Il sogno di Simone

Simone era un bambino di 6 anni, buono e bravo che frequentava la prima elementare. Viveva in una piccola frazione di campagna ed il suo più grande sogno era una bici che i suoi genitori non potevano comperargli (la famiglia era di sette persone).

I suoi tenevano qualche gallina per poi rivenderla insieme a delle uova: non erano in ristrettezze forti, ma la spesa della bici in quel periodo era considerata un lusso, anzi… Poiché il suo piedino diventava ogni giorno più lungo, era di scarpe nuove che aveva bisogno spesso, altro che bici!!

Quando Simone a volte riusciva ad accompagnare il suo papà al mercato nei paesi limitrofi, i suoi grandi occhioni azzurri erano fatalmente attratti dalle bici colorate che facevano bella mostra di sé nelle vetrine e nelle strade.

I suoi genitori considerata questa sua grande passione (ma anche fiduciosi di poterlo fare) gli promisero che, se fosse stato promosso, alla fine della quinta elementare forse. La bici. Chissà.

Simone fece il possibile per essere bravo e diligente, s’applicò al massimo e fu giudicato il migliore della classe. Prese la licenza elementare ed aspettò con ansia il momento in cui una bella bici potesse essere sua.

L’attesa fu vana. I genitori non furono in condizioni d’accontentarlo e lui, con il cuore grosso e triste, per parecchie sere s’addormentò piangendo. Durante il periodo delle vacanze, anche se era solo un ragazzetto, Simone si cercò un lavoro per avere qualche mancina e trovò un salumiere che aveva bisogno di un garzone che potesse fare qualche servizio a domicilio.

Il salumiere gli prestò una sua bici vecchia e malandata, ma al bambino non parve vero di esercitarsi pedalando avanti e indietro con le spese dei clienti e così intanto s’allenava. Dopo un bel po’ di tempo, Simone fu assunto definitivamente e quando pigliò la paga, i suoi li permisero di trattenersi qualcosa in conto ici, questo fino a quando riuscì ad acquistarsi una bici da corsa di seconda mano, non eccezionale, ma funzionante. Simone, emozionato, con tutta la sua passione la sistemò a dovere, cominciò a fare delle piccole gare con i suoi amici, poi gareggiò con alcuni del paese vicino vincendo sempre.

Passarono gli anni, fece allenamenti su allenamenti, gare su gare, fino a che fu notato e riuscì a far parte di una squadra sponsorizzata da gente importante. Era sempre ai primi posti, felice di aver pienamente appagato il suo desiderio di campione regionale. Ormai era adulto, ma le sue clamorose vittorie furono il coronamento di tanti sacrifici e lacrime. Era stato testardo, puntiglioso, ma tutto questo l’aveva voluto con il cuore, come quando studiava e voleva essere promosso.

Quindi cari amici questa storia è dedicata a voi per aiutarvi a capire di non arrendervi mai per nessun motivo; per spronarvi a fare sempre di più e meglio perché dopo i sacrifici si possono raccogliere i frutti del nostro lavoro, si possono avere belle e grandi soddisfazioni, sia per noi stessi che per chi ci è accanto e ci vuole bene.

Che ne dici di leggere anche... :-)

Lascia una commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.