Il Giardino Segreto

Il Giardino Segreto

C’era una volta un paese arroccato su una collina, dove tutte le case erano bianche e avevano piccole porte colorate. In cima a quella collina, si diceva, c’era il giardino più bello del mondo, pieno di alberi da frutto, altalene dorate e fiumi di gelato alla fragola. Tutti i bambini del paese sognavano di entrare in quel giardino.

Due fratelli, Leo e Matilde, volevano visitarlo più di ogni altra cosa. Un giorno, sentirono che la porta principale del giardino si sarebbe aperta per un breve momento. Corsero su per la collina.

Quando arrivarono, trovarono non una, ma tante piccole porticine nascoste tra i cespugli, tutte diverse. Vicino all’ingresso principale, c’era una folla di bambini che spingevano e gridavano: “Fateci entrare! Siamo i più forti! I più veloci!”.

Leo e Matilde erano confusi. Mentre osservavano la calca, notarono una bambina che piangeva silenziosamente. Si era graffiata un ginocchio cadendo. Senza pensarci due volte, Leo le offrì il suo fazzoletto e Matilde le diede una caramella. Poco dopo, incontrarono un bimbo più piccolo che si era perso. Gli presero la mano e lo aiutarono a ritrovare la strada di casa, anche se questo li fece perdere tempo.

Quando finalmente tornarono verso il giardino, la folla se n’era andata e la grande porta era chiusa. I loro cuori si afflosciarono. Forse erano arrivati troppo tardi.

Proprio allora, videro una piccola porticina, così nascosta che quasi non si notava. Era modesta, senza decorazioni. Con un po’ di esitazione, Leo la spinse. La porta si aprì senza fare rumore.

Dall’altra parte, li aspettava un Uomo gentile con un sorriso luminoso. “Benvenuti”, disse. “Vi stavamo aspettando”.

Leo e Matilde entrarono e rimasero a bocca aperta. Il giardino era ancora più bello di come lo avevano immaginato. E lì, a giocare insieme, c’erano tutti i bambini che avevano aiutato: la bambina con il ginocchio sbucciato, il fratellino smarrito e tanti altri che riconobbero.

L’Uomo gentile spiegò: “La porta grande è per chi crede di entrare spingendo e da solo. Ma la porta piccola, la porta stretta dell’aiutarsi a vicenda, è quella che porta davvero qui. Voi avete trovato la chiave giusta: un cuore gentile”.

Commento per i piccoli lettori:

Cari bambini, questa storia ci ricorda quello che ha detto Gesù. A volte pensiamo che per essere i “migliori” bisogna essere i più forti, i primi o quelli che fanno più rumore. Ma Gesù ci insegna che la porta per stare con Lui non è così. È una porta “stretta”, fatta di cose semplici ma importanti: essere gentili, aiutare chi è in difficoltà, condividere, dire la verità, perdonare. Sono queste scelte quotidiane, a volte più difficili che spingere per essere primi, che ci fanno veramente entrare nel grande abbraccio d’amore di Dio. Non serve essere perfetti, serve avere un cuore buono che sa amare.

Racconto basato sul Vangelo di Lc 13,22-30.

Check Also

La gallina che amava tutti

La gallina che amava tutti

La gallina organizzava sempre tutto, ma il giorno in cui smise di esserci, tutti si …