delle guardie. Tutto sembrava finito. Il giardino era silenzioso. Gli aiutanti del Giardiniere erano nascosti, piangenti e confusi. La speranza sembrava morta, sepolta sotto quella pietra pesante.

Ma il grande Giardiniere, colui che aveva piantato il seme, sapeva che la terra non è la fine. Sapeva che quando un seme cade in terra e muore, porta molto frutto. E quel sabato, mentre tutto taceva, sotto la terra stava già accadendo qualcosa di straordinario: la vita stava per germogliare più forte di prima.

Breve commento per bambini

Questo racconto parla di un amore così grande che nemmeno la morte è riuscita a fermarlo. Gesù è il Giardiniere che ha dato la vita per noi, come un seme che viene messo sotto terra. Sembra che tutto sia perduto, ma in realtà è lì che nasce la vita nuova.

Nel Vangelo di Matteo, vediamo il tradimento di Giuda, il coraggio di Gesù, e il silenzio del sabato santo. Ma noi sappiamo che quella pietra non è rimasta chiusa per sempre. Quel seme, tre giorni dopo, è sbocciato nella Resurrezione. Gesù ci insegna che l’amvero vince sempre sul male, e che quando sembra tutto finito, per Dio è solo l’inizio di qualcosa di meraviglioso.

Scarica il disegno da colorare

Check Also

La grande avventura degli amici di Gesù

La grande avventura degli amici di Gesù

Cari, questo racconto nasce per aiutare i bambini a vivere l’Ascensione del Signore non come un …