Luca e l’Aquilone d’Oro

La storia si ispira direttamente e in modo molto preciso al brano del Vangelo di Giovanni per domenica 14 Settembre 2025, Giovanni 3, 13-17.


C’era una volta un bambino di nome Luca che amava guardare il cielo. Una sera, mentre il sole tramontava dipingendo il mondo d’arancio, sedeva su una collina con suo nonno.

“Nonno,” sospirò Luca, puntando il dito verso le stelle che iniziavano a brillare. “Chissà com’è lassù. Chissà come si vede il mondo da così in alto. Se solo potessi salire fino alle nuvole!”

Il nonno sorrise, i suoi occhi brillavano di una luce dolce. “Sai, Luca,” disse, “nessuno è mai salito così in alto da toccare il cielo. Il cielo è una cosa troppo grande e meravigliosa per noi.”

Luca annuì, un po’ triste. Il suo più grande desiderio era proprio quello.

“Ma,” continuò il nonno, tirando fuori da uno zaino un bellissimo aquilone a forma di stella, ricoperto di carta dorata, “la cosa più importante non è che noi saliamo fino al cielo, ma che il cielo sia sceso fino a noi.”

“Come?” chiese Luca, incuriosito.

“Vedi questo aquilone?” disse il nonno porgendoglielo. “È un po’ come un messaggero d’oro che viene dal cielo. Lo lanciamo da quaggiù, ma vola lassù per noi. Ci ricorda che siamo amati, così tanto, che Qualcuno ha mandato il suo unico Figlio, come un dono prezioso, proprio come questo aquilone, per stare con noi, per mostrarci la luce e per prenderci per mano. Non per sgridarci, ma per salvarci, per farci sentire al sicuro e amati per sempre.”

Luca prese l’aquilone e, con un piccolo aiuto del nonno, lo lanciò in aria. Una brezza gentile lo catturò e l’aquilone d’oro iniziò a salire, sempre più in alto, contro il cielo viola della sera. La sua coda ondeggiava e la carta dorata brillava, catturando gli ultimi raggi del sole, sembrava una piccola stella che danzava appesa a un filo.

Luca guardava su, col cuore pieno di gioia. Non era più triste per non poter volare. Perché sapeva che quel filo che teneva stretto in mano era un legame d’amore. L’aquilone era lassù, ma era anche lì, con lui. E quella presenza lo riempiva di una felicità calda e tranquilla.

Commento per i bambini:

Ciao! Questa storia ci aiuta a capire una cosa bellissima che Gesù ha detto. A volte pensiamo che per incontrare Dio dobbiamo essere bravissimi e perfetti, come se dovessimo scalare una montagna altissima da soli. Ma la buona notizia è che non è così! Dio ci ama così tanto che ha mandato Gesù, il suo Figlio più prezioso, qui sulla Terra, proprio come un dono. Gesù è come quel filo dell’aquilone che collega il cielo alla terra. Lui è venuto non per punirci, ma per essere nostro amico, per mostrarci quanto siamo speciali e per portare luce nella nostra vita. Non dobbiamo fare fatica per salire noi: Lui è già sceso per abbracciarci!

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